giovedì 4 dicembre 2008

Straker 2, la vendetta

La saga delle "prove" delle scie chimiche con un telemetro continua. Straker /Marcianò ha pubblicato un lungo e confuso resoconto in cui afferma che:
  • non ha mai acquistato il bellissimo telemetro LRB4000, ma effettivamente solo il più economico LRM2500
  • coi soldi rimanenti avrebbe (il condizionale e' d'obbligo) acquistato un altro telemetro, di cui non specifica il modello
  • ha tutti i diritti di impiegare i soldi delle donazioni come crede, senza informare i sottoscrittori, anzi, fornendo false prove di acquisto
  • non fornirà ulteriori filmati e/o foto
Quindi se ne deduce che tutto quanto è pubblicato da lui è un deliberato falso: le fatture, le foto, le dichiarazioni di essere pronto ad inviare mail ai sottoscrittori che confermavano l'acquisto. I filmati sappiamo che sono falsi, come ho dimostrato qui sotto, ancora prima che qualcuno si accorgesse che il secondo era solo un rimontaggio di vecchie immagini.

Sorvolo sul lungo delirio paranoico. Se Marcianò è convinto di essere perseguitato dalla Spectre, affari suoi. Se riteneva più sicuro acquistare il modello 4000 spedendolo ad un altro indirizzo, non vedo perché debba acquistare ANCHE quello meno caro, e fare carte false. Se una volta acquistato il tutto non vuole usalo per provare "quel che sa già" ha buttato dei soldi, affari suoi (e di chi glie li ha dati). Se comunque il 4000 era in arrivo, perché fare un fotomontaggio, invece di aspettare ancora qualche giorno e fotografare (ed usare) l'originale. Certo, se invece il 4000 non era mai stato ordinato, ed ora di fronte al rischio di una querela si è affrettato a comperarlo.....

Non commento neppure la stravagante tesi per cui Marcianò avrebbe volutamente pubblicato un post costruito solo con falsi per indurre i critici a dargli del falsario e "incastrarli". Quasi quasi rapino una banca, ma solo per indurre la polizia ad arrestarmi con la falsa accusa di rapina ed "incastrarla".

Tutte le informazioni che ho riportato qui, o che compaiono in altri blog, le ha gentilmente fornite Marcianò stesso, sul suo blog, o sono ricavabili con pochi minuti di ricerca in rete. Non occorre violare nessuna legge sulla privacy per chiedere ad una ditta se una sua fattura, pubblicata in un blog dal diretto interessato, corrisponda o meno all'ordine indicato (Marcianò ha lasciato il numero d'ordine in bella vista, nel titolo della finestra). E la ditta non fornisce dati riservati se dice semplicemente "no, l'oggetto ordinato è differente", senza specificare.

Questi sono i fatti. Il resto è paranoia. Ed è destinato a restar tale, visto che Marcianò vuole evitare di fare altre figuracce, proponendoci nuovi falsi grossolani che verrebbero smascherati nel giro di poche ore. Meglio così, ho di meglio da fare nella vita.

Ah, minaccia anche azioni contro chi continua a sostenere che è un imbroglione. Che devo dire? Si accomodi.


L'immagine qui sopra è tratta dalla rivista Life, annata 1944, come riportata su Google. Anche Google fa ormai parte del complotto per avvelenarci tutti. (Grazie ad Alexandro per la segnalazione)

Aggiornamento (15 dicembre)

Nel suo blog Marcianò, in un commento al post in cui dice che gli arcobaleni denotano la presenza di metalli e non di acqua come si impara alle elementari, sostiene che io gli controllo (tramite i servizi segreti) il telefono. Come mai? Perché ho scoperto che è (o è stato) in contatto con la persona che l'ha intervistato su Controradio. Ma che strano, occorre proprio essere uno zerozerosette per intuirlo.

No, non ho amicizie nei servizi. Ma sono dotato di poteri paranormali, e quindi riesco a leggergli nel pensiero. Non lo sapevate, ma sono un agente del famigerato psi corps. Altrimenti come avrei fatto a sospettare che il suo fotomontaggio era un falso? Marcianò stia attento a quel che pensa, o vada in giro con un cappello di stagnola per schermare i pensieri.
Il tizio qui a fianco è il cattivo telepate di livello 12 Alfred Bester, dal serial "Babylon 5".

