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domenica 21 dicembre 2014

Dialogo tra (quasi) sordi

Il sottoscritto tenta di discutere al convegno sulla geoingegneria
Sono andato al convegno sulle scie chimiche sponsorizzato dalla Regione Toscana. Volevo conoscere un po' delle persone, delle facce che uno scambio di commenti su questo blog non può rendere. E naturalmente capire meglio alcune delle loro posizioni.

È stata un'esperienza interessante, ma allo stesso tempo scoraggiante. Credo moltissimo nella possibilità di un dialogo, di uno scambio di idee e vedute tra persone che la pensano anche molto diversamente, ma evidentemente ci sono dei limiti.

Il Comitato contro la geoingegneria di Firenze ha posizione meno estreme di altri. Ad esempio si riconosce che il riscaldamento globale in atto sia opera delle emissioni di gas serra (vedi questo bel documento ospitato nel loro sito), mentre altri gruppi sostengono che l'unico colpevole sia il rilascio deliberato di scie dagli aerei, o HAARP.  Questo permette quantomeno di parlare senza accuse tipo "chi-ti-paga". Ma poi si parte per la tangente con gli esprimenti militari segreti, sicuramente in corso da almeno l'ultimo dopoguerra, le bufale dell'accordo Italia-USA del 2002 e tutto il resto.

Le prove? Una serie di studi (interessanti, e che non conoscevo, a qualcosa la mattinata è servita)  di un grande meteorologo che, negli anni '50 metteva in guardia dai rischi di manipolazioni dell'atmosfera su larga scala. Allora si parlava di distruggere la fascia di ozono con bombe chimiche a base di cloro e bromo, a scopi bellici (un po' come far scoppiare un'atomica in casa per ammazzare il vicino), o di far sciogliere la calotta artica a suon di atomiche per liberare il passaggio a Nordovest. Oggi non è troppo diverso se si parla di contrastare il Global Warming sparando aerosol di biossido di zolfo in stratosfera, e su questo ho espresso il mio totale accordo alla tipa che teneva il banchino di documentazione. Ma come allora nessuno ha bombardato l'ozonosfera, per ora nessuno sparge biossido di zolfo. Un conto è fare progetti, più o meno folli, un altro è metterli in pratica.

Mi parlano dell'effetto sull'ozono degli esperimenti nucleari in atmosfera, messi al bando negli anni '60. Figurarsi se mi piacciono, han raddoppiato per decenni il livello di radioattività di fondo, causando un numero difficilmente calcolabile di tumori, malformazioni ed amenità simili. Il commento più sensato a riguardo l'ho sentito in un episodio di Star Trek, quando l'alieno Quark esclama: "Come? Fanno scoppiare ordigni atomici nella LORO atmosfera?". Ma l'ozono, se pure ne avesse risentito allora, oggi non se lo ricorda più. E il clima neppure. L'ozono è stato danneggiato dalle nostre emissioni di CFC, il clima da quelle, sempre nostre, di CO2. I colpevoli siamo noi, i militari, stavolta, non c'entrano. Ma i nostri non demordono. Riportano studi (ad es. nei commenti a questo post) in cui si parla degli effetti sull'ozono di una ipotetica (speriamo) guerra termonucleare globale, senza rendersi apparentemente conto che NON si tratta degli esperimenti degli anni '60.

La macchina della pioggia di Ighina (Rai 3 Report)
Chiedo ad un altro attivista che prove ci siano di questi esperimenti segreti. Lui esordisce parlandomi della macchina per far piovere di Pierluigi Ighina, una pala rotante di elicottero basata su deliri di atomi magnetici, polarita' positive e negative di Sole e Terra. Ma lui ha visto con i suoi occhi il cielo aprirsi dopo che Ighina ci aveva puntato contro la sua macchina. Mi permetto di essere scettico e lui rincara: la scienza non sa tutto, un suo conoscente ha costruito un motore "impossibile" a magneti permanenti, che gira senza consumare energia da un anno. Gli chiedo come mai l'amico non ci attacchi una dinamo e si sganci dall'ENEL, o non venda la sua meraviglia (dopo adeguati test) ad un mondo affamato di energia. Be', innanzitutto i soldi interessano solo agli avidi, e poi chi ci ha provato è stato ammazzato, non vuol correre rischi. Ribadisco qui la mia disponibilità a fare gratis tutti i test sul suo motore, e a finanziarlo se funziona davvero, assumendomi personalmente i rischi di venir eliminato da Big Oil.

