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sabato 29 dicembre 2012

Asteroidi e catastrofi



Credo di poter essere definito un catastrofista. Tutte le grandi civiltà ad un certo punto sono collassate, consideriamo l'impero romano tanto per restare qui vicino, e credo che la nostra non farà eccezione. Penso che i segnali ci siano già intorno, e che stiamo seguendo fin troppo bene le previsioni dello studio pubblicato su "I limiti dello sviluppo".

Ma mi sembra che questo tipo di catastrofi non vadano di moda, sono molto più gettonati i Maya, i megacomplotti tipo le scie chimiche, gli asteroidi. Insomma le catastrofi che si raccontano bene, con tanto di buoni e cattivi, costosi effetti speciali, segreti che sanno tutti ma, chissà come mai, nessun esperto conferma.

Ultimamente mi hanno segnalato l'ennesimo asteroide che dovrebbe colpire la Terra, previsto per il 15 febbraio.  È designato con la sigla 2012DA14, è talmente piccolo che non gli han neppure dato un nome.  Il 15 febbraio passerà tra 20 e 35 mila  km dalla Terra, ed in effetti non è del tutto esclusa una collisione, è solo molto, molto improbabile. Ripasserà diverse volte, e la probabilità cumulativa di una collisione è una su 3 mila nei prossimi 50 anni, circa un millesimo di quella che uno qualsiasi degli altri asteroidi di dimensioni analoghe ci caschi addosso nello stesso periodo. Se cascasse nel posto giusto un impatto del genere provocherebbe un disastro confrontabile con un terremoto, un'eruzione vulcanica, o un'altra di quelle disgrazie che ci capitano tra capo e collo ogni paio d'anni. Meno di quello che succederà quando (e sottolineo quando, non se) il Vesuvio si risveglierà. O quando il vulcano dormiente sotto il Tirreno deciderà di fare un bel botto, con conseguente maremoto. O a quel che è successo in Giappone non troppo tempo fa.

Oggetti delle dimensioni di DA14 (circa 45 metri) colpiscono il nostro pianeta circa una volta al secolo. Un oggetto parecchio più grosso (circa 100 metri) cascato a Tunguska nel 1908 ha raso al suolo 2150 km² di foresta siberiana. Oggetti più piccoli, che comunque producono esplosioni confrontabili con una piccola atomica, colpiscono il nostro pianeta ongi anno, ma fortunatamente queste avvengono nell'alta atmosfera senza conseguenze. Un mio collega ha assistito ad un impatto avvenuto sopra Lugo il 14 gennaio 1993, che ha rischiarato per diversi secondi tutta la Romagna e una parte di Emilia. L'onda d'urto è stata vista dai sismografi ma non ha provocato nessun danno, la maggior parte degli abitanti non si è accorta di nulla, anche se l'energia rilasciata è stata di 14 kiloton, quella della bomba di Hiroshima.
Alberi abbattuti a Tunguska
Insomma, gli impatti da asteroidi sono solo una delle tante calamità con cui conviviamo. Questi abbiamo imparato a prevederli, almeno un po', tante altre cose ci possono colpire senza preavviso, ma possiamo prepararci e possiamo evitare di andare ad abitare in posti dove l'unica cosa che potrebbe fare la protezione civile, dopo, è andare a soccorrere gli "eventuali superstiti". Mi sembra buffo che ci si preoccupi di DA14 e non ci si chieda se la propria casa sia antisismica, o che si condoni abitazioni per un milione di persone sulle pendici di un vulcano attivo. E si assista senza fare una piega allo smantellamento del servizio geologico nazionale.

venerdì 30 aprile 2010

Etico? Se è questo, no grazie

In questi giorni a Firenze si svolge la mostra dell'artigianato. E gli organizzatori han deciso di dedicare una serie di iniziative specificatamente al mondo dell'etico. Sono (per qualche settimana) probiviro della Banca Etica, e socio fondatore del negozio del commercio equosolidale di Firenze, per cui la cosa non poteva che farmi piacere. Finché non ho visto il programma degli interventi:
  • Le acque vibrazionali e le loro proprietà
  • I primi cristiani erano vegetariani (occorre inventare bufale per essere vegetariani?)
  • Presentazione del libro: "le stelle di dentro". Manuale di astrologia vedica e psicologia
  • Biocarburanti fai-da-te, contro il caro-petrolio (bravi, e così abbiamo il caro olio di semi)
  • Erbario della Salute (finalmente qualcosa che non è necessariamente fuffa, speriamo bene)
  • DUE incontri su "Hercòlubus o pianeta rosso" (il pianetone che ci investirà nel 2012)
  • ed infine tre incontri sul biologico nella grande distribuzione, su un'azienda bio, sulle ricette per biscotti bio.
Facendo le somme, tre incontri sul biologico (ma l'etica si riduce a mangiar bio?) uno sui fitofarmaci (che possono essere una cosa seria o fuffa assurda, date le premesse opterei per la seconda) e SEI incontri che a non farli l'etica ci guadagna (imbrogliare il prossimo non è nella mia definizione di etico). NIENTE che ci metta in discussione le cose che facciamo tutti i giorni, cercando di capirne le conseguenze. Molte di queste cose sono chiaramente legate ad interessi di persone che ci lucrano (vendendo acqua, libri, o prodotti bio), ma in fondo in una fiera te lo aspetti ci siano anche i venditori di snake oil.