Ulteriori sviluppi (22 febbraio)

Ho visto ora la foto del telemetro sul sito di Straker. Ovviamente del modello 2500. Con un commento del tipo "visto che l'abbiamo davvero, non mentivamo". Riassumendo: dichiara (con tanto di foto e fattura taroccate) di aver acquistato il modello 4000 (caro). Da vari indizi, inclusa la dichiarazione del venditore, si scopre che ha acquistato il modello 2500 (economico). Dopo qualche mese mostra la foto del modello 2500: "Visto che erano tutte calunnie?". Voi che dite?

domenica 23 novembre 2008

Straker e telemetri

Il mitico comandante Straker, eroe della mia prima adolescenza, ha messo sul suo blog la prova "da tribunale" che dimostrerebbero come le scie degli aerei siano chimiche. (Certo, Marcianò non è Ed Bishop, ma tocca accontentarci).

Come sappiamo dalla fisica, per ottenere condensazione e cristallizzazione del vapore emesso dagli scarichi di un aereo servono temperature molto fredde, che di solito si trovano a quote elevate, quasi sempre sopra i 7000 metri, e di rado sotto gli 8000. Quindi lui, dopo aver raccolto 4000 euro con una colletta, ha acquistato un binocolo-telemetro laser con cui verificare quel che ha sempre detto, che gli aerei rilasciano scie a quote inferiori.

La prova consiste in un filmato di un aereo con scie, in cui per un istante il telemetro segna la distanza di 1347 metri. Nel suo blog Paolo Attivissimo nota immediatamente come il video non possa essere autentico, nel senso di riportare quel che si vede dentro il telemetro, perché questo non è dotato di zoom e il filmato invece esegue una vistosa zoomata. E quindi Straker precisa che il filmato è composto da un montaggio delle scritte prese attraverso l'oculare del telemetro, con una webcam, e una ripresa fatta con la sua telecamera con "zoom da brividi".

Per fugare i dubbi, Straker-Marcianò ha anche messo sul blog una foto dell'accrocco che tiene insieme webcam, telecamera e telemetro. Pensando bene di grigliarla, casomai si capisse troppo. Quindi vi fornisco la stessa immagine, de-grigliata.

A questo punto la prova non dice nulla. Come si fa a valutare qualcosa se non si dispone dei dati originali? Costava così tanto mettere in rete il filmato preso con la webcam, anziché usarlo solo per estrarci le scritte? Straker sostiene sia venuto sovraesposto, e quindi illeggibile. Ma dopo alcuni giorni, un nuovo filmato con l'esposizione corretta era poi così difficile da fare? Il tutto mi fa sospettare una possibile spiegazione per la lettura falsata, anche ammettendo che sia stata davvero ottenuta puntando l'aereo e non una vicina collina. Ma senza filmato non posso dire nulla.
(Poco dopo che scrivevo questo, Straker ha gentilmente pubblicato un nuovo filmato, e quindi l'ho commentato sotto).

Nel post c'è anche una foto dell'oggetto, e la cosa mi ha subito dato una sensazione di deja-vu. Quella immagine, infatti, è molto simile a quella riportata sul sito del costruttore. Con un po' di fotoritocco, ho ottenuto quindi, per divertimento, l'immagine a fianco. Un po' più chiara, il riflesso nelle lenti è chiaramente differente, meno sfocata, e ho volutamente lasciato il bordino bianco. Ma corrisponde in modo impressionante all'inquadratura del telemetro sul divano di Straker. Non dico che sia un falso, non voglio neppure pensare che il Comandante abbia imbrogliato chi gli ha generosamente fornito 4000 euro. Ma un'inquadratura che ci fornisse qualche pixel in più dell'oggetto, rispetto a quanto visibile in rete, poteva darcela? Il telemetro non si vede neppure nella foto d'insieme.

La distanza di un aereo la si può calcolare ragionevolmente bene anche senza telemetro. L'immagine a fianco riporta un aereo decollato da poco, passato ieri vicino a casa mia. Purtroppo la messa a fuoco della macchina è difettosa, sono costretto ad usare il fuoco manuale, e si vede. Per chi vuol smanettare nei dati exif, l'ora è sbagliata (segna ancora l'ora legale). La distanza è stimabile tra 5700 e 6100 metri, e la quota è circa 2000 metri. Il tutto si può dedurre dalla scala del sensore, che è di 6,67 secondi d'arco per pixel.

