venerdì 8 marzo 2013

Eroe o traditore del PIL?

Nell'ultmo mese mi sono dato da fare per aumentare il PIL. La causa un incidente stradale in cui sono rimasto coinvolto con il mio scooter elettrico. Tra danni a me e all'altra auto, spese mediche, ticket ecc. probabilmente ho messo in moto circa 2-3000 euro, una manna di questi tempi.

Ma nello stesso tempo mi sono dato da fare per non aumentarlo. Lo scooter l'ho riparato da me, spendendo circa 120 euro di pezzi di ricambio per sistemare il danno qui sotto. Per confronto la proprietaria dell'auto, con danni essenzialmene al paraurti, ha pagato al carrozziere circa 8 volte tanto. Soprattutto mi sono guardato bene da andare per avvocati. Mi sembrava di aver torto, l'ho ammesso e ho pagato senza cercare di ottenere un concorso di colpa, che con un buon avvocato e senza testimoni riesci sempre a spuntare, e che magari forse anche un po' ci stava. Quindi niente lavoro per l'avvocato, niente soldi per i danni fisici che ho subito (fermo di un mese), niente aumento dell'assicurazione per la signora. Potevo tranquillamente raddoppiare il giro di soldi coinvolto, probabilmente anche triplicarlo o quadruplicarlo.


Nel frattempo, forzato a casa, ho imparato a panificare con la pasta madre. Ho praticamente azzerato le mie visite dal panettiere. Niente di confrontabile con le cifre di cui sopra, siamo a pochi euro la  settimana, ma è nella stessa linea.

Tutto questo per riflettere un attimo. Il mio comportamento irresponsabile, se adottato a livello nazionale, porterà ad un sacco di avvocati, assicuratori, meccanici, carrozzieri (e panettieri) che non avranno da lavorare. Siamo in crisi, c'è bisogno di lavoro. Occorre rilanciare la crescita. Apparentemente un ottimo sistema sarebbe aumentare gli incidenti stradali, possibilmente incoraggiando i contenziosi.

E continuo a chiedermi, con tutti i bisogni reali della gente, possibile che per far andare l'economia occorra continuare ad acquistare auto che non stanno più nelle strade, telefonini e computer nuovi (qello con cui scrivo è un portatile del 2003 che funziona benissimo), evitare di riparare le cose (ho appena aggiustato il microonde dei miei figli, usando un integrato recuperato da un vecchio TV), e invocare una crescita che ormai fisicamente non ha più spazio dove avvenire?

15 commenti:

mastrocigliegia ha detto...

evitare di riparare le cose
Volevo sostituire il cavetto di alimentazione di un ferro da stiro in modo da non dover usare una scomoda prolunga.
Risultato: non si riesce ad aprire l'oggetto. Non ci sono viti o altro che siano accessibili. Ho provato a gloogare per cercare suggerimenti, ma ho avuto la conferma dei miei timori. C'è uno strampalato sistema di incastro della piastra riscaldante apribile solo con qualche strumento speciale; per il resto l'oggetto è ermetico.
Per fortuna l'aggeggio funziona (anche con una prolunga). Se si guasta si butta via perché tra riparazione e tempi di attesa (ammesso che si trovi chi ripara un coso di 20 anni fa) il recupero viene a costare troppo.

Gianni Comoretto ha detto...

Mio fratello lavora in una grossa ditta di elettrodomestici. Gli ho raccontato della mia riparazione alla lavapiatti, e il suo commento è stato: "Ma come hai fatto ad aprirla? Noi in fabbrica si usa attrezzi costruiti apposta".

Ho tentato ieri di riparare una calcolatrice. Probabilmente è solo un po' di sporcizia sul circuito stampato, per cui il display LCD fa le bizze. È saldata a caldo, se la apri rischi di romper tutto e poi non la richiudi.

Per la prolunga del ferro da stiro. Posso suggerirti di allungare il filo usando un saldatore e del termorestringente. Ma probabilmente la prolunga è la cosa più semplice.

Comunque sfruttiamo quel che c'è di buono di Internet. Esistono diversi gruppi di autoaiuto per riparare le cose. Il primo che ho trovato, da una rapida googolata, ma sicuramente ce n'è altri: http://www.aggiustatutto.it/

Questo richiede una registrazione, ma mi sono trovato bene: http://www.riparatore.altervista.org/

E se si sa l'inglese il panorama si allarga a dismisura

Mikhail Lanart-Hastur ha detto...

posso consigliare un "vecchio" romanzo di Fantascienza (forse!): <a href="http://www.mondourania.com/urania/u681-700/urania696.htm>Effeeto Valanga</a>? ne 1974 (in Italia) spiega bene quanto ha scritto bombarda...
Lupo pugaciof .-)

Mikhail Lanart-Hastur ha detto...