Il convegno è stato brevemente filmato in questo video, che esordisce con una intervista al consigliere regionale Chiurli, sponsor dell'iniziativa e autore di una interrogazione sull'argomento. Ho già commentato quest'ultima, e mi sarebbe piaciuto avere una sua risposta, probabilmente è chiedere troppo.

Chiurli si lamenta di aver ricevuto critiche durissime (che condivido) ed insulti pesanti (su cui ha tutta la mia solidarietà). Subito dopo compare uno spezzone in cui mi si sente chiedere alla tipa del banchino se ha qualche prova di irrorazioni clandestine, probabilmente i "toni aggressivi" sono quelli. Continuerò chiedendo anche solo degli indizi, io sono disposto a cambiare idea se le prove, o indizi seri, esistono. Ma per il tipo del motore perpetuo le prove sono che le scie persistono: "Non le vedi le differenze tra le scie chimiche e quelle di combustione?" Come mai le scie, anche la mattina, si allargano e si spandono in cielo? Forse perché l'aria, in quota, è sovrasatura e condensa sulla scia? No, non è possibile. "Ma anche le nuvole persistono, sono condensa pure loro", cerco di far notare. Eh no, le scie sono una cosa, le nuvole un'altra. Inutile, è come quando lui mi parla del motore perpetuo, con la differenza che se il suo amico me lo portasse io mi stupirei molto ma cambierei idea; non so cosa potrei fare per convincere lui che una nuvola è fatta di condensa, come una scia, e si comporta in modo analogo.

Chiurli riprende dicendo che lui dà voce ai cittadini, e in fondo chiede solo che l'ARPA esegua analisi, una spesa "di qualche migliaio di euro". A parte che anche 1000 euro per una cavolata simile sono troppi, che tipo di analisi servirebbero per "tranquillizzare i cittadini" dei comitati?  Se bastasse potrei contribuire personalmente anch'io, pur di far finire questo delirio collettivo. Delle analisi esistono già, nel documento che l'ARPA ha preparato qualche anno fa si afferma che, nelle analisi effettuate per altri scopi negli ultimi decenni, non si nota un aumento della presenza di bario ed alluminio. Queste non bastano? Cosa si fa, si analizza la pioggia un giorno in cui ci sono scie? Ma la pioggia mica viene da 10 mila metri, e se davvero qualcuno spargesse bario lassù, dove e quando  dovremmo aspettarcelo? Non certo in giornata subito sotto. E come faccio a distinguere tra alluminio dovuto a contaminazione da polvere (l' 8% della crosta terrestre è composto da alluminio, lo 0,05% da bario), da eventuali inquinamenti industriali, e dalle scie? E se non ne trovo, cosa si fa, si ripete le analisi fino a quando non li si trova, magari in tracce infinitesime?  In questo altro video Chiurli si chiede se le "alte concentrazioni" (in realtà perfettamente compatibili con la presenza di polvere) di bario ed alluminio trovate in alcune analisi di acqua piovana. Ma che ci azzeccano bario ed alluminio con il maltempo? Nessuno li ha mai usati, o proposti, per far piovere.

Vengo fatti vedere spezzoni di interventi del convegno. Si ricorda le intimidazioni mafiose a cui fu soggetto, per un'iniziativa simile, l'assessore Del Longo. Ne parla, nel post che ho già citato, l'autore di queste "intimidazioni", se tu suggerisci a qualcuno che un argomento è una cazzata evidentemente lo stai intimidendo, è la prova che lo vuoi mettere a tacere.