Diciamo che l'associazione promotrice, "Toscana etica", con me ha chiuso.

sabato 29 agosto 2009

Tempeste solari

Da qualche tempo circola in rete, anche su siti "ufficiali", la previsione di tremende tempeste solari per il 2012. A riguardo una ricerca su Google ritorna circa 14.400 siti solo in italiano. Il tutto si sposa bene con i miti apocalittici sulla fine del calendario Maya, sul pianetone Nibiru, per cui la cosa viene amplificata anche in siti meno seri.

In effetti una tempesta solare è una cosa seria. Semplificando all'osso, sulla superficie del Sole, in certe condizioni, si verificano enormi esplosioni che scagliano nello spazio materia ionizzata ad altissima velocità. Dopo un paio di giorni queste particelle cariche arrivano sulla Terra, e provocano aurore boreali, disturbi alle comunicazioni, fan saltare linee elettriche (soprattutto alle alte latitudini) e in particolare possono danneggiare seriamente le apparecchiature elettroniche dei satelliti artificiali, non protetti dall'atmosfera. Pertanto l'attività del Sole viene costantemente seguita, e i satelliti artificiali vengono messi in configurazioni più sicure, o spenti, quando è prevista una tempesta. L'intensità e la frequenza delle tempeste segue il ciclo di attività del Sole, che ha un periodo di 11 anni. L'ultimo massimo è avvenuto nel 2001, per cui il prossimo è previsto, appunto, per il 2012.

Finora i danni dovuti a queste tempeste non sono stati particolarmente gravi. Ma uno studio della NASA ha esaminato cosa succederebbe se si ripetessero eventi come quello successo nel 1859, e ha visto che soprattutto la rete elettrica è vulnerabile. Un grosso elettrodotto forma una gigantesca spira con il terreno, e può raccogliere le deboli variazioni di campo magnetico prodotte dalla tempesta. La corrente elettrica così prodotta è in grado di fondere un trasformatore di potenza, provocando un black-out difficile da ripristinare. Se gli effetti della tempesta si estendessero a latitudini temperate, in centro-sud Europa o negli USA, i potenziali danni sarebbero immaginabili. Quindi, concludendo, sarebbe il caso di prendere precauzioni, che esistono, in Norvegia mica gli salta tutto ad ogni aurora boreale.

Bene, e che c'entra il 2012? Nessuno ha detto, da nessuna parte, che il prossimo massimo sarà diverso dal precedente, e nel 2001 non è finito il mondo. Ad onor del vero, due astronomi avevano previsto, nel 2006, un ciclo solare particolarmente intenso. Ma già nel 2008 era chiaro che non sarebbe stato così.

Probabilmente tutto è nato dal comunicato stampa con cui la Nasa ha diffuso la notizia, in cui si dice che:
- gli effetti di una tempesta magnetica sarebbero potenzialmente disastrosi
- la frequenza delle tempeste segue il ciclo solare
- il prossimo massimo è previsto per il 2012

Errore di comunicazione, per uno scienziato è ovvio che le tre affermazioni sono indipendenti, al più gli autori vogliono far capire che non sarebbe una cattiva idea quella di installare, in questi tre anni, qualche sistema di protezione sui grossi elettrodotti. Ma per una persona comune il fatto che le mettano insieme significa che gli eventi descritti al primo punto avverranno sicuramente nel 2012. A poco valgono le smentite, ad es. qui, in rete con Google non si trova nulla.

La cosa mi è tornata in mente leggendo, sulla pagina scientifica del sito di Repubblica, la notizia riguardo il ritardo del ciclo solare. Sì, perché questo ciclo appare particolarmente fiacco, il Sole è spesso senza macchie, niente tempeste. E subito si passa al catastrofismo opposto. Il Sole, quando l'attività è ridotta, emette un pochino meno luce, e gli effetti del periodo più famoso senza macchie solari, il cosiddetto minimo di Maunder, tra il 1645 e il 1715, furono probabilmente la piccola era glaciale (non medioevale, fatto confusione con l'optimum climatico), con temperature globali di 0,6 gradi sotto la media. Sufficienti a far ghiacciare l'Arno in inverno. Ma non tutti i giornalisti sono uguali, un articolo di Bianucci, pur paventando questa possibilità. è già mooolto più realistico.

Sono cose come queste che fan pensare alla gente un po' più attenta che gli scienziati siano una manica di contapalle, o quantomeno superficiali. Solo 6 mesi fa ci prospettavano la fine del mondo per un'attività solare esagerata, oggi si lamentano di assenza di attività solare. Ieri ci rompevano con il riscaldamento globale, oggi prospettano un'era glaciale. Del resto l'era glaciale la prospettavano anche negli anni '50, no?

Vagli a spiegare che (quasi) nessuno ha previsto attività solare esagerata. Che negli anni '50 la maggior parte degli scienziati era convinta che le emissioni in atmosfera provocassero aumenti di temperatura, e che ci si meravigliava che questi si fossero arrestati (si scoprì dopo che questo era dovuto all'effetto dei particolati da inquinamento), solo una piccola minoranza attribuiva la cosa ad una imminente era glaciale. E che anche la variazione di attività solare in atto è stata discussa dagli studiosi del clima, e l'idea corrente è che questa possa, se continua, arrestare per qualche anno il riscaldamento, non rovesciarlo.

Insomma, queste notizie, prese da sole, sono solo rumore, tasselli isolati che vengono ingranditi fino a coprire tutto il puzzle, ogni volta di una tinta diversa. Comunque preferibilmente una tinta fosca.

(Ringrazio Maria Heibel e Claudio Della Volpe per il prezioso lavoro di ricerca in rete)