domenica 29 maggio 2016

Il Popolo Unico, o il tunnel di Wile E. Coyote

Da qualche tempo gira in rete una nuova follia. Con un appeal notevole, in questi tempi difficili, visto che suggerisce che puoi legalmente non pagare tasse, multe e debiti. Un po' come l'uscita del tunnel di Wile Coyote, con lo stesso problema di essere solamente dipinta sulla parete.


Mi riferisco alla "Nazione del Popolo Unico", in inglese One People's Public Trust, abbreviata in OPPT, più comunemente indicato come movimento sovranista. (Aggiunta, 31/10/2016) Un commentatore mi fa presente che il movimento italiano del Popolo UNico ha preso le distanze dall'OPPT, definendola una evidente bufala. Non sono riuscito a capire quali affermazioni dell'OPPT vengano contestate, e quindi è possibile che alcune delle cose dette qui sotto non siano effettivamente sostenute dai sovranisti italiani. Ma quasi tutte, e il quadro generale, sì.  

Come al solito comincio con un breve riassunto. Per chi non ha mai sentito parlare di OPPT o di UCC, si tratta in breve di una supercazzola legale brematurata come fosse Antani, con cui alcune persone si illudono di poter non pagare tasse, multe, rate del mutuo se usano le giuste formulazioni giuridiche.Gli Stati ti fregano, ti nascondono l'energia infinita e la cura sul cancro, ti avvelenano con le scie chimiche, ma di fronte ad una dichiarazione in carta bollata sono impotenti, è una sorta di cheat code del mondo reale.

Per chi invece già la conosce, devo dare una brutta notizia: non funziona. Le cose che si trovano scritte nei vari siti dell'OPPT sono semplicemente false. Le affermazioni che seguono dovrebbero essere ovvie, ma le ripeto per completezza.
  • Lo Stato italiano non è stato pignorato (non ancora, almeno), e non è stato sostituito da una S.p.A.
  • L'UCC (Uniform Commerical Code) non ha nessun valore in Italia, e pure negli USA non funziona come scritto in quei siti.
  • Dichiararsi Legale rappresentante di me stesso non serve a nulla, lo siete già; lo sanno tutti che siete ancora in vita, e quindi la dichiarazione non vi dà nessun diritto in più di quelli che già avete.
  • Nessuno ha da qualche parte un conto di migliaia di euro intestato a voi, e nessun documento o procedura legale quindi ve lo farà riavere.
  • Uno può dichiarare quel che gli pare: di essere imperatore della Cina, o Gran Mogol della Confederazione Galattica, ma nessuno è tenuto a dargli retta.
  • Niente che possiamo scrivere su un pezzo di carta ci dà maggiori diritti di quelli che abbiamo. In particolare non possiamo smettere di pagare le tasse, le multe, o i debiti.
  • Se vi protocollano una dichiarazione, questa rimane un pezzo di carta senza nessun valore.  
  • Se non rispondono ad una vostra dichiarazione, l'hanno semplicemente cestinata e rimane un pezzo di carta senza valore: nessuno ha l'obbligo di rispondervi se non quando espressamente detto.
  • Una multa, una cartella esattoriale, l'IVA non sono contratti che potete rifiutare.
  • Per essere obbligati a pagare qualcosa non è necessario aver firmato un contratto. In particolare non per le multe. 
  • Comunque venga scritto il nome, minuscolo o maiuscolo, si riferisce sempre alla stessa persona, a voi, non ad entità legali immaginarie.
  • Se rifiutata una cartella esattoriale, se anche riuscite a confondere il postino od il vigile, la multa o la rata da pagare rimangono. Prima o poi riceverete la visita di un simpatico signore che ha diritto ad entrare a casa vostra, anche con la forza, e a portarvi via anche le mutande, per vendere il tutto all'asta (a poco) e pagare così debito, spese ed interessi.
  • Se ricusate il giudice e rinunciate ad un difensore il massimo che potete ottenere sono le attenuanti per seminfermità mentale.
Lo so, difficile credere, con un minimo di buon senso, alle affermazioni che smentisco qui sopra. Purtroppo se uno ha problemi di soldi e qualcuno gli racconta che  scrivendo le parole giuste su un pezzo di carta questi problemi spariranno, è naturalmente portato a crederci, finendo per pagarne (salate) le conseguenze. Per questo si tratta di cose molto pericolose, sicuramente molto più delle scie chimiche.

Per affrontare le argomentazioni in pseudolegalese dei sostenitori dell'OPPT occorrerebbe un esperto di diritto. Qualcuno ci ha provato (se volete trovate qui un esempio), ma ad un non esperto, come me, la cosa risulta decisamente pallosa. E direi superflua. Per cui provo a descriverla in termini non rigorosi, ma forse un po' più accessibili. Inoltre non ho parlato di un sacco di "strumenti giuridici" adottati dai nostri eroi, per evitare di far notte.

Le origini

La faccenda è nata negli USA, con il movimento dei Freeman on the Land, con lo scopo dichiarato di evitare di pagare le tasse, e difatti tutti i richiami legali sono legati al diritto anglosassone, o a leggi statunitensi. Ma sta prendendo piede anche in Italia, una ricerca su Google riporta 49 mila pagine sull'argomento.

Secondo i sostenitori di questa teoria gli Stati non esistono, sono stati surretiziamente sostituiti da enti commerciali. Difatti troviamo molti stati elencati nel registro del SEC, un ente statunitense che regola il commercio all'interno dell'USA. Questo è abbastanza ovvio, gli Stati hanno bisogno di servizi, e quindi operano anche come enti commerciali. Se la vostra ditta di pulizie lavora per un ministero, volete un bel contratto e quindi lo Stato, in quel momento, è per voi un ente commerciale. Ma quando quel ministero produce un decreto, non lo è più, è un organo pubblico che è una cosa diversa.

Siccome negli USA gli enti commerciali devono sottostare (in vario grado, non è così assoluta come fan credere) alle regole dell'UCC, i nostri han pensato di applicarle alle relazioni tra Stato e cittadini.

Ogni relazione commerciale deve essere bilaterale, con un contratto, e quindi in assenza di un contratto esplicito e sottoscritto dal cittadino si sentono esonerati a pagare le tasse, o le multe. C'è da discutere pure sulla premessa, ci sono contratti impliciti che ci assumiamo anche senza firmarli (es. le spese condominiali, siamo tenuti a pagarle nel momento in cui acquistiamo un immobile), ma visto che lo Stato non è un ente commerciale, e che una multa, ad esempio, non è un pagamento a fronte di un servizio, devo pagarla comunque a prescindere.