Errata corrige:
posso consigliare un "vecchio" romanzo di Fantascienza (forse!): Effeeto Valanga? ne 1974 (in Italia) spiega bene quanto ha scritto Gianni

Mauro ha detto...

Se riparare un bene è un danno all'economia forse il problema sta nel modo in cui misuriamo il PIL

Gianni Comoretto ha detto...

Se non fare lo stronzo nei confronti di chi hai coinvolto in un incidente è un danno per l'economia....
Se fare incidenti è un vantaggio per l'economia....

Credo si possa continuare.

Sì, c'è decisamente qualcosa che non torna.

Hedges ha detto...

Qualcuno ha mai sentito il "pensiero del meccanico"?
Quello che quando devi spendere 2500€ sulla tua auto ti dice: "Sono tanti, quasi quasi ti conviene prenderla nuova".

Mauro ha detto...

Risposta a Hedges
Non puoi immaginare quante volte la mia auto è stata da rottamare...
Il bello è che più il danno sembra irreparabile e più si è rivelato essere una cavolata (sensori sporchi, falsi contatti, ...)

abfio ha detto...

Non credo che tu sia un traditore del PIL, in primo luogo bisogna ritenere che la spesa per comprare un bene o un servizio deve essere commisurata al bisogno, se non senti il bisogno di comprare qualcosa, fai bene a non comprarlo. In secondo luogo quello che hai fatto è stata una scelta, risparmiando le spese del meccanico hai ottenuto un risparmio, e imparando a fare il pane ottieni continui risparmi, ma questi soldi risparmiati non è vero che non verranno mai spesi, ma verranno spesi in maniera differenti, se invece li accumuli, per esempio nel tuo conto corrente, ci penserà la banca a farli girare, con prestiti, che è vero che ne concedeono di meno, ma continuano a concederli, o con investimenti. In qualsiasi caso dei soldini in più ti permettono di toglierti qualche soddisfazione personale, uscire con gli amici qualche sera di più all'anno. Magari fare un regalo più costoso alla persona cara, o altro. Il fatto che risparmi significa solo che spenderai quei soldi in un'altra maniera quando riterrai opportuno fare una scelta d'acquisto. Non significa tradire il PIL e non significa nemmeno che una crescita economica è impossibile, lo spazio per la crescita economica c'è sempre. Pensa questo: comprando la farina per fare il pane, il produttore di farina guadagna di più, assume un nuovo ragazzo, che compra un'auto, che farà un incidente, che porterà l'auto dal meccanico, lo pagherà, e il meccanico, avendo dei soldi in più deciderà di comprare più pane (OK, so che in realtà non funziona esattamente così, è un po' riduttivo ma il concetto è questo)

Nicholas ha detto...

Il problema se lo pose Frédéric Bastiat nell'800.

http://en.wikipedia.org/wiki/Parable_of_the_broken_window

La sua storiella in realtà può essere letta in diversi modi, d aun pdv strettamente keynesiano si, hai fatto male all'economia, mentre da un pdv un pelo meno integralista (senza dover essere neoliberisti duri) no, non hai arrecato ne danno ne beneficio.

:)

Maurice ha detto...

Anche io mi gloriavo di andare in bici (elettrica) ma è vero che, a conti fatti, se non spendi i soldi in una cosa li spenderai in un altra. O se li metti in banca li spenderanno loro al tuo posto. Io sinceramente non credo alla "decrescita felice". E' come se da scienziato mi dicessero che devo diminuire le mie conoscenze: semplicemente non si può. Si può però crescere in una direzione rispetto ad un altra. Produrre più conoscenza, più energia rinnovabile, posso scegliere di usare i soldi guadagnati per curare un amico rispetto a comprarci un nuovo fighissimo aifonne. In questo modo do dei messaggi all economia, per così dire, "voto".

Se proprio vuoi uscire dal sistema dovresti smettere di lavorare nell astronomia, piantare un orto, e vivere solo di scambi. Ma riusciresti a pagarti la tua sanità ? Come si coniuga una "decrescita felice" al sempre più alto bisogno di sanità ?

Mi potresti rispondere che la decrescita ci sarà, che lo vogliamo o no, e mi trovi d accordo...ma non sarà "felice"!

Marco ha detto...

Caro Gianni, e` facile per noi matematici fisici ingegneri biologi eccetera farci un'idea sbagliata e tutto sommato veramente idiota dell'economia.
Leggere questa cosa qui, scritta da uno di "noi"
http://noisefromamerika.org/articolo/cari-fisici
mi ha fatto rendere conto che anche noi rischiamo di apparire superficiali, anzi, che spesso lo siamo davvero.

