giovedì 22 novembre 2018

Mobilità elettrica - colonnine

A 2 anni e mezzo dal precedente post, un aggiornamento sulle colonnine di ricarica. A Firenze sono diffusissime, e anche se spesso sono bloccate da auto parcheggiate davanti (mi porto dietro un po' di volantini da lasciare sul parabrezza, i vigli puoi chiamarli ma non vengono), oppure le trovi occupate dalle auto del car sharing, in genere sono un buon servizio. Partito gratuito, e poi diventato a pagamento con una tesserina legata ad un contratto Enel. A settembre le tessere (a pagamento) di Enel sono scadute, e ho dovuto provvedere a farmi un contratto con un altro gestore. Sono ricascato in EnelX, che è sempre nel gruppo Enel, e che si occupa di ricarica di veicoli elettrici.

Evidentemente nessuno ha voglia di ricaricare motorini, consumano poco, non ne vale la pena, molto meglio orientarsi verso il promettente mercato delle auto elettriche. E quindi all'inizio mi han proposto un vantaggiosissimo contratto in abbonamento, in cui con quel che spendevo in un anno avrei potuto ricaricare liberamente per  2 mesi. Oppure a tempo (non è più offerta), ma con un costo orario che se non ricaricavo tutti assieme almeno 3 motorini non sarei riuscito a cavarci le gambe. Quantificando, se ricarico il motorino in una presa di casa, col normale contratto domestico, spendo 60 centesimi. Purtroppo la prolunga dal terzo piano è poco pratica. Con il mio vecchio contratto Enel spendevo un euro. Con un contratto a tempo mi costerebbe 3 euro. L'abbonamento mensile costa 25 euro, con i miei consumi sarebbero più di 5 euro a ricarica. 5 euro per fare 50 km è più del costo della benzina di uno scooter.

Per fortuna poi sono venuti a più miti consigli, e con un app, registrazione con carta di credito, e naturalmente il telefonino sempre dietro, posso ricaricare a 45 cent a kWh. Sono comunque 12 centesimi in più a pieno rispetto a prima, circa il doppio che a casa. La cosa ha del grottesco: ricaricando lo scooter "a biberonaggio" (appena trovo una colonnina libera), ho un sacco di fatture da 20 centesimi l'una, persino da 5 centesimi. Credo che i costi di gestione siano decisamente di più che il costo dell'energia, mi aspetto che mi dicano da un giorno all'altro "Mi dispiace, lei consuma troppo poco, è un pessimo cliente, non possiamo tenerla". E bravi, fatturatemi tutto insieme ogni sei mesi come facevate prima.

Ma la cosa più fastidiosa è l'app. Va in continuazione in crash "L'applicazione è terminata in modo anomalo". Di solito basta farla ripartire (e ogni volta inserire password e e-mail, con la dannata tastierina del cellulare), ma talvolta si blocca in modo assurdo. Ti dà la colonnina occupata, no, non è vero, ci sei davanti e c'è scritto sopra "libera", ma niente, ti tocca cercarne un'altra. O peggio te la dà libera, ma c'è il tuo cavo, bloccato, dentro. In questo caso devi telefonare all'assistenza, che ti chiede il numero di serie della colonnina (scritto in piccolo, e magari è notte), per potertela sbloccare. Con tutta la pazienza e disponibilità degli operatori non te la cavi in meno di 10 minuti.

Così mi sono deciso ad acquistare una card. Funziona come l'app, ogni ricarica una fattura sulla carta di credito, ma quantomeno non devi digitare password e si spera non si blocchi sul più bello. La devi pagare, altri 15 euro, e te la mandano a casa. O dovrebbero. L'ho ordinata due mesi fa. A inizio mese ho chiesto che fine avesse fatto. "Tutto bene, l'abbiamo presa in carico, le faremo sapere". Forse per Natale (dell'anno prossimo, di questo ormai non ci conto) la troverò sotto l'albero.

2 commenti:

Enrico Smargiassi ha detto...

Ma non c'e' la possibilita' di sganciare la batteria del motorino e portarsela su a ricaricare? Stavo guardando delle bici a pedalata assistita - devo ammettere, la capacita' richiesta sara' nettamente inferiore - e di solito la si puo' sfilare (con chiave, altrimenti prima o poi ne trovi due) per caricarla in casa.

Gianni Comoretto ha detto...

E' questione innanzitutto di peso. Una bici richiede 0,4 kWh di batterie, un motorino da 2 a 5. Quindi 5-12 volte il peso. Anche più se usi le più pesanti (ma meno inquinanti e meno care) LiFePO4 invece delle Litio-Polimeri.
Alcuni scooter hanno 2 pacchi estraibili, belli pesanti ma con manico stile quelle delle bici, ma in genere le batterie sono nella parte bassa del ponte, per motivi di stabilità, e devi smontare mezza moto per accedervi.
Poi una chiave può non bastare. Mi hanno sventrato lo scooter, 12 anni fa, per portarmi via 4 batterie al piombo (allora usavo quelle), che erano protette da un carter con chiave.
Quindi sì, si può fare, qualcuno lo fa, ma in genere no e per validi motivi. In fondo basterebbe un garage.