L'UCC prevede che in caso di contestazioni sui contratti puoi sollevare le tue obiezioni, che se non ricevono risposta entro 30 giorni si intendono accolte (silenzio assenso). Quindi loro hanno inviato una lettera in pseudolegalese agli Stati in cui li dichiaravano sciolti, e non avendo mai avuto risposta la ritengono effettiva. Gli Stati non esistono più. In altre parole io ti scrivo una lettera in cui dichiaro che la tua casa è mia, tu cestini la lettera ritenendomi giustamente un po' tocco, e io credo a questo punto di avere la proprietà di casa tua. Sicuro.

Il tutto ovviamente varrebbe anche per le loro comunicazioni ai creditori. Quindi se io scrivo ad una banca, magari per la quattordicesima volta, che i soldi che mi han prestato non esistono e non sono tenuto a renderli, e loro, esausti, cestinano il tutto, quella lettera ha valore come annullamento del debito. Il tragico è che quando la banca passa la pratica ad una ditta di recupero crediti, il sovranista medio lo considera un successo.

Certificato di nascita e uomo di paglia

Le cose si fanno via via più complesse quando si ragiona sullo stato giuridico delle persone. Secondo i nostri gli Stati ci trufferebbero in un modo molto sottile, usando come moneta la nostra stessa esistenza fisica. Ciascuno di noi ha un piccolo tesoretto di alcune centinaia di migliaia di euro, che nessuno ti dice esistere (forse perché non esiste proprio?) e quindi gli Stati/SpA si intascano il malloppo, visto che nessuno lo reclama. Se usi la carta di identità o il codice fiscale, perdi automaticamente il diritto al rimborso. La prova di questo sarebbe il certificato di nascita. Per come è redatto, secondo loro, indica chiaramente che non si riferisce a te (Mario Rossi), ma a un'entità astratta o uomo di paglia (MARIO ROSSI, tutto maiuscolo), una finzione giuridica che viene ceduta in proprietà allo Stato SpA, che a sua volta lo usa in pegno per avere un prestito dalle banche centrali. Differenziando le due grafie, sostengono inoltre che qualsiasi documento (es. un'ingiunzione di pagamento) con il nome scritto tutto maiuscolo non si riferisca a loro, e possa quindi essere ignorato.

Quindi i nostri per prima cosa fanno una dichiarazione di essere il legale rappresentante di sé stessi e di essere ancora in vita (non si sa mai), e se la fanno protocollare in Comune. Il protocollo è qualcosa che serve a registrare un documento, in modo un po' meno ufficiale (ma più economico) di un atto notarile, ma comunque non entra nel merito di quel che c'è scritto. Io posso protocollare una dichiarazione in cui affermo di essere stato promosso Grande Imperatore Galattico, il che sicuramente farà storcere il naso agli impiegati comunali ma non mi rende un sovrano interstellare.

I sovranisti in pratica

Sono state fatte class action in cui si richiede il rimborso dei soldi del tesoretto di cui sopra (quella in Italia richiede una donazione di almeno 700 euro per aderirvi). Non riconoscono i documenti (es. la patente), e se ne fanno di loro. Non riconoscono il codice fiscale, perfido strumento per farti perdere i diritti di persona libera. E quindi hanno qualche problema con gli allacciamenti della luce e del gas. Il bello è che fan causa ai gestori per non aver accettato i "loro" documenti autostampati. Dagli stessi giudici di cui rifiutano l'autorità. Perché il diritto ad avere una lavatrice funzionante fa parte dei Diritti dell'Uomo.

Considerano un successo, e quindi una prova che han ragione, ogni ritardo nel pagamento di una multa, ogni postino che se ne va perplesso, ogni giudice che sospende il processo sgomberando l'aula. Peccato che il mancato recapito di una ingiunzione, o la mancata accettazione di un avvocato, non servono a fermare le azioni legali. Magari più tardi ma il conto arriva, con interessi salati. Qui siamo ancora agli inizi, ma negli USA questa gente si è vista portar via la casa per pagare i debiti che "non esistevano". Uno di questi, disperato, ha tentato di ammazzare il giudice che non aveva sentito le sue ragioni. Nessun Freeman ha mai vinto un processo o evitato di pagare qualcosa, ma in compenso diversi di loro si sono fatti i loro bravi anni di galera.


Quindi se volete credere alle scie chimiche fate pure. Ma se sentite parlare di UCC o OPPT o di "Popolo unico" il consiglio, disinteressato ma appassionato, è quello di non cascarci.

25 commenti:

mastrocigliegia ha detto...

Trascurando per un attimo (un attimo solo, però) tutte le altre assurdità della faccenda, a me rimane profondamente oscuro l'aspetto del nome, che sui documenti cambia di senso a seconda che sia scritto in maiuscolo o minuscolo.
E se fosse scritto con font Courier? O in Arial? Inclinato o grassetto o "normal"? Avrei qualche altro diritto in più o in meno?
Non so se questa tematica sia mai stata affrontata e risolta.

Riccardo Deserti ha detto...

No No Mastro. Il problema è che Stato.EXE è scritto in C, gira su Linux ed è Case Sensitive, per cui Io è diverso da iO che è diverso da io che è diverso da IO.

Adesso ci appuntiamo il bug, e ricompilo tutto facendolo Case Insensitive, et voilà, sarà tutto sistemato. XD XDD

(Ironia da programmatore...)

stefano ha detto...

