martedì 25 febbraio 2014

Lasciapassare A38 (ancora)


Oggi è arrivata la nuova circolare sugli ordini nella pubblica amministrazione. Come sapete lavoro in un centro di ricerca. Finora quando dovevo comprare qualcosa (per un progetto finanziato, naturalmente), che so, i circuiti elettronici di una scheda per uno strumento, compilavo un modulo, lo facevo controllare all'amministrazione, se il componente non era a catalogo mi facevo spedire un'offerta, e lo ordinavo.Semplice, veloce e sicuro, l'ordine passava sotto abbastanza occhi da evitare che mi comprassi in questo modo lo stereo di casa.

Piano piano la cosa si è complicata, e l'ultima versione comporta che io debba scrivere una relazione motivata al direttore, da protocollare, attenda un suo decreto che autorizza la spesa, l'amministrazione poi deve lavorare un paio di giorni per reperire tutti i moduli da parte della ditta (e la ditta due giorni a produrli). Solo allora sono autorizzato a spedire il mio ordine per 100 euro di elettronica varia. Per costruire uno strumento tipicamente devo farne una ventina, di ordini del genere, a 20 ditte diverse.

Questo ovviamente costa. Costa il mio tempo, quello del direttore, quello delle segretarie e del fornitore. Tempo che si paga alla fine tutti. Ma costa anche in inefficienze, mi conviene fare un bell'ordine ad una ditta che lavori per me, fornendomi tutto quel che serve. Naturalmente facendosi pagare per il tempo che ci mette. Ci sono altre inefficienze: se mi si guastava il computer di solito ordinavo solo il pezzo rotto e lo sostituivo, cavandomela tipicamente con una cinquantina di euro. Oggi fare un ordine per 50 euro è un delirio, non vale la pena. Meglio comprare direttamente un computer nuovo, se va bene spendendo 10 volte tanto.

Sicuramente il burocrate che ha pensato tutto questo pensa di aver dato un grosso contributo alla lotta agli sprechi.O forse sono semplicemente fatti così, i burocrati.

7 commenti:

mastrocigliegia ha detto...

Se non vivessi quasi ogni giorno la stessa cosa, non ti crederei.

Luca Zeni ha detto...

idem come sopra.

brain_use ha detto...

Il problema è sempre lo stesso: in questo paese non si capisce affatto che la soluzione passa attraverso la responsabilizzazione e non attraverso la complicazione.

Jabba_The_Hutt ha detto...

Idem....

Solo che lavoro in un'azienda privata sottoposta a "ristrutturazione" decisa dai grandi capi ed affidata ad un pool esterno di "esperti"...

Morale... Prima per ordinare un nuovo dominio ci impiegavo una telefonata... e due giorni dopo era tutto funzionante (compreso il tempo si aggiornamento dei DNS esterni)

Adesso abbiamo fatto partire la procedura da una settimana e ancora non si vede la luce...

Mauro ha detto...

La caccia agli evasori sta prendendo una piega troppo simile alla caccia agli untori durante la peste Manzoniana.

Maurice ha detto...

Ciao, leggo sempre volentieri i tuoi post.

Mi ricordo che, ad ogni "giro di vite" della burocrazia italiana, mi veniva sempre detto "eh, ma non lamentarti, devi fare solo un foglio in più, ti costa solo 10 minuti"

e così, 10 minuti dopo altri 10 minuti, ecco che partono le ore e i giorni

alla fine il lavoro burocratico supera di gran lunga quello reale, come dici te si preferisce spendere 10 volte tanto (per chi ha i fondi) e creare inefficienza

ma devo dire che nessuno si ribella veramente, forse perché sappiamo che il motivo vero è quello di farci smettere di lavorare, quindi se facessimo uno "sciopero della ricerca" sarebbe del tutto inutile

da un anno e mezzo sono emigrato.
nel mio istituto di ricerca abbiamo un ufficio acquisti: gli dici di cosa hai bisogno e loro provvedono. certo, nel caso di strumenti specifici hanno bisogno che gli spieghi di cosa si tratta. Ma per esempio ho comprato una piccola fotocamera da 100 euro per il laboratorio, e in quel caso hanno fatto tutto loro, io ho solo compilato la richiesta e dopo qualche giorno era nel mio ufficio.
Scrivo questo non per farvi invidia, non cè proprio da invidiare chi è dovuto andare a 1400 km di distanza da casa per lavorare, ma per dire che i burocrati sono dappertutto, ma quelli italiani sono una razza speciale.
Saluti

Gianni Comoretto ha detto...

@Mauro

Questa non è la caccia agli evasori. E gli evasori, piccoli e grandi, SONO una piaga. Quelli grandi una piaga grossa, che costa allo Stato e che è tra le cause del debito pubblico che ci sta strangolando (assieme a tutte le inefficienze, corruzione, burocrazia assurda).

Il piccolo evasore, quello che non ti fa lo scontrino, non causa probabilmente grossi danni, ma è responsabile moralmente, copre questi pirati, crea il clima culturale per cui evadere è da "furbi" e non è poi così grave. Certo, in una situazione in cui nessuno paga le tasse se lo fai non sei concorrenziale, sei fuori mercato. E quindi in qualche misura sei costretto ad evadere. È un cane che si morde la coda, un circolo vizioso.

Da cui però è vitale uscirne, andiamo in una direzione in cui certi servizi saranno sempre meno sostenibili. Se metà di chi ne usufruisce non paga, lo saranno molto meno, e ci si rimetterà tutti, anche chi, come me, le tasse non può non pagarle (e si fa fatturare con IVA anche la riparazione dello sciacquone)