martedì 22 marzo 2011

De Mattei 2.0


Ho ascoltato stamane le incredibili dichiarazioni del vicedirettore del CNR, Roberto De Mattei, già famoso per le sue uscite sull'evoluzione. Stavolta parla del terremoto in Giappone, "dono di Dio". Le potete leggere ed ascoltare qui, ma in sintesi sono:
  • Se non ci fossero le catastrofi, questo mondo ci potrebbe piacere troppo. Potremmo dimenticarci che è, e deve essere, una valle di lacrime.
  • Dio punisce e premia le colpe personali nell'aldilà, ma non essendoci un aldilà per i popoli, "è sulla terra che premia o castiga le nazioni.” Con le catastrofi.
  • Non sappiamo che colpe hanno i giapponesi per quel che è successo, ma se Dio ha voluto così un buon motivo ci deve essere. Tremo per quel che succederà prossimamente in Italia, se Dio ha un minimo di senso della giustizia.
  • I disastri naturali sono da stimolo per la scienza, così scopriamo il modo di evitarle e di proteggerci
  • Alla fine dei tempi scopriremo che le tante vittime che oggi compiangiamo hanno avuto, grazie a quella morte catastrofica, occasione per redimersi all'ultimo momento.
  • O magari Dio ha scampato loro dolori che avrebbero vissuto se non fossero morti ora.
Mi è tornato in mente il terremoto del Friuli, e la reazione di mia nonna, che lo attribuì alla facilità dei friulani alla bestemmia. Lei comunque cambiò rapidamente idea quando i miei genitori le fecero osservare che credere in un Dio così stronzo non Gli faceva onore. Il mio insegnante di religione (oggi parroco) commentò che in certi casi una bestemmia "ci vuole", è anche quella una forma di preghiera, un chiedere a Dio conto. Il bellissimo libro di Giobbe vede proprio o scontro tra Giobbe, che chiede conto a Dio delle ingiustizie che patisce, e i De Mattei del tempo, che vogliono convincerlo che le sue sofferenze hanno un senso. Dio dà ragione a Giobbe.

Qualche settimana fa discutevo con mia sorella di alcune disgrazie capitate a persone care. Sofferenze assurde, inutili, in cui non è in nessun modo possibile trovare una "giustizia divina". Lei preferisce credere che siano dovuta ad una natura, che è quella che è e spesso non funziona. Io preferisco credere, nonostante tutto, ad un Dio, che non è così onnipotente come vorremmo. Un Dio che fa quel che può, che, come racconta Moni Ovadia, dopo la creazione guarda l'Universo con aria perplessa e borbotta "Speriamo che tenga". Un Dio che quando decide di venire a farci visita non pretende sconti, si becca come tutti sofferenze e morte.


In ogni caso il Dio di De Mattei non è il mio. Un Dio che ci manda un terremoto per insegnarci a difenderci dai terremoti, che ci ammazza per proteggerci da ipotetiche disgrazie future (e chi resta che fa? Si becca queste e quelle?), che manda un'onda di 20 metri a sommergere un'umanità colpevole (di cosa? Di leggere troppi manga?) o fa nascere bimbi con malattie dolorose ed incurabili può anche teoricamente esistere. Ma se esiste io sto dalla parte di Giobbe.

E soprattutto è questo individuo che rappresenta la nostra comunità scientifica di fronte al mondo? Cosa racconto ai miei colleghi giapponesi se per caso leggono queste cose?

Aggiornamenti (23/03).

Mi fan notare che le sue posizioni non sono troppo originale, Già l'ajatollah iraniano Kazem Sediqi ha detto che i terremoti sono la punizione divina per l'abbigliamento succinto delle donne, che inciterebbe all'adulterio.

De Mattei dirige una rivista, "Radici Cristiane", in cui scrive, in un editoriale:

La competenza della Chiesa, maestra di fede e di morale, si estende, secondo il mandato di Gesù Cristo, al campo della Verità rivelata e a quello della legge naturale, iscritta da Dio direttamente nel cuore di ogni uomo. Lo Stato, pur distinto e autonomo dalla Chiesa, non ha diritto di legiferare contro la fede, perché ciò significherebbe interferire nella vita della Chiesa; ma non ha diritto di legiferare neppure contro l’espressione pubblica della morale naturale, perché la legge morale viene prima delle legge dello Stato e dallo Stato non può essere contraddetta.

In altre parole, questo vorrebbe poter stabilire quali sono le leggi "ammissibili" e quelle che lo Stato non può neppure pensare di promulgare. In base ad una "morale naturale" di cui ci ha appena dato un esempio.