Bel post..non era facile con ironia descrivere il fenomeno..ho riso in parecchi punti:)
Di cose assurde, comunque, ne esistono anche nella realtà..non solo virtuale di questi siti-web..
Un paio di settimane fa mi sono alzato con la cavolata in testa di dare un 'valore' all'appartamento in cui, attualmente, sono in affitto..
per la 'modica' cifra di quasi 900 euro al mese (una bella fetta dei miei introiti mensili..) vivo in un appartamento della prima periferia fiorentina..con moglie e neonato al seguito..
Insomma..sarà mai possibile valutare le quattro mura dove vivo? pago il giusto? ma anche solo per curiosità lo voglio sapere..
Vabbè..chiedo prima di tutto ad un paio di colleghi geometri..risposta secca e negativa..'no, il valore lo determina il mercato..non puoi stimare un appartamento solo dal punto di vista monetario..'..ma come, il mercato? e la classe energertica, lo stato dell'immobile? i serramenti? gli impianti? mah..
Immagino la risposta sia influenzata dal fatto che essendo colleghi non mi avrebbero chiesto parcella e così chiamo uno studio di architettura..
Risposta secca ma abbastanza imbarazzata..mi promettono di richiamare per parlare con qualcuno che se ne occupa..poi richiamano..non rispondo (funzione fisiologica primaria) e richiamano nel weekend..niente da fare..mi possono calcore la classe energetica e un altro paio di valori nulla più.
Sostanzialmente la casa in cui vivo non è valutabile..non ha un valore monetario preciso..vale 100 e vale anche zero..insomma l'affitto che pago potrebbe domani catapultarsi a 5000 euro come potrebbe 'retrocedere' a due euro/mese..non importa, non ci sono particolari parametri..
Mi rimane un'agenzia immobiliare..la risposta è seccata e del tipo 'a cosa le serve?'..ne nasce quasi una discussione e quindi taglio corto..
Poi un tizio una mattina di sabato suona alla porta e mi propone un'assicurazione sulla casa..dico che sono in affitto e sparisce nel vano scale in meno di un secondo..
Poi vicino ad una tazza (non di caffè) mi viene l'ispirazione e telefono all'assicurazione del piccolo veicolo che posseggo..'buonasera, fate anche preventivi di premi sulla casa?'..'certo..'..'quanto mi costerebbe assicurare l'immobile?'..
beh..risponde la ragazza 'dipende da tanti fattori'..alla fine dell'intervista telefonica i danni che mi rimborsano in caso di terremoto, incendio, crollo ecc..ecc.. è 77mila euro!
Incredibile..riesco quindi a sapere quanto vale 'effettivamente' la casa..cioè la somma che mi ritroverei in banca se la perdessi..
facendo due, ma proprio due..calcoli è all'incirca il 35% del valore di mercato..una somma piuttosto bassa quindi..
Traslando il conto sull'affitto direi che 300 euro al mese, tutto compreso, sarebbero già abbastanza..
lo dico alla proprietaria ;)?
un saluto.
stefano

Maurice ha detto...

e in che modo questa valutazione sarebbe più reale di un'altra ?
no, l'unico modo di sapere se stai pagando poco o troppo per il tuo affitto è di andartene
e aspettare che venga affittata ad un altro (quindi che il bene rientri nel mercato)
per poi chiedere a quanto lo ha affittato. però è una "misura distruttiva" o perlomeno
invasiva.

Gianni Comoretto ha detto...

Non ho il minimo dubbio che il sistema economico in cui viviamo sia zeppo di cose assurde. Il problema di cose come l'UPPC è che, oltre ad essere assurde, sono fattualmente false. Non posso usare leggi commerciali per dichiarare decaduto lo Stato italiano, mentre un appartamento ha un valore, in un qualche senso più o meno assurdo.

Sul problema di capire quanto valga, credo l'unica sia dare un'occhiata ai prezzi che si trovano in giro per situazioni simili. Per casa mia riesco a determinare un valore con un'incertezza del 5-10%, molto meglio di quanto abbia fatto Stefano. Che poi questo valore abbia senso, sia collegato ad un "valore vero" della casa, ne dubito, potrà crollare o aumentare del 50% in pochi anni a seconda di fattori assolutamente aleatori. E sicuramente nessuna assicurazione me lo assicurerà per un valore simile a quello di mercato.

Anonimo ha detto...

Stefano AFAIK quello che le assicurazioni calcolano è il costo di costruzione (che spannometricamente credo ti possa dire qualunque geometra se gli dici i metri cubi da costruire).
Non tiene, però, conto del valore del terreno su cui vai a costruire. Valore che può variare tantissimo in base a molti fattori.

Bellaccoglienza ha detto...

@Stefano.
Prova così: digita sul tuo preferito motore di ricerca "Agenzia Entrate - Banca dati delle quotazioni immobiliari - Ricerca". Troverai una pagina dove inserire le caratteristiche dell'immobile in questione (ubicazione, metri quadri etc.) e, di click in click, arriverai ad una stima del valore di mercato di un immobile con quelle caratteristiche. Per sapere come tale stima sia ottenuta, esplora i link in cima alla pagina di ricerca (Osservatorio del Mercato Immobiliare, Quotazioni immobiliari etc.)

Enrico Smargiassi ha detto...

Mi ricorda il Movimento per il Territorio Libero di Trieste: http://territoriolibero.net/
Sostengono che il TLT e' ancora in vigore e si dichiarano indipendenti. A me ha fatto venire voglia di reclamare l'applicazione del Trattato di Westfalia.

CimPy ha detto...

Simpaticissimi - chissà se battono anche una moneta tutta loro...

matteo scarpa ha detto...

Premetto che, non sono un giurista e non sono un legale rappresentante di "Popolo Unico". Sono un individuo che casualmente si è imbattuto nel sito del succitato gruppo e ha partecipato due volte all'incontro divulgativo introduttivo da loro proposto. Ho partecipato all'incontro spinto fondamentalmente dalla curiosità di capire quali soluzioni proponevano per correggere storture (a mio modesto giudizio, difficilmente non condivisibili), che il sistema burocratico, fiscale e giuridico attuale partorisce nel toglierci diritti fondamentali sanciti nelle dichiarazioni del diritto internazionale. Quindi, al di là di quanto ognuno di noi possa pensare in merito allo strumento da loro utilizzato, è da ritenersi meritevole di stima e considerazione il nobile intento che si sono dati conseguire ovvero, realizzare una società libera dalla schiavitù del debito costituita nel Diritto Internazionale che tutela prima di tutto l'essere umano.
Tutto questo (e naturalmente molto altro) va detto nel nome di un rispettoso confronto.
Dal canto tuo esordisci con: "Mi riferisco alla "Nazione del Popolo Unico", in inglese One People's Public Trust, abbreviata in OPPT, più comunemente indicato come movimento sovranista".
Tengo precisare che Popolo Unico ha dichiarato di aver preso le distanze da OPPT ritenendolo (non ricordo esattamente il termine utilizzato) una "bufala" e il percorso che attualmente stanno facendo posso assicurarti, anche se, ripeto, non sono in grado di giudicarlo, dichiarano essere totalmente in linea con le leggi e il diritto positivo italiano, pertanto sarebbe onesto da parte tua informarti e nel caso correggere quanto postato.
Vedi..... ridicolizzare e svilire l'operato altrui senza entrare nella critica circoscritta e precisa è tipica del "debunker" al soldo di chi vuole togliersi dai piedi soggetti "fastidiosi" senza metterci la faccia in prima persona. Della serie: pubblico una critica indirizzata ad un modello di auto di punta della Mercedes mostrando l'immagine di una Fiat Panda (senza nulla togliere alla Fiat e alla Panda) elencandone le caratteristiche tecniche che, nulla hanno a che vedere con il modello di auto commercializzato da Mercedes e che si vuole, attraverso la critica, distruggere.