Gianni Comoretto ha detto...

@Marco:

siccome un po' mi interesso di economia, spero in modo non del tutto superficiale, avevo già letto, un anno fa, l'articolo che citi. Che si rivolga ad una classe di fisico-matematici un po' diversa da me. Io non faccio modellizzazione economica, non cerco di prevedere l'andamento dei titoli finanziari con qualche formula, e vedo con grosso sospetto chi lo fa. Mi pongo un problema differente. E mi pongo solo il problema, so di non avere gli strumenti per affrontarlo.

Il problema è che non e' possibile continuare a consumare. Per vari ordini di motivi. Non possiamo, ad esempio, continuare ad acquistare auto al ritmo a cui lo si fa quando c'è un parco auto da creare, oggi usare un'auto significa spesso rallentare la propria mobilità, ce ne sono già troppe in giro. E se un'auto ti dura (e deve durarti) almeno una decina d'anni, e' idiota cambiarla prima. Ed idiota assumere che la gente le debba cambiare prima.

Poi abbiamo problemi di risorse. QUALSIASI crescita esponenziale (una crescita del 2-3% l'anno è esponenziale) dura un tempo finito, poi finisci le risorse. E anche trovare nuove risorse non ti allunga di granché il tempo. OCCORRE pensare ad una economia che non cresca, stabile. E questo oggi nessuno lo fa, è un'eresia.

Chiaramente la mia idea di far crescere il PIL invocando incidenti stradali è una battuta, e non è neppure mia (credo sia di Kennedy, dell' "eroe del PIL"). Ma non è del tutto una idea idiota, sospetto. Siccome con i sospetti si va poco lontano, sto facendo quello che suggerisce l'autore del blog: studio.

Gianni Comoretto ha detto...

P.S. Ho provato ad esprimere le mie perplessità un anno e mezzo fa. Non ho ancora trovato risposte.

Marco ha detto...

Caro Gianni,
grazie della risposta. Sono contento che anche tu abbia letto quell'articolo, che certo non ti segnalavo perche' ti pensassi impegnato in faccende di modellazione economica, ma per il suo senso generale e per la chiosa, che piu` o meno diceva che ogni considerazione economica fatta da un profano, anche se sembra logica, avra` sempre una certa superficialita`. E per quell'invito finale a studiare, che hai ricordato anche te.
Ho letto (anzi, riletto, perche' a suo tempo gia` l'avevo visto) l'altro tuo ntervento, quello sulla crescita e la scarsita`, anzi, meglio, la finitezza delle risorse, quello del tacchino, per intendersi.
Non so bene cosa dirti, in effetti. Non credo proprio che l'economia (nel senso della scienza economica, quella fatta con metodo scientifico, falsificabilita`, modellazione, verifica delle ipotesi, pubblicazioni peer review, insomma, ci
siamo capiti), be`, dicevo, non mi sembra che dica che occorre crescere sempre, tuttalpiu` ti dira` che con i debiti che hai fatto e gli interessi che devi a mezzo mondo occorre che il tuo PIL cresca di questo benedetto tot percento, caeteris paribus, altrimenti non ti rimane una lira; oppure che se vuoi sfamare quel tot percento di morti di fame occorre creare nuova ricchezza per un certo ammontare. Oppure che se un certo indicatore di capacita` di creare ricchezza non raggiunge un certo valore, tutti quelli che ti hanno prestato soldi, e che in mancanza di meglio danno un'occhiata a quel certo indicatore, sara` molto probabile che quei soldi li rivogliono indietro perche` non si fideranno piu` di te, e che il modello di comportamento dei creditori, che ha portato a questa previsione e` stato empiricamente confermato nel caso 1, 2 e 3 in quei certi paesi dove si sono svolti simili antefatti.
Insomma, l'economia e gli economisti ho proprio l'impressione che non c'entrino molto, coi guai del mondo o coi nostri piu` meschini e banali, non piu` di quanto la fisica sperimentale e Galilei avessero complottato per far girare la terra intorno al sole.
Perche' mi sembrava che in qualche modo tu accusassi questa disciplina, l'economia, intendo, per l'idea di crescita continua, disconoscimento del limite, idolatria di strumenti inadatti a comprendere la complessita` del mondo (come questo maledetto PIL, ad esempio), mentre queste caratteristiche e queste capacita` cosi` speciali di mettersi nei guai le trovo cosi` tipiche della nostra specie tutta per intero.
Con affetto,

Marco.