Il tipo del motore perpetuo racconta di esperimenti per creare maremoti. Ne parlano meglio in uno dei dossier, si tratta di far esplodere un'atomica sott'acqua non tropo distante dalla costa da colpire. Cosa che viene fatta praticamente ad ogni maremoto, come sappiamo. Questo diventa un prova di tecniche segretissime e sofisticate, che usano "fisica non convenzionale", per creare terremoti, alluvioni, eccetera.

Quando vado via ho una forte sensazione di inutilità. Come io non riesco a credere a un motore che gira da un anno senza energia, o a una spirale di ferro colorato che apre il cielo nuvoloso, loro non riescono a credere a me che dico che trovare mezzo milligrammo/litro di alluminio nella prima pioggia autunnale vicino alle cave di argilla del cotto fiorentino è solo indice di contaminazione da polvere.  O che le nuvole sono fatte di condensa. O che l'"accordo sulle tecnologie dei cambiamenti climatici" del 2002 parla di gente che studia il global warming, e non ha la minima intenzione di modificare, in nessun modo, il clima. 

Chiurli si chiede perché scandalizzarsi se uno accusa ARPA, CNR, aviazione in generale di causare piogge disastrose. E se la Regione dà il suo avallo a tutto questo. Temo abbia ragione, il problema è a monte. Dopo 400 anni da Galileo il modo di pensare basato sui fatti, sulla paziente, rigorosa ricerca della verità non è arrivato a diffondersi. Resta uno strumento di nicchia, come restano concetti di nicchia quelli che la migliore teoria può essere falsa, anche se "logicissima". Che le quantità contano, conta una serie enorme di esperienze, e quindi una rete di persone che usino tutte quel metodo, quella paziente disamina. Che tutti cerchiamo continuamente di autoimbrogliarci, e serve usare strumenti per non farlo. Serve essere disposti a mettere tutto in discussione. Che la realtà segua una serie di leggi che sono descrivibili matematicamente, e quindi che si possa calcolare, ad esempio, se c'è o meno condensa. E che quindi serva studiare la matematica, per poterlo fare.

Usiamo strumenti concettuali differenti. Il significato di "prova" è differente. I dati per loro non esistono, le quantità sono irrilevanti, contano le idee. Se qualcuno dice che si potrebbe fare una cosa, significa che quella cosa si può fare, anzi, si fa già. Se se ne parla su Internet, è vero. Se un ragionamento "fila", non serve altro. Non serve verificare. Se vedo una cosa, quella è reale, e se non ricordo di averla vista allora non esisteva (come le scie 50 anni fa).

Contano le intenzioni. Loro stanno denunciando una cosa che, se fosse vera, sarebbe gravissima. Quindi han ragione, indipendentemente dal fatto sia vera. Anzi, è vera PERCHÈ loro sono "buoni", si stanno prodigando, con tempo e soldi, per portarla avanti. E chi li critica evidentemente, per definizione, è "cattivo", non va ascoltato. Non ci si discute, come ripete la tipa al banchino nel filmato. Fortunatamente non sono proprio tutti così, visto che con due persone almeno un abbozzo di dialogo l'ho stabilito, ma se affermo che la condensa possa persistere "allora non ha senso discutere".

Di fronte a questo tipo di ragionamento abbiamo già perso. Perché la realtà se ne frega delle idee. I militari (o chi fa cose che ci danneggiano) se ne fregano di cosa noi crediamo facciano. Se non studiamo, se non analizziamo e mettiamo in discussione le nostre credenze per cercare di capire la realtà ed i meccanismi del mondo che ci circonda, combatteremo contro le scie quando arrivano le catastrofi climatiche, e contro i complotti inesistenti quando ci fregano con quelli veri.

domenica 1 giugno 2014

Nuovi untori

Lapide della Colonna Infame
Uno dei migliori libri sul complottismo resta probabilmente la "Storia della colonna infame", del Manzoni. Per i spero pochi che non lo conoscono si tratta del racconto, documentato storicamente, di un processo a due untori durante la peste del 1630 a Milano. Di fronte ad eventi spiacevoli, come un'epidemia, abbiamo bisogno di trovare un colpevole, che deve essere esterno a noi, raggiungibile ed eliminabile. In questo modo riusciamo sia a dare un senso al disastro, che a illuderci di fare qualcosa per risolverlo in modo definitivo: elimini il cattivo di turno ed il gioco è fatto.