Certo, anche io ho seri dubbi sul fatto che lo Stato Italiano permetta alla gente di liberarsi tanto facilmente dalle sue fauci, ma è altrettanto vero che restare fermi ed inerti nella frustrazione e paura, non potrà di certo cambiare le cose in meglio, anzi, rafforzerà la convinzione da parte di chi trae profitto dal disequilibrio sociale sistemico nel quale siamo immersi
di poterci trattare sempre e più come gli piace e comoda certo che non troverà opposizione alcuna.
Io penso sia utile, sempre che gli obiettivi dichiarati da Popolo Unico siano per voi condivisibili, criticare in modo costruttivo e onesto le modalità operative che pensate inadatte e al contempo fornire consigli che possano migliorare e renderne perseguibile la realizzazione.
Ciao, grazie.

Gianni Comoretto ha detto...

Innanzitutto ringrazio Matteo Scarpa per l'intervento posato e per lo spirito di dialogo.
Accetto la critica di non aver fatto i dovuti distinguo. Appena riesco provvederò ad inserirli nel testo qui sopra. Se mi può dare dei riferimenti da cui possa capire meglio quello che il Popolo Unico italiano sostenga. glie ne sarei grato.

Il problema è che il materiale disponibile nel sito del "popolo unico" è molto limitato, e per poter accedere a materiale più dettagliato e preciso dovrei sostanzialmente aderire al movimento, cosa che non ho nessuna intenzione di fare.

Il percorso che comunque stanno facendo NON è in linea con il diritto positivo italiano. Semplicemente si sono inventati un loro diritto che nulla ha a che vedere con quello italiano e/o internazionale, ed i richiami che fanno nel loro sito sono più che sufficienti a stabilirlo. E le critiche che muovo sono sufficientemente generali da prescindere dai dettagli. Sarà una Panda e non una Mercedes, ma se parlo delle auto in generale quelli diventano dettagli secondari.

Ma ribalto la critica. Come si può sperare di risolvere un problema se i termini del problema sono sbagliati? Gli Stati non sono società di diritto. Non è possibile "pignorarli". Non esiste una entità giuridica fittizia con il nostro nome tutto in maiuscolo di cui lo Stato si impossessa per controllarci. Le banche non ci indebitano, lo facciamo da soli (loro al massimo ci offrono la corda per impiccarci). Quella del signoraggio è una bufala. Non esistono sorgenti gratuite di energia che ci vengono tenute nascoste. Nessuno ci avvelena con le scie chimiche, anche qui lo facciamo da soli, ad es. andando in auto.

Mi sono limitato a cose che vengono citate nel sito del Popolo Unico, senza riferirmi a OPPT. E mi sono limitato, l'elenco delle premesse false sarebbe molto piu' lungo.

Quindi accusare il sistema per cose che non esistono, inventarsene uno differente da come è, ed individuare in questo la radice dei problemi che viviamo, è una ricetta sicura per il disastro. La ricetta per risolvere i problemi poi è nella migliore delle ipotesi una pia illusione. Tutti i documenti pseudolegali del Popolo Unico, in italiano, dicono esattamente quello che dico nel post. Si afferma che il problema non esiste (non ho piu' un debito, non riconosco un obbligo di legge tipo quello di pagare una multa) e spero che mi stiano a sentire. Perché mai dovrebbero farlo? E quindi suggerire alla gente di farlo è invitarli ad un suicidio legale. Perché devo rischiare lo sfratto per non aver pagato delle bollette? Illudere la gente, in particolare quelli disperati, non è aiutarla.

Cosa si dovrebbe fare? Una rete di aiuto CONCRETO ad esempio. Cosa che viene fatta da reti di microcredito, di mutuo soccorso, anche assistenza legale (quella vera). Ma innanzitutto studiare DAVVERO i problemi. Non inventarsi miracolose soluzioni che non esistono. O inventarsi un nemico che non esiste. Quelli che abbiamo bastano ed avanzano.

matteo scarpa ha detto...

Ciao Gianni, anch'io non faccio parte del gruppo "popolo unico" e il materiale, che come te ho potuto visionare, è quello del sito a cui fanno riferimento. Attualmente sono in attesa di conferma di accettazione da parte degli amministratori per poter accedere al gruppo chiuso Popolo Unico Veneto e potermi confrontare per poter maturare un giudizio di merito più realistico.

Le prime tre autocertificazioni che dicono si debbano notificare all'ufficio protocollo del Comune per avviare la procedura di creazione di un trust sono: l'esistenza in vita, il legale rappresentante e la lettera di trasmissione. Ho controllato, e la legge 445 del 2000 all'art. 46 lettera "u" e "g" ed effettivamente ammette che una persona possa autocertificarsi in questo senso. Nelle autocertificazioni viene menzionato anche l'articolo 76 che norma penalmente chiunque rilasci dichiarazioni false o mendaci.
Non ho prova dei fatti, ma mi è stato detto che in alcuni comuni il personale dell'ufficio protocollo si sia rifiutato di notificare gli atti in questione ma hanno poi dovuto fare dietro front in quanto incappavano nell'articolo 74 "Violazione dei doveri d'ufficio"(reato punito penalmente), e le hanno fatte passare.

La notifica di legale rappresentante, una volta protocollata, pubblicizzata agli organi dello Stato (non chiedermi la trafila come funzioni) e vidimata dalla Prefettura, diventa a tutti gli effetti un documento di circolazione internazionale. Senza passaporto e Carta di identità (continuo a ripeterlo, non ne ho certezze ma mi è stato così detto) sono andati all'estero. All'aeroporto hanno passato sia i controlli italiani che quelli stranieri. Unica obiezione, dotarsi di un documento di legale rappresentanza in lingua inglese.
In sintesi (mi è stato detto), il legale rappresentante non è più un cittadino italiano, è uno Stato nello Stato, è ne più ne meno la Città del Vaticano, un console che gode di immunità diplomatica, un soggetto di Dititto Internazionale, non più un soggetto di Diritto positivo italiano.

Tu dici "Non esiste una entità giuridica fittizia con il nostro nome tutto in maiuscolo di cui lo Stato si impossessa per controllarci". Forse è così, ma non ne sono del tutto sicuro.
Il Comune di Lainate il 20 marzo 2015 scrive " Il Comune di Lainate ammette ufficialmente che la scrittura in soli caratteri maiuscoli del NOME e COGNOME identifica la finzione giuridica creata EX-NILO (non l'essere vivente), e rimanda alla procura della repubblica per la procedura della registrazione COATTA della minore come previsto dall'ordinamento nazionale".