Questo invece è l'aereo passato sopra il mio ufficio di cui parlo in un commento del post precedente. E' probabilmente un 737-800, nel qual caso la quota è di 11500-12000 metri. Si sentiva distintamente il rumore dei motori.

Per concludere ricordo che le condizioni per la formazione di contrail non sono quelle indicate nel post del comandante. Contrail non persistenti (come quelle del 737 qui sopra) si formano SEMPRE se l'aria è abbastanza fredda. Cioè se si sale abbastanza di quota. Le condizioni (approssimative) indicate da Straker sono quelle per la formazione di contrail persistenti, quelle che rimangono ore in cielo.

Seconda puntata


Straker ha pubblicato un nuovo filmato, in cui si vede l'oculare del binocolo (ma stranamente non il CORPO del binocolo: come sa chiunque ne abbia uno, nei binocoli gli oculari sono molto più stretti del corpo, e questo sborda vistosamente). Poi un edificio a 558 metri. Considerando un'altezza di 3.5 metri per piano, si ricava una scala di 0,01 gradi/pixel. Il campo vignettato è di soli 3 gradi, evidentemente l'ottica della webcam lo limita parecchio.

Ora facciamoci due conti sul quadrimotore a 1858 metri. Lo si vede proprio di pancia, non ci sono problemi di prospettiva, è lungo 75 pixel e largo 70. Cioè 24x22 metri. Notevole per un quadrimotore, forse è un modello "bonsai". Certo, se si considera che il campo "dovrebbe" essere di 5 gradi, le dimensioni vengono sui 40 metri, quelle di un "tanker" per rifornimento in volo di aerei. Ma allora il palazzo inquadrato all'inizio ha piani alti 6 metri, e terrazzi con balaustre di quasi 2 metri.

Torniamo al primo filmato. Quando l'aereo è circa perpendicolare all'osservatore, al secondo 50, le ali appaiono parecchio più corte della carlinga, sembra una vista laterale. A seconda del modello di aereo, potrebbe essere fino a 45 gradi dalla verticale. Questo abbasserebbe un po' la quota (fino a circa 1000 metri), ma comunque anche ipotizzando sia visto molto di lato, il massimo di distanza laterale sarebbe sotto il km. In 50 secondi, un aereo che viaggi a 500 km/h (lento) fa 7 km. All'inizio del filmato, quindi, dovrei vedere un aereo che è a 1 km di quota, distante 7 km, e disassato di meno di 1 km. Praticamente punta dritto verso di me (e 5 volte più piccolo, ma con lo zoom non si capisce). Proprio quel che NON si vede, la carlinga è sempre vista ben di lato. L'immagine a fianco dovrebbe rappresentare un aereo a circa 5-6 km di distanza, poco più di 1 km di quota, che punta dritto verso di noi. Portiamo la quota a 10.000 metri (per far tondo), il disassamento a 6-10 km, e la distanza a 10 km (40 secondi a 900 km/h) e tutte le prospettive tornano. Dimenticavo, fossi Straker mi farei rimborsare la telecamera con zoom, se un aereo a 1300 metri si vede così male, le ottiche sono veramente rovinate.


Terza puntata


All'inizio volevo credere che Straker avesse visto una falsa lettura sul telemetro, e ci avesse costruito sopra il primo video. Poi che fosse semplicemente un falsario"per la causa" (non riesco a far funzionare sto maledetto telemetro, ma IO SO che gli aerei sono bassi, e quindi faccio un fotomontaggio).
Ma che fosse un truffatore proprio non mi capacito. Come si può essere così (mettete voi l'aggettivo) da intascarsi 2000 euro(*) forniti dai vostri ammiratori, imbrogliandoli in un modo che non regge una settimana, e rischiare di bruciarsi la carriera? Perché non mi risulta Marcianò faccia altro nella vita che occuparsi di scie chimiche, sicuramente non altro di significativo. Se frega i suoi sostenitori, non gli resta nulla.