Ulteriori aggiornamenti (24/03)

De Mattei cita il vescovo di
Rossano, mons. Mazzella, che commentò un secolo fa il terremoto di Messina. L'attuale vescovi di Rossano, mons. Santo Marcianò (l'omonimia è casuale) ha pubblicato una nota in cui fa presente che citare fuori contesto culturale affermazioni di un secolo fa è privo di senso, e conclude che "sentirsi attribuire affermazioni così gravi è una mortificazione e un motivo di sofferenza."

13 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao,
ho scoperto oggi il tuo blog, innanzitutto complimenti per i temi trattati.
Venendo al post di oggi, io sono atea quindi per me affermazioni del genere sono ancora più devastanti: come dici tu, che figura ci facciamo con i ricercatori giapponesi (ma anche con tutti gli altri) se il vicedirettore del centro di ricerca nazionale spara certe minchiate? Ma come si permette di offendere così un'intera nazione? Come se non avessimo già abbastanza motivi di vergognarci noi italiani...
Tempo fa avevo letto un bel libro sul concetto di colpa/punizione, fortemente sentito dai cristiani (e cioè che ad ogni male che una persona riceve è collegata una colpa che ha commesso)purtroppo adesso non mi ricordo che libro fosse (forse era "Il concetto di Dio dopo Auschwitz" di Hans Jonas), ricordo solo che è stato uno dei primi passi che ho compiuto verso l'ateismo: come si può credere in un dio che punisce gli uomini per quello che fanno, se è lui che li ha creati e quindi ha creato anche il loro comportamento?
Un abbraccio
Sara

Vittorio ha detto...

In realtà Sara ci ha dato pure il libero arbitrio, e quindi la capacità di scegliere se fare del bene oppure se fare del male. Il discorso è complicato, io non sono il massimo con cui discutere, posso solo dirti che per personali convinzioni io credo in Dio, ma non credo nell'attuale Chiesa Cattolica (non in tutta, almeno). Credo che se mi comporto bene avrò il mio premio in un'altra vita, credo che se mi comporto male sarò punito.
Resta scandaloso come possano certe persone che occupano posti a così alto livello non capire quando certe "sparate" (perchè solo così possiamo definirle) sono totalmente fuori luogo e di pessimo gusto. Resta ancora più scandaloso come nessuno abbia il coraggio di farglielo notare e capire. Una persona così NON è un vero cattolico, e se fosse un mio amico non esiterei mezzo secondo per farglielo capire.

Chiedo scusa a tutti e in particolare al padrone di casa per la lunghezza della risposta.

Marco F ha detto...

Gianni, aspettavo il tuo commento come la persona più avveduta. Ok, tu non sei d'accordo con De Mattei, ma se lui ti dice che quella è l'interpretazione che lui e presumo altri teologi, hanno dato e danno della catastrofe, puoi ribattere in qualche modo. In fondo, non sono solo pensieri suoi, che nessuno può contestare? Se leggi uno degli ultimi post del mio blog forse mi spiego meglio, ma il succo è tutto qui.

Gianni Comoretto ha detto...

De Mattei cita un vescovo dell'inizio del secolo scorso, che sostanzialmente commenta il maremoto di Messina come punizione divina. E poi cita passi biblici, in cui il concetto di Dio era un tantino diverso dall'odierno (oggi Mattei non credo darebbe la figlia in pasto ad una folla inferocita come gesto di generosità). La riflessione sul senso del male, e sull'onnipotenza di Dio, ha fatto dei passi avanti da allora.

Skeptic ha detto...

Bel post Gianni, mi piace molto quello che hai scritto. Mi domando però, se una persona che scrive cose come "Io preferisco credere, nonostante tutto, ad un Dio, che non è così onnipotente come vorremmo. Un Dio che fa quel che può" possa essere definita cattolica. Su De Mattei penso non valga neppure la pena di sprecare parole.

brain_use ha detto...

Gran bel post che quoto in toto: come sai la mia posizione peersonale è molto molto vicina alla tua sensibilità religiosa.

Ma soprattutto mi chiedo, con te, "è questo individuo che rappresenta la nostra comunità scientifica di fronte al mondo?"

Chi diavolo ha messo a quel posto un personaggio di questa levatura?

Paolo C. ha detto...

Un Dio che non è onnipotente è una contraddizione in termini. Temo che le cose siano un tantino più complesse, ma non ho la verità in tasca (a differenza di tanti predicatori), quindi preferisco tacere.

Nessuno ha detto...

E questo che ci fa nel direttorato del CNR? E' assurdo, sarebbe come nominare Giacobbo vicedirettore di Rai2!

Mmh... OPS!