C'è poi una sentenza del Tribunale Civile e Penale di Milano SEZIONE IX CIVILE che accoglie il ricorso dei due genitori che erano riusciti ad ottenere dal comune di Lainate la dichiarazione sopra illustrata e ottengono che la figlia venga registrata in tutti gli atti pubblici in modo diverso da quello convenzionale tutto maiuscolo. inoltre, se ho ben capito, tutto da verificare, il tesserino sanitario con codice fiscale privo di banda magnetica.
Tutta la vicenda con la descrizione dei fatti resa da Salvatore Merlo (l'individuo che cha portato avanti la denuncia), la trovi nel sito del gruppo.

Ho superato i 4096 caratteri. Ti invio un'altro post.

matteo scarpa ha detto...

Quello che mi sento di dire è che, ammesso che quanto è stato approntato da popolo unico sia perfettamente legale e nella sua forma giuridico tecnica inoppugnabile..... attualmente, lo Stato non si possa permettere che tutto ciò abbia seguito in quanto alla lunga verrebbe inevitabilmente emarginato fino a scomparire (c'è da chiedersi chi tragga i maggiori benefici da un Stato approntato nella forma di come è quello nostro e del quale facciamo parte). C'è anche da dire che lo Stato in sé non esiste fisicamente, è un'entità astratta, una finzione giuridica che ha assunto personalità giuridica attraverso una delega da parete della comunità, pertanto, una sua scomparsa, altro non sarebbe che una legittima azione di rientro della delega da parte del popolo stesso.

Tratto dal sito ufficiale della Banca d'Italia (io faccio sempre riferimento a questo quando parlo con le persone): "Per signoraggio viene comunemente inteso l'insieme dei redditi derivanti dall'emissione di moneta. Per le banche centrali, il reddito da signoraggio può essere definito come il flusso di interessi generato dalle attività detenute in contropartita delle banconote in circolazione o, più generalmente, della base monetaria. Per l'Eurosistema, questo reddito è incluso nella definizione di "reddito monetario", che, secondo l'articolo 32.1 dello statuto del Sistema europeo di banche centrali (SEBC) e della Banca Centrale Europea (BCE), è "il reddito ottenuto dalle banche centrali nazionali nell'esercizio delle funzioni di politica monetaria del SEBC".

Sulla moneta e sul debito pubblico ci sarebbe parecchio da dire. Non è la sede ne il momento giusto.

Sono d'accordo con te quando dici che ci indebitiamo da soli. E' vero, loro ci offrono la corda, ovvero l'apatia, la frustrazione, lo svilimento, la paura, l'insicurezza, l'impossibilità e la capacità di reagire in modo istruito e consapevole nei confronti di tutto ciò che compone la società in cui viviamo. Fondamentalmente siamo inerti e il meglio che sappiamo coltivare è una sterile indignazione per tutto ciò che consideriamo soggettivamente"ingiusto"ma che nella pratica non sappiamo giudicare, criticare e quindi affrontare. Il problema non è al di fuori di noi, il problema siamo noi, è dentro di noi, in ogni singolo individuo.

Se posso, un consiglio spassionato, prova a partecipare ad un incontro anche tu. Al di là di ciò che pensi in merito al progetto popolo unico, affrontarel'incontro ti permette di confrontarti con idee, soluzioni e campi di studio che non avresti mai pensato di realizzare e affrontare prima, ma che ti permettono di rendere più competo il percorso esperienziale della vita.
Io penso che la vita vera non sia quella esteriore bensì quella interiore dove si provano emozioni e sentimenti.

Comunque Gianni ti ringrazio della risposta e ti ringrazio dello spazio che mi hai reso disponibile nel blog. Spero che quel poco che ti ho inviato possa in un qualche modo esserti utile.
Ciao.

Gianni Comoretto ha detto...

Con quelle certificazioni non costituisci un trust, che oltretutto è un concetto di diritto anglosassone e non italiano.
Certamente puoi dichiarare di essere in vita, e di rappresentare te stesso. La dichiarazione di esistenza in vita ha una qualche utilità, anche se non per gli scopi del "popolo unico", quella di rappresentare sé stessi nessuna. E non dichiarando niente di falso (sei in vita, e hai diritto di parlare a nome tuo) va benissimo il riferimento all'art. 76. Ma una volta che hai protocollato il tutto cosa cambia? Hai esattamente gli stessi diritti di prima. Non hai creato uno "stato nello stato", sei sempre soggetto alle stesse leggi e agli stessi obblighi. Non hai dichiarato nulla di differente di quello che tutti sanno già: anche io sono ufficialmente in vita, e sono legale rappresentante di me stesso, senza bisogno di nessun protocollo. Se qualcuno fa storie sul protocollare è perché sembra talmente un'idiozia che non vogliono averci nulla a che fare.

Ora hai un foglio di carta che forse qualcuno riconoscerà come documento di identità (entro Shengen magari pure alla frontiera), ma non in modo più autorevole, o diverso da una normale carta di identità, e comunque a discrezione (molta) di chi te lo accetta. Se trovi uno che lo prende tra l'indice e il medio come fosse un pesce di qualche mese oltre la data si scadenza, e ti chiede "ma lei vorrebbe che io accetti questa roba?" non puoi protestare.

La storia del maiuscolo e minuscolo è una balla mostruosa e basta. L'identificativo in tutto maiuscolo viene fatto solo per motivi di leggibilità e per evitare ambiguità. La persona identificata dal nome in maiuscolo minuscolo, misto, gotico, arial sans serif ecc. è sempre la persona FISICA in carne ed ossa. Non si parla mai in documenti giuridici di creazione di una finzione giuridica con un atto di nascita. Se qualcuno si è fatto un film inventandosi una storia differente sono affari suoi. E la registrazione di un cittadino è un dovere dello Stato, indipendentemente dalle volontà dei genitori. Una persona che non è registrata può facilmente perdere diritti, non è tutelata, tanto per dirne una potrebbe essere fatta sparire e non essendone traccia diventa molto più difficile indagare su cosa le sia successo. E tanto per essere chiari una persona non registrata non cessa di essere cittadino, con diritti e doveri. Solo che è un casino averci rapporti.

Gianni Comoretto ha detto...

Il giudizio negativo sullo Stato è nel campo dell'opinabile. Francamente, nonostante tutti i suoi difetti, il concetto di Stato attuale mi sembri tuteli molto di più di quanto lo facciano le fantasie del Popolo Unico. Il fatto che se passo con il rosso uno Stato mi multi mi sembra una doverosa tutela per ridurre il numero di persone che passano con il rosso. E stabilire che uno possa decidere se passare con il rosso o meno, pagare o meno la relativa multa ecc. mi sembra anarchia nell'accezione peggiore (non in quella, rispettabile, utopica) del termine. Ma siamo nelle opinioni.