Purtroppo non ci sono dubbi. Già il fatto che Marcianò abbia presentato due fatture differenti (nella prima aveva sbagliato a calcolare la somma) per UN acquisto lascia perplessi. Uno dei sottoscrittori della colletta ha scritto alla ditta da cui è stato acquistato il telemetro, che ha confermato i dubbi.
Questa storia, iniziata come divertente (è sempre uno spasso trovare le numerose falle delle "prove" del Comandante Straker) si è chiusa in modo solamente squallido. E me ne dispiace.

(*) Precisazione. La cifra è una stima prudente della differenza tra il costo dei due telemetri. Non so quale esattamente abbia acquistato Marcianò, e non so quanto abbia raccolto con la colletta. Sta di fatto che chi gli ha dato i soldi glie li ha dati per il modello più caro, a Luglio aveva già i 700 euro per il modello economico. E il modello caro nessuno, finora, lo ha visto se non in fotomontaggio.

martedì 18 novembre 2008

White trails

Nei siti che parlano di scie chimiche, un tema ricorrente è che questo sia un fenomeno recente, una volta i cieli non presentavano queste lunghe scie. Ho mostrato un po' di foto d'epoca, persino un'immagine da satellite degli anni '70, con contrails lunghe centinaia di km, ma sono stato accusato di aver messo in giro dei falsi. Poco importa che si tratti di libri pubblicati prima del 1978, uno addirittura nel 1950.

E naturalmente non posso dimostrare che con testimonianze il fatto che qui dove lavoro, nel lontano 1968, venisse un antesignano dei nostri a raccontarci (anzi a raccontare ai miei colleghi più anziani, allora avevo 9 anni e guardavo le scie sopra il Friuli) che quelle scie sono emesse apposta dagli aerei per far piovere.

Ma ho un testimone di eccezione, nientepopodimeno che Sergio Endrigo. Al Festival di Sanremo del 1970, la sua canzone "La nave partirà", cantata da Iva Zanicchi, racconta di icone simbolo del nostro presente tecnologico. Incluse "striscie bianche sul cielo azzurro per incantare e far sognare i bambini" (potete sentirla qui). Insomma, una volta erano le nuvole ad incantarci, oggi (nel 1970) sono le scie degli aerei.

Riferimenti nel mondo della canzone se ne trovano diversi.

Joni Mitchell, in "Amelia" (1976) parla di "six jet planes,
Leaving six white vapor trails across the bleak terrain" (pure in formazione e paralleli!). Baglioni, ne "L'amico e domani" (1985) descrive: "Una riga sulla pelle blu del cielo, e teste alzate come girasoli."

Ma il più esplicito, sicuramente pagato dai cattivi del complotto per abituarci subliminalmente alle chemtrail, è l'album "White Trails", del 1979, di Chris Rainbow. La copertina, che potete vedere qui a fianco, riporta una contrail persistente in bella vista.