(cmq scherzi a parte, seguo il tuo blog da poco ma questo post è molto affine al mio modo di intendere "Dio, l'universo e tutto quanto"; ma davvero, che ci fa quel tizio al CNR??)

Gianni Comoretto ha detto...

@sara: La riflessione di Jonas (se ricordo correttamente) è molto interessante. Dio è infinitamente buono, giusto, e potente. Ma l'olocausto mette di fronte ad un'ingiustizia atroce e crudele. Possiamo pensare, con De Mattei, che Dio sia anche molto contorto, fa il bene ma passando per un male "apparente" senza spiegarci nulla, ma a differenza del cristianesimo l'ebraismo non può ammettere un Dio così beffardo. E ai livelli di De Mattei non può farlo neppure il cristianesimo.

Quindi non ci sono scappatoie, o Dio in realtà non esiste, o non è poi così giusto e buono, oppure la Sua onnipotenza ha grossi limiti.

Sul giudizio divino (ma anche umano). Per me il concetto di "libero arbitrio" significa essenzialmente che sappiamo cosa le nostre azioni comportino, quindi possiamo essere giudicati e questo influenza le nostre scelte.

Credo che un comportamento cooperativo dia dei vantaggi, nella media, a tutti, quindi sia preferibile ad un comportamento "egoistico". Sono "altruista" non perché sia buono, ma perché so che conviene. Chiaramente essere egoista, visto individualmente, può darmi dei vantaggi, ma a scapito di tutti gli altri (della "società"). Quindi la società ha tutti i diritti di giudicarmi e di convincermi, con le cattive se necessario, a un comportamento più consono. Ovviamente è molto più complesso, ma l'idea di fondo è questa. Siamo quelli che siamo (l'idea del "peccato originale" è una mitizzazione del fatto innegabile che non siamo venuti proprio perfetti), ma abbiamo abbastanza discernimento da scegliere tra comportamenti differenti, e siamo tenuti a rispondere di queste scelte. Che ci sia o meno un Dio a farlo.

Anonimo ha detto...

@ Vittorio. Purtroppo quella del libero arbitrio è la risposta preconfezionata dal clero per spiegare le cose brutte che accadono da quando non hanno più potuto dipingere dio come "dio degli eserciti" e hanno dovuto cominciare a dire che era "paterno, buono, ecc" adeguandosi ai tempi che così lo esigevano. A me non soddisfaceva nemmeno da ragazzina questa risposta perchè, se da un lato sembrava spiegare perchè dio non intervenisse punendo subito i cattivi (o addirittura prevenendo che compissero le azioni malvage)dall'altro non spiegava affatto il suo atteggiamento nei confronti delle vittime, che del libero arbitrio degli altri non ne potevano niente. Mi sono spiegata? Io violentatore scelgo di violentare e i preti dicono che sarà punito nell'al di là. E va bin. Ma la vittima? Perchè se dio è buono deve permettere che una ragazzina subisca qualcosa che è anche peggio della morte? Per poter dimostrare che poi dopo punirà il suo aggressore, quant'è figo questo dio che punisce il bastardo. Se fosse onnipotente, lo fermerebbe prima, visto che in teoria legge le nostre menti. Ho appena letto il libro di Saramago "Il vangelo secondo Gesù Cristo" e a un certo punto l'autore immagina un dialogo tra Gesù, dio e il diavolo, Gesù chiede cosa succederà se lui segue la volontà divina di proclamarsi figlio di dio e andare in croce e dio gli mostra tutto quel che succederà, tutte le persone che moriranno in nome suo. Gesù vorrebbe tirarsi indietro ma non può, allora il diavolo fa una proposta: lui scompare, il male non ci sarà più. Dio rifiuta: se non ci fosse più il male, nemmeno il bene, cioè Dio, ci sarebbe. E quindi non ci sta.
Sara (scusate la lungaggine)

Anonimo ha detto...

Buon MEDIOEVO a tutti......
"Non ti curar di lor, ma guarda e passa".
De Mattei Lei è un emerito IDIOTA!

Margotti Street ha detto...

@ Anonimo delle 17.52 e tutti coloro che condividono la tua opinione, me compreso ovviamente: fermo restando che il De Mattei è un autentico IDIOTA, in che misura può essere calcolata l'idiozia di colui o coloro che gli hanno dato l'incarico che ricopre?

ivabellini ha detto...

sono d accordo su De Mattei, un pò meno sull omeopatia come ben sai...a proposito, ho trovato una dottoressa che nel suo blog dice di fare un proving omeopatico a chi lo desidera, visto che eri desideroso a tale sacrificio umano, credo che questa tua collega faccia propio al caso tuo (è anche carina)

http://www.claudiaderosa.com/italiano/home-ita.html