Sul signoraggio. La definizione della Banca d'Italia è corretta. In pratica cosa significa? Che per pagare tutto l'ambaradan dell'utilizzo del denaro, complessivamente versiamo alle banche centrali una cifra che è dell'ordine dello 0,1-0,2% del PIL (diciamo una cifra analoga del nostro stipendio). Questo in parte viene usato per pagare i costi operativi. In parte torna agli Stati.
Non c'entra nulla con i debiti che ci assumiamo (per il mutuo della casa, o dell'auto, o per il debito sovrano degli stati), debiti che contraiamo volontariamente, o che (per il debito pubblico) abbiamo accumulato in decenni di politiche clientelari (i soli baby pensionati ci costano 8 miliardi l'anno), corruzione, pagamenti a ditte degli amici degli amici....

Nel sito si cita un sacco di cose che poi so benissimo essere bufale. Diciamo che se uno mi racconta di energie infinite tenute nascoste, di medicine alternative che funzionano, di scie chimiche, non è che mi viene voglia di credergli quando mi parla di altro. E quindi ti ringrazio dell'invito ma dubito verrò ad uno di quegli incontri.

matteo scarpa ha detto...

Mi piace moltissimo una citazione di Luciano De Crescenzo "Il saggio non nega e non afferma, non si esalta e non si abbatte, non crede né all'esistenza di Dio, né alla sua inesistenza. Il saggio non ha certezze, ha solo ipotesi più o meno probabili".
Attualmente mi trovo nella condizione di non poter affermare o negare nulla con assoluta certezza. Tutto quello che posso fare è aspettare di capire come finiranno le decine di ricorsi e relative sentenze che verranno emesse sia a livello nazionale che internazionale in merito alle posizione prese.

Tanto per farti capire cosa ho fatto dopo l'incontro al quale ho partecipato; ho cercato in internet persone competenti che fossero in grado di dimostrarmi in modo tecnico e circoscritto i motivi per i quali popolo unico nel suo operare sbaglia. Penso che questo sia l'unico modo per potersi fare un'idea e maturare un giudizio critico personale più neutrale possibile.
Sono quindi finito in un post pubblicato da Paolo Franceschetti, un avvocato, il quale ha dichiarato che secondo lui Popolo Unico è una bufala senza se e senza ma, peccato dico io, che ha pubblicato una foto di una legale rappresentanza che non apparteneva assolutamente al lavoro svolto da popolo unico, era una dichiarazione totalmente strampalata, e su questa aveva formulato una personale interpretazione senza entrare nel merito delle motivazioni giuridico legali per le quali quel documento fosse da ritenersi pura follia. Per un professionista che si espone a pubblicare giudizi di merito, questo vale in qualunque campo, secondo il mio modesto parere, errori di questo tipo non li deve fare. Pure per lui vale l'esempio della Fiat e della Mercedes con l'aggravante che, essendo avvocato, un giurista, commettere tali "scorrettezze"è molto poco professionale. A mio parere è caduto nel giudizio superficiale in quanto ha reputato l'argomento talmente "strampalato" da non meritare approfondimenti che invece a mio parere andavano fatti proprio per dimostrare, se realmente così è, l'invalidità del progetto e in questo modo informare correttamente le persone fornendo strumenti di difesa da possibili cantonate.

matteo scarpa ha detto...

Quello che invece mi ha veramente divertito del post è stata l'introduzione resa in merito al funzionamento del sistema giuridico italiano, te lo faccio leggere:

"Poco prima che mi laureassi, un giorno me ne stavo in biblioteca col professore della mia tesi che, guardando a lungo la fila di libri sugli scaffali, mi disse: “Vedi questi? Il 90% è merda. Roba scritta da gente che non capisce un cazzo, e libri di cui non ci si capisce un cazzo”.

Il più grande amministrativista mai esistito, Massimo Severo Giannini, diceva che oltre la metà dei testi di diritto amministrativo sono scritti da persone che il diritto amministrativo non lo conoscono per niente.

Uno dei più grandi civilisti italiani, Rodolfo Sacco, dedicava nel suo libro “Il contratto” un intero paragrafo al “linguaggio dei giuristi” denunciando, in estrema sintesi, il linguaggio incomprensibile dei testi giuridici e anche delle sentenze; stessa denuncia fatta da uno più grandi civilisti, Gorla, il quale scriveva che i giuristi hanno fatto con le loro astruse argomentazioni, del diritto, un selva selvaggia.

In effetti il diritto è già materia abbastanza complicata di per sé; ma a renderlo davvero più complicato sono due fenomeni, denunciati da sempre dai migliori giuristi, anche se in modo più elegante di come sto facendo io: l’impreparazione degli addetti ai lavori da una parte, e l’astrusità del linguaggio dall’altra, spesso voluta ad arte per mascherare le reali motivazioni delle decisioni più importanti.

Delle vere e proprie supercazzole insomma.

Il giurista, così, viene abituato fin dall’università a imparare a memoria concetti che spesso non capisce. Imparano a memoria vere e proprie frasi prive di senso, ma se provi a chiedere spiegazioni in parole più semplici non te le sanno dare, per il semplice motivo che oltre a ciò che hanno imparato a memoria non riescono a dire altro.

Ecco che così i giuristi, Cassazione compresa, inventano principi generali a go go, e utilizzando tali supercazzole riescono a fare quello che neanche un mago sarebbe in grado di fare".

Dopo una dichiarazione di questo tipo, che vuoi che ti dica...... probabilmente popolo unico avrà vita breve non tanto a causa di scarsa competenza o errata interpretazione delle leggi italiane, quanto dalla astrusa e indecifrabile forma nella quale sono scritte, consentendo a chi il potere di decidere è concesso, di formulare sentenze secondo il proprio metro di soggettivo giudizio.
Ho poi trovato una replica al post di Franceschetti fatta da Valeria Gentili a nome di popolo unico. Su youtube è presente pure la registrazione di un confronto telefonico tra i due.

matteo scarpa ha detto...