Ovviamente molti disastri (non tutti) hanno dei colpevoli, il problema è che
  • non è facile identificarli: servono conoscenze, lavoro di analisi, competenze, e non guasterebbe la palla di vetro di mago Merlino.
  • spesso si trova che almeno una parte della colpa è diffusa e noi non siamo immuni (es. classico la mancata o trascurata prevenzione)
  • non è chiaro cosa si dovrebbe fare per affrontarne le cause
Quindi ad esempio su questioni come il picco del petrolio, o il riscaldamento globale (credo le minacce maggiori che oggi affrontiamo) ci sentiamo disarmati. Dovremmo ridurre il consumo di combustibili fossili, ma come si fa a mantenere un'economia funzionante in un regime di decrescita che ne conseguirebbe? Cosa usiamo al posto del petrolio? O anche semplicemente come faccio io, nella vita di tutti i giorni, a fare a meno dell'auto?

Quindi identificare un nemico aiuta. Nelle recenti elezioni abbiamo visto come la moneta euro sia stata identificata come nemico (ho il sospetto molto a torto, ma non sono un economista). Basta tornare alle monete precedenti, tipo il franco, svalutare, e voilà l'economia ripartirà in crescita. Poco conta che in un'intervista in TV un rappresentante della confindustria identificasse il costo dell'energia come l'elemento frenante della crescita, e quello non diminuirà, finché non scoprono il megagiacimento grande 10 volte l'Arabia Saudita che ci salverà dal picco del petrolio.

Le scie chimiche evidentemente sono un capro espiatorio ideale. Come mai il clima sta cambiando, i disastri naturali avvengono, la gente si ammala? Perché qualcuno sta effettuando un gigantesco progetto per cambiare il clima, e non solo, irrorando la gente con metalli pesanti, OGM, virus, vaccini. La prova? Guardate il cielo. Vedete quelle scie bianche? Non le avete mai notate prima? Ecco, quella è la prova. Come mai nessuno ne parla? Forse perché non c'è molto da dire sulla condensa degli aerei, fenomeno che esiste da quasi un secolo? No, è per nasconderci la verità.



Questo unisce molti vantaggi per il potenziale credente: 
  • unifica in una spiegazione semplice e intuitiva fenomeni preoccupanti diversi; 
  • identifica un colpevole, che può essere efficacemente combattuto (magari con scarse probabilità di vittoria, ma basta convincere tutti e si vince); 
  • crea un senso di appartenenza, noi siamo quelli che han capito come va il mondo, i buoni, quelli che salveranno l'umanità; 
  • prospetta una soluzione relativamente facile: eliminare le scie degli aerei, convincendo (con le buone o le cattive) a non farne più; 
  • non chiede particolari sacrifici o cambiamenti degli stili di vita, anzi, identifica chi li chiede o li propone come i cattivi di turno 
  • fornisce un metro di valutazione in cui chi ha studiato, lo scienziato, non "vale di più" (ovviamente nel suo campo) dell'uomo della strada. Anzi, io uomo di strada posso fare le pulci allo scienziato, vedo la mia opinione, il mio valore, valutato come più autorevole di quello di quei prezzolati e venduti ai poteri forti. 
A favore della teoria gioca un'illusione percettiva fortissima: se noi non notiamo una cosa quella non esiste. Molte persone non han mai notato che la Luna si vede, spessissimo, anche di giorno. Quasi nessuno sa come è fatto un cirro: quelle nuvole leggere che non danno noia le vediamo con la coda dell'occhio, e le dimentichiamo. Un fenomeno come un "cane solare" è relativamente frequente, e persino un alone come quello nella foto a fianco non è raro, ma dubito che la persona tipica lo noti, o ricordi. Ma quando ci fan notare qualcosa, e ce la etichettano come "importante", di colpo la notiamo tutte le volte che la vediamo. Anzi, la ricordiamo molto più frequente di quanto effettivamente lo sia. E allora come è possibile che non la si sia mai notata prima? Evidentemente prima non esisteva. E quindi evidentemente ora la fanno deliberatamente, non è una normale conseguenza del fatto che gli aerei volano.


