giovedì 2 ottobre 2008

Piero Calamandrei sulla scuola del 2008

Piero Calmandrei, per chi non avessi un impeto di commozione solo al sentirne il nome, è uno dei padri della nostra Costituzione. La prima volta che lo sentii nominare, lo associai al suo celebre discorso in cui paragonò la libertà all'aria, qualcosa a cui non facciamo caso fino a quando non ci viene a mancare.

Nel lontano 11 febbraio 1950, al terzo congresso dell'Associazione a difesa della scuola nazionale (ADEN), a Roma, pronunciò il discorso che segue. E' tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci...


Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuole istituire, senza parere, una larvata dittatura.
Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole de suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alla scuole pubbliche a alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami saranno più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere.
Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alla scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico.
Pubblicato nella rivista "Scuola democratica", 20 marzo 1950. Ripubblicato dalla rivista "Internazionale", n. 762, p. 21

6 commenti:

paolomot ha detto...

Su questo governo non so dire se stia facendo questo, non ho ancora avuto il tempo di approfondire, ma sicuramente la Moratti sui fondi aveva privilegiato di molto le scuole private......

libertyfighter ha detto...

Facciamo un'altra ipotesi.
Il partito al potere che vuole istituire una larvata dittatura, si accorge che non ha bisogno di dirottare le persone verso le scuole private. Le scuole private sono sotto il controllo dei privati per definizione, indirettamente possono essere influenzate dallo Stato tramite aiuti economici e leggi liberticide. Ma il partito al potere sa benissimo che ha già la soluzione. Ha già sotto controllo la scuola, in quanto questa è pubblica, e può tranquillamente decidere chi e cosa debba essere insegnato, per quanto tempo e da che età. Quindi, il partito al potere piuttosto che penalizzare la scuola pubblica che già indottrina a dovere i cittadini verso il culto dello "Stato", la potenzia, istituisce dei corsi chiamati che so "Educazione Civica e Costituzione". Spiega alle persone quanto sia importante obbedire a tutte le idiozie che il partito al potere propina. Che la Costituzione, scritta da un gruppo di Partiti al Potere mezzo secolo prima per assicurarsi il dominio sulla popolazione, è sacra ed è assurdo ed inconcepibile modificarla, financo discuterne. Piuttosto diminuisce il numero di persone agiate che possono sfuggire a questo minculpop, drenando fondi dalla popolazione che sempre più povera è costretta ad andare nelle scuole sotto il suo controllo.

Caro Comoretto. Le faccio notare che in 1984 di Orwell, la dittatura perfetta non si avvaleva affatto di scuole private, ma rigidamente pubbliche.

Anonimo ha detto...

è deprimente concepire solo l'idea che la cultura di base possa essere dirottata da flussi finanziari, un una direzione di pensiero piuttosto che di un'altra. poniamoci il quesito se sia logico, non uso l'aggettivo giusto, che le generazioni future abbiamo gli strumenti e i mezzi per autodeterminarsi, per scegliere chi essere da grandi, tracciare un proprio cammino, magari su un solco laciato da chi è passato prima di noi. non vogliamo che i nostri figli non crescano, non vogliamo nani sulle spalle di giganti. questo è quello che non vogliamo, quello che vorremmo è politica.

Anonimo ha detto...

proviamo a fare un'altra ipotesi... ovvero, essendo Piero Calamandrei personaggio di spicco della sinistra, perseguiva l'obbiettivo gramsciano di appropriazione della cultura da parte di tale forza politica, i cui devastanti risultati sono sotto gli occhi di tutti 60 anni dopo. Ovviamente l'individuo agitava lo spauracchio delle scuole private, presumibilmente cattoliche, per nascondere il vero scempio che lentamente si stava compiendo in quelle pubbliche, terreno di conquista delle sinistre. Peccato che siano passati appunto 60 anni e che il subdolo discorso di Calamandrei mostri un po' le rughe, visto oltretutto che viene riciclato con il medesimo scopo di allora, ovvero consentire alle sinistre di restare ancorate ad uno dei loro feudi finora incontrastati. La Gelmini è semplicemente consapevole di questa situazione e sta cercando di combatterla, e questo spiega le reazioni isteriche del corpo insegnante a questa riforma. Fine del viaggio.

Gianni Comoretto ha detto...

E facciamo un'ultima ipotesi. Qualcuno vive in un mondo immaginario, in cui i comunisti sono dappertutto, hanno invaso la scuola, la magistratura, la polizia, la sanità... Cosa che neppure l'invasione degli ultracorpi regge al confronto....

Sveglia. La scuola riflette la società. gli insegnati, i dirigenti, i libri di testo sono di destra e di sinistra, cattolici e atei con minoranze di altre religioni. Il che significa, incidentalmente, che uno riesce a farsi una visione pluralistica. Non è "un feudo della sinistra" neppure nella sinistrissima Toscana.

E la Gelmini non ha grandi visioni didattiche, deve semplicemente tagliare un po' di spese.

Anonimo ha detto...

il discorso di calamandrei è di una faziosità incredibile, quoto in pieno libertyfighter. anzi, leggendo le parole del "padre della costituzione" mi sembrava proprio di stare rileggendo 1984 (che ho finito stamattina).

korallox