martedì 14 ottobre 2008

Ricerca

Una volta tanto, parlo del mio lavoro. Che consiste nel costruire telescopi, o pezzi di telescopi, e utilizzarli per guardare strane nubi di gas, piene di molecole interessanti, sparse per il cosmo. Sono tipicamente molecole organiche, qualche zucchero, semplici amminoacidi, e cose strane che sulla Terra non si vedono. Forse sono i mattoni da cui si è formata la vita, portati sulla Terra dalle comete poco dopo che questa si è solidificata.
Uno dei lavori che mi è riuscito meglio è stato un piccolo pezzo di un grosso interferometro formato da una sessantina di radiotelescopi, ALMA, attualmente in costruzione nel deserto di Atacama (il primo lo vedete nella foto accanto). Spero di andare a vederlo di persona, prima o poi.
Il pezzo in questione consente di fare simultaneamente due cose che senza si dovevano fare in due tempi. L'interferometro infatti serve per osservare le onde radio emesse sia da corpi molto freddi, come la polvere che riempie queste nubi e che si addensa a formare i pianeti intorno ad una stella nascente, che dalle molecole che a me piacciono tanto. Con un trucco di elettronica, un paio d'anni di lavoro di un po' di persone, e sostanzialmente senza spese aggiunte, ho trovato il modo di sostituire una scheda del correlatore che combina i segnali delle 60 antenne, e avere simultaneamente i due modi osservativi. Nella foto qui accanto si vede un quarto del gigantesco correlatore, in cui saranno alloggiate 512 delle mie schede.
Non è un lavoro da Nobel, ma è comunque un esempio dei tanti contributi che i ricercatori italiani portano al mondo della scienza. Senza fondi, stringendo la cinghia su tutto (il mio laboratorio è finanziato per circa 5000 euro l'anno, il costo di UNA di quelle schede lì, se si rompe qualcosa siamo a piedi), cercando di sopperire con idee brillanti alla mancanza di soldi.
Lo schema della scheda è stato scritto materialmente da un giovane ingegnere, che lavorava per il mio osservatorio con un contratto "atipico" (a progetto), ottenuto con una domanda di finanziamento in un bando nazionale. Il bando in questione era stato preso molto seriamente dal mio ente, e le valutazioni venivano effettuate da esperti stranieri del settore. Il "referee" che valutò la mia richiesta commentò a margine che i soldi che chiedevo per il contratto (fissati da norme nazionali) erano una vergogna, un inserviente in un fast food prendeva di più. Aveva perfettamente ragione, ora l'ingegnere, molto bravo, ha preso il largo, e ha messo in piedi una ditta.
Ora ho bisogno di un'altra persona, che scriva del software per pilotare un altro strumento. Altro bando, sempre su cifre da fast food, e pensavo di aver trovato una persona che potesse svolgere il lavoro. Mi ha telefonato una settimana fa, ha trovato un posto fisso in una azienda.
Un collega va in pensione a giorni. A parte che con le norme attuali il suo posto non verrà rimpiazzato, si porta con sé una esperienza enorme nella costruzione di strumenti raffreddati (la maggior parte degli strumenti astronomici van raffreddati a temperature bassissime, da 180 a 270 gradi sotto zero). Non ha avuto modo di passarle a qualche giovane. Uno di loro, dopo qualche anno di borsa a 1000 euro al mese all inclusive, ora lavora a Berkeley credo con uno stipendio doppio del mio.
Leggo quindi con occhi particolari le affermazioni di Brunetta sul precariato. Certo, in un mondo ideale ci vorrebbe un po' di gavetta, in modo da imparare e capire se si è adatti al lavoro di ricercatore, e poi concorsi regolari. Certo, in molti paesi funziona così, con varianti. Qui se lavori bene, e hai meno di 40 anni (ultimi concorsi più o meno regolari), se sei fortunato fai gavetta a stipendi da sussistenza, e poi trovi lavoro altrove (all'estero, in una ditta). Se ti va male, neppure quello. Nel frattempo la gente va in pensione, e nel giro di 5-10 anni nessuno saprà più come si fanno le cose.
E sono ancora più preoccupato vedendo a quello che succede in generale nel mondo della scuola. L'università ha gli stessi problemi che ho descritto, di fatto chi va in pensione non libera neppure nuovi posti, e in più si avvia ad una privatizzazione che la snaturerà completamente e la renderà fruibile solo a pochi ricchi. E via fino alle elementari, tanti grossi cambiamenti, tutti che porteranno ad un peggioramento della qualità dell'istruzione, un maestro in 24 ore non può fare quello che due fanno in 30 o 40.
Non riesco a capire il senso di tutto questo, stiamo veramente sparandoci sui piedi, sembra di capire solamente per raccattare qualche soldo. Ma una società senza istruzione e senza ricerca è destinata a morire, non ha futuro.

Aggiunte del 17 ottobre:
- il Governo sta approntando una legge, che costringerà i dipendenti pubblici ad andare in pensione a 40 anni di contributi. Questo, soprattutto per i tecnici (anche loro hanno competenze invidiabili che non riescono a trasmettere), accelererà ulteriormente la perdita di competenze di cui parlavo. Uno dei 2 tecnici elettronici del mio gruppo, che ha appunto più di 40 anni di contributi, mi ha chiesto se cerco di fargli avere una "collaborazione", in modo da continuare a lavorare qui, gratis.
- La prestigiosa rivista Nature ha pubblicato un articolo sulla situazione italiana, con circa queste considerazioni.

venerdì 3 ottobre 2008

Ancora bici

Stamane, nel prendere la bici alla rastrelliera in piazza Elia Dalla Costa, ho trovato le solite auto parcheggiate davanti. Oltre metà rastrelliera è inservibile, e quel po' che resta richiede acrobazie per mettere e togliere la bici.