Legge 16 ottobre 1989, n. 364: Ratifica ed esecuzione
della convenzione sulla legge applicabile ai trusts e sul
loro riconoscimento, adottata da L'Aja il 1° luglio 1985.
(Pubblicata nel Suppl. Ord. alla G.U. n. 261 del 8 novembre 1989)
Art. 1
Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare la convenzione sulla
legge applicabile ai trusts e sul loro riconoscimento, adottata a L'Aja il 1° luglio
1985.
Art. 2
Piena ed intera esecuzione è data alla convenzione di cui all'art. 1 a decorrere
dalla sua entrata in vigore in conformità a quanto disposto dall'art. 30 della
convenzione stessa.
Art. 3
La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Convenzione 1 luglio 1985
Convenzione relativa alla legge sui trusts ed al
loro riconoscimento
Preambolo
Gli Stati firmatari della presente Convenzione,
considerando che il trust è un istituto peculiare creato dai tribunali di equità
dei paesi della Common Law, adottata da altri paesi con alcune modifiche,
hanno convenuto di stabilire disposizioni comuni relative alla legge applicabile
al trust e di risolvere i problemi più importanti relativi al suo riconoscimento;
hanno deciso di stipulare a tal fine una Convenzione e di adottare le seguenti
disposizioni:
CAPITOLO I
CAMPO DI APPLICAZIONE
Art. 1
La presente Convenzione stabilisce la legge applicabile al trust e regola il suo
riconoscimento.
Art. 2
Ai fini della presente Convenzione, per trust s'intendono i rapporti giuridici
istituiti da una persona, il costituente - con atto tra vivi o mortis causa -
qualora dei beni siano stati posti sotto il controllo di un trustee nell'interesse
di un beneficiario o per un fine specifico.
Il trust presenta le seguenti caratteristiche:
a) i beni del trust costituiscono una massa distinta e non fanno parte del
patrimonio del trustee;
b) i beni del trust sono intestati a nome del trustee o di un'altra persona per
conto del trustee;
c) il trustee è investito del potere e onerato dell'obbligo, di cui deve rendere
conto, di amministrare, gestire o disporre beni secondo i termini del trust e le
norme particolari impostegli dalla legge.
Il fatto che il costituente conservi alcune prerogative o che il trustee stesso
possieda alcuni diritti in qualità di beneficiario non è necessariamente
incompatibile con l'esistenza di un trust.

Penso non sia il caso di pubblicare tutto il quadro mormativo ma, per chi volesse approfondire la ricerca vi rimando al link:
http://www.tuttocamere.it/files/dirsoc/1989_364.pdf

matteo scarpa ha detto...

tu dici: "La persona identificata dal nome in maiuscolo minuscolo, misto, gotico, arial sans serif ecc. è sempre la persona FISICA in carne ed ossa. Non si parla mai in documenti giuridici di creazione di una finzione giuridica con un atto di nascita".
il Comune di Lainate scrive e un tribunale conferma tramite sentenza: "Il Comune di Lainate ammette ufficialmente che la scrittura in soli caratteri maiuscoli del NOME e COGNOME identifica la finzione giuridica creata EX-NILO, e rimanda alla procura della repubblica per la procedura della registrazione COATTA della minore come previsto dall'ordinamento nazionale".
Io non sono un avvocato, e quindi non mi pronuncio in sentenze di merito. Il massimo che posso fare è assistere e documentarmi in modo corretto rifacendomi a documentazioni il più ufficiali possibile. L'interpretazione preconcettuale delle affermazioni altrui non mi riguardano. Ascolto, non giudico, mi informo, la critica che alla fine sarò in grado di proferire deve essere il più in linea possibile con la verità dimostrata. Lungi da me dire che il comportamenti degli altri nel proferire giudizi sia sbagliato, lo accetto ma non lo condivido, tutto qui.

Gianni Comoretto ha detto...

Sul fatto che il corpus giuridico italiano è un casino inenarrabile, pieno di incongruenze, cose scritte volutamente in modo incomprensibile, grovigli di riferimenti incrociati, ecc. sfondi una porta aperta. Ma è un altro discorso.

Sul documentarsi, mi sono letto tutto il disponibile in rete riguardo all'argomento. Non ho trovato nulla che suffraghi le tesi del Popolo Unico. Ho guardato le sentenze ed i procedimenti in corso. Non ce n'è nessuno che abbia una minima possibilità di un risultato positivo su questioni sostanziali. Potete ottenere il protocollo di una dichiarazione (che non significa NULLA), il nome scritto con una grafia differente (idem), ma quando si va in questioni reali NESSUN "trust" ha mai evitato di pagare una multa o una rata del mutuo. In alcuni casi la banca ha passato il tutto ad una ditta di recupero crediti, ma questo non è un successo. Dai commenti in rete mi sembra che qualcuno stia già perdendo la casa. Qualcuno è stato ricoverato in psichiatria.

Il concetto di trust che citi indica una situazione in cui qualcuno amministra i beni di qualcun altro. E' peculiare dei paesi di diritto anglosassone, il fatto che in Italia venga riconosciuto non significa che in Italia io possa fare un trust. Non lo costituisco con una dichiarazione in cui affermo di rappresentare me stesso. Il trust e il trustee non possono coincidere (o non ha senso coincidano), come nell'interpretazione del Popolo Unico, quindi quello non è un trust.

In ogni caso è irrilevante, io amministro i miei beni direttamente, non ho bisogno di un trust, e anche se ci fosse un trust, questo non mi dà diritti ulteriori. Se il trust riceve una multa, la deve pagare, e punto, come tutti. Se il trust ha contratto un mutuo, il trustee lo deve onorare (con i beni del trust). Vedi il punto c) che citi, il tustee deve comunque onerare gli obblighi del trust, secondo le leggi vigenti. Quindi da nessuna parte si stabilisce che si forma uno "Stato nello Stato".

Alla fine è il presupposto di fondo che è sbagliato. Ogni riferimento legale a Matteo Scarpa, ogni cartella, mutuo, contratto, bolletta, multa si riferisce SEMPRE a TE, persona fisica, non ad una ipotetica finzione giuridica. Se vuoi (o se vogliono i sostenitori del Popolo Unico) sostenere diversamente lo devono dimostrare, e finora non ho visto NIENTE a riguardo.

Sulla sentenza, servirebbe recuperarla e farla analizzare da un giurista per capire 1) cosa ci sia scritto davvero (dubito che ad esempio scrivano uno strafalcione come EX NILO) e cosa vuol dire in quel contesto. I documenti che ho visto utilizzano la dizione "finzione giuridica" solo citando testualmente le parole dei genitori, quindi non sono un'ammissione di niente. Per la parte sulla registrazione coatta, come dicevo, è un obbligo di legge. Chiunque, pubblico ufficiale, sia a conoscenza della nascita di un bambino, è tenuto a registrarlo. Altrimenti avresti un "nessuno" a giro, non tutelato. In ogni caso il certificato di nascita serve a stabilire che (1) una persona fisica esiste, e (2) che è nato in quel giorno. NON crea nulla, e non crea nulla di differente se scritto in grafia diversa. Se anche uno ottiene di avere la scrittura del nome con le maiuscole e minuscole, non cambia rigorosamente nulla. Ancora, se qualcuno vuole dimostrare che non è così, porti LUI i documenti che lo dicono. Sul sito del Popolo Unico non esiste nulla a riguardo, solo interpretazioni di fantasia basate sul nulla.

Gianni Comoretto ha detto...

Ho provato a sentire una trasmissione radiofonica di Valeria Gentili e Paolo Franceschetti. Commento tra [].

L'atto di nascita sarebbe la creazione di un trust perché
- non si cita il padre e la madre. Il bambino potrebbe essere stato trovato in un cassonetto.
[Certamente. anche il bambino trovato in un cassonetto ha diritto ad essere riconosciuto, avere una cittadinanza, avere un nome. Lo Stato di Famiglia è un'altra cosa. Incidentalmente il figlio non appartiene né ai genitori né allo Stato, appartiene solo a sé stesso, e QUESTO è il motivo per cui i genitori non vengono citati]
- il nome in maiuscolo è scritto in un rettangolo bordato, e questo nei trust evidenzia una proprietà
[ma se questo non è un trust non evidenzia altro che quello è il nome]
- da nessuna parte ti si dice che quello crea una finzione giuridica
[appunto, se non lo fa perché dovrebbero dirtelo?]
- il nome in maiuscolo deriva dalla "diminutio capitis maxima" di diritto romano.
[ma i romani mica avevano minuscole e maiuscole? E che c'entra una consuetudine di diritto di 2000 anni fa? Allora vale anche il diritto di vita e di morte del pater familiae?]]
- nasciamo debitori verso lo Stato
[si riferisce a debito pubblico, ecc. Ma questo non dipende dall'atto di nascita. Dipenda dal vivere in un paese che h speso più di quanto ha incassato con le tasse. Il debito pubblico lo paghiamo con servizi minori, tasse più alte, ed in futuro con pensioni più basse. Niente di questo cambia se il nome è scritto in modo diverso in un atto di nascita]
- non è possibile scrivere il nome in grafia diversa che tutto maiuscolo e questo indica che ci si riferisce solo all'entità giuridica e non alla persona fisica
[Il nome tutto maiuscolo serve ad evitare ambiguità. Ma ormai molti software consentono di scrivere in grafia qualsiasi, e questo non cambia nulla.]

Quindi alla fine non ha portato ASSOLUTAMENTE NESSUN ELEMENTO a sostegno di quel che dice. L'atto di nascita non è un trust, e scriverlo in modo differente non cambia nulla nei nostri rapporto con lo Stato. In particolare affermare che l'affidavit cambi qualcosa riguardo all'uso del nome.

- Sono quasi riusciti ad arrivare in appello
[quindi non sono neppure riusciti ad arrivare ad un processo in appello, finora?]

- gli immigrati non vengono toccati dalle forze di polizia
[ma se ne abbiamo le carceri piene? E hanno carichi di legge che noi non abbiamo, un mio amico ha appena pagato 100 euro di rinnovo di permesso di soggiorno]

- cita problemi con il sistema legale italiano. O con ingiustizie varie. Questi problemi non dipendono dall'essersi dichiarati "rappresentanti di sé stessi". Né tanto meno dal essersi iscritti all'anagrafe con il nome in grafia diversa. E sul difendersi da soli, ricordo un vecchio detto: "chi fa l'avvocato a sé stesso ha un cretino come cliente".

matteo scarpa ha detto...

Gianni ti ringrazio del tempo che hai dedicato alla lettura dei miei post e ancor di più ti ringrazio per il tempo dedicato a darmi utili e saggie risposte. Dal canto mio ho deciso di aspettare e da spettatore assistere all'evoluzione della faccenda. Non ti nascondo che sono curioso di capire come andrà a finire. Grazie ancora, alla prossima. ciao.

CimPy ha detto...

Complimenti per la pazienza - EX NILO - bellissimo - e, a dirla tutta, anche quella finzione giuridica sa tanto di refuso, senza contare che, senza contesto, c'è ben poco da cavillare. Alla prima multa se ne accorgono.

matteo scarpa ha detto...

Ciao CimPy, tutto quello che ho chiarito a Gianni, credimi, non me lo sono inventato. Ho semplicemente fatto un copia incolla di quanto dicono e ammettono loro con i documenti postati nel sito. Non me ne va e non me torna nulla. Ammetto, potrei aver mal interpretato alcune cose (ho ammesso fin dall'inizio la mia ignoranza in materia) ma se così è stato l'ho fatto in buona fede. Le persone di popolo unico che ho incontrato non mi sembrano dei pazzi scatenati, anzi, i loro obiettivi socio-umanitari mi appaiono sensati e costruiti secondo un'etica condivisibile. Un'altra cosa sono gli strumenti che stanno utilizzando per perseguire lo scopo che, anch'io devo ammettere, mi sembrano "azzardati"(ho utilizzato un'eufemismo), ma non sono in grado di giudicarli pienamente.

http://www.popolounico.org/abuso-della-titolarita-del-nome/

Grazie CimPy.

Gianni Comoretto ha detto...

Il link riporta una lettera dell'Ufficiale di stato civile che afferma
- di non poter inserire frasi a piffero nell'atto
- che pertanto il genitore non l'ha controfirmato
- e quindi lui passa la palla alla Procura, non potendo far altro

SI CITANO la frase che in genitore voleva aggiungere e le sue affermazioni, ma non le sottoscrive. Esiste una differenza sostanziale in questo.
La risposta non capisco se si riferisce a questa richiesta (in questo caso l'ufficiale è semplicemente autorizzato a procedere senza la controfirma del genitore) o a un ricorso dei genitori (nel qual caso si autorizza la grafia differente).

Tutto quanto scritto in rosso semplicemente non ha senso. Il Comune non ha ammesso assolutamente nulla. Al massimo può aver citato una frase in modo un po' ambiguo.

L'Ufficiale non ha commesso nessun abuso, e la modifica della capitalizzazione del nome non costituisce un abuso ai sensi degli articoli 6,7,9 del CC. L'iscrizione forzata all'anagrafe è un atto dovuto, il genitore non può impedirlo, il figlio non è una sua proprietà, di cui disporre, e i suoi diritti terminano dove cominciano quelli del figlio, di avere un'iscrizione anagrafica.

E la Procura di Milano conferma tutto questo, NON la storia della finzione giuridica.

Se non sapete neppure leggere un documento non so proprio che farci.