Casualmente, per lavori al semaforo, erano presenti due vigili. Ne ho quindi fermato uno e ho fatto presente la situazione. "Parcheggi in un'altra rastrelliera". "Si', ma a me se la lego male la bici la portate via" "Ha ragione, ma che vuole che faccia..."

Insomma, in soldoni le auto hanno diritto a parcheggiare, impunite, nelle rastrelliere per bici.

Comunque ho seguito il consiglio, e sono andato alla rastrelliera sotto casa mia. Eccola. In effetti un posto ci sarebbe, ma...




Aggiornamento al 6 Ottobre: Mi scrive la presidente dell'associazione Città Ciclabile, comunicandomi che ha inoltrato la mia segnalazione all'Assessore e al Comandante dei Vigili Urbani.

giovedì 2 ottobre 2008

Piero Calamandrei sulla scuola del 2008

Piero Calmandrei, per chi non avessi un impeto di commozione solo al sentirne il nome, è uno dei padri della nostra Costituzione. La prima volta che lo sentii nominare, lo associai al suo celebre discorso in cui paragonò la libertà all'aria, qualcosa a cui non facciamo caso fino a quando non ci viene a mancare.

Nel lontano 11 febbraio 1950, al terzo congresso dell'Associazione a difesa della scuola nazionale (ADEN), a Roma, pronunciò il discorso che segue. E' tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci...


Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuole istituire, senza parere, una larvata dittatura.
Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole de suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alla scuole pubbliche a alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami saranno più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere.
Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alla scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico.
Pubblicato nella rivista "Scuola democratica", 20 marzo 1950. Ripubblicato dalla rivista "Internazionale", n. 762, p. 21

venerdì 26 settembre 2008

Mobilità varie assortite

Non avere l'auto comporta molte libertà:
  • una bella pernacchia ogni volta che passi davanti ad un distributore
  • la soddisfazione di superare una Ferrari Testarossa bloccata in un ingorgo
  • niente assicurazione (il motorino elettrico la paga ma sono 100 euro contro gli 800 che pagavo per l'auto, la bici sono meno di 20€ l'anno)
  • palestra gratuita: 100 metri di dislivello in bici sono una buona mezz'ora di esercizi agli attrezzi
  • facilità di parcheggio
Ma sembra proprio che questo non vada giù ai nostri amministratori, pubblici e privati. Sul parcheggio, infatti, come ho detto in un precedente post, il Comune di Firenze ha deciso di correre ai ripari, vietando l'allucchettamento ai pali e contemporaneamente dichiarando che le rastrelliere sono finite, non ne installeranno fino a nuovo ordine. I tentativi delle associazioni di ottenere una moratoria sono falliti, e nella nuova depositeria si accumulano centinaia di bici. La beffa maggiore è che mentre lunedì scorso i volontari di FirenzeInBici "premiavano" centinaia di eroici concittadini che affrontano quotidianamente il traffico in bicicletta, i vigili rimuovevano decine di biciclette, che non intralciavano nulla, da Piazza dei Ciompi.
Quindi domani (sabato 27 settembre) alle 10 e mezza sarò con la mia bici alla manifestazione di protesta, sempre in piazza dei Ciompi.

Non va meglio per chi (come me) ha un cane e viaggia in treno.

Se vai a trovare parenti e stai via qualche giorno, è difficile trovare un "dog sitter". Fino ad oggi, si poteva portare dietro il fedele amico: si paga un biglietto apposito, si deve evitare gli eurostar (dove dovrebbero stare in una gabbietta tra i bagagli, poco praticabile per un cane medio sui 10 kg), se un passeggero ha problemi di compatibilità canina devi spostarti, ma con un po' di buona educazione e buonsenso si viaggia. Dal primo ottobre no: i cani di taglia non piccola non sono ammessi. Multa di 100 euro per i trasgressori. Si arriva all'assurdo che tra me e la mia compagna, da ottobre, saremo costretti ad andare a trovare i rispettivi parenti a turno. E, visto che lei è livornese e per 2 anni ci siamo frequentati grazie a viaggi in treno, la nostra storia romantica sarebbe stata semplicemente impossibile. Quindi invito tutti quelli che hanno a cuore non solo i cani, ma anche la vita sentimentale dei loro padroni, a firmare la petizione perché Trenitalia si ravveda.