Ho avuto una brutta discussione con una signora convinta che prima del 2011 gli aerei non lasciassero scie. La prova un suo archivio in cui si vedono foto del cielo prese quasi quotidianamente, appunto dal 2011. In questo blog ho cominciato a parlarne nel 2008, dopo anni in cui l'argomento veniva discusso, le ho indicato link di gente che se ne lamentava molto prima del 2011, con tanto di foto, non solo mie. Mi ha risposto, indignata, di come osavo darle della bugiarda. Mi ha mostrato foto di cieli coperti da cirri, che sicuramente prima del 2011 non esistevano; di un "arcobaleno chimico" che non può sicuramente essere dovuto a ghiaccio, e che nessuna delle persone che conosce potrebbe non aver notato se fosse avvenuto prima di quella data. Mi ha indicato un articolo in cui uno "scienziato" dice che l'acqua non può creare arcobaleni (sic). E come mai insistevo così tanto, c'è la libertà di opinione, lei merita rispetto per la sua. Evidentemente, come chiunque neghi che ci sia qualcosa di strano, ho interessi a nascondere la verità. Ho cercato, invano, di sottolineare come apprezzasi la qualità delle foto (alcune davvero splendide), il suo interesse per le questioni ambientali, e che non mi sognerei mai di darle della bugiarda. Ho finito per fare la figura dell'arrogante ed irrispettoso so-tutto-io, anche verso un altro amico che seguiva la discussione e che mi ha sostanzialmente tolto il saluto.

Quando ho cominciato ad occuparmi della cosa, nel 2005, la vedevo come una delle tante teorie balzane che trovi in rete, talmente ovvia nella sua assurdità da non poter prendere piede. Ora comincio a perdere amici, perché difendo gli untori del XXI secolo, o perché non mostro rispetto per le opinioni di chi li combatte (le persone le rispetto quasi sempre). Mi chiedo se, o tra quanto, si arriverà alla colonna infame.

martedì 24 dicembre 2013

Intervista


Sono stato intervistato da Saverio Tommasi, un regista freelance fiorentino, sul tema delle scie chimiche, a completamento di un servizio sulla manifestazione di Modena dei sciachimisti (interessante, come introduzione sul tenore delle loro affermazioni).
Sono meno di 2 minuti, in cui chiaramente dico pochissime cose, purtroppo ha dovuto tagliare dei pezzi per me interessanti, come il commento a questo bel "cane solare" fotografato dalla mia collega Antonietta Russo. Ma sono bastate a far ricevere ingiurie e minacce a Saverio.



Di seguito metto una considerazione di Saverio, tratta dalla sua pagine facebook. Mi sembra una delle descrizioni tra le più concise ed efficaci del fenomeno.


A PROPOSITO DEL NATALE E DELLE SCIE CHIMICHE
Il video ha fatto scoppiare un putiferio. Lasciando stare quello che propone una colletta per comprarmi una corda con cui impiccarmi, e un altro che sostiene che sono pagato (ed è vero, ma non dalla CIA come dice lui), la situazione è preoccupante. Perché non si tratta solo di una tesi antiscientifica e dell'attacco indiscriminato a tutti i mezzi di informazione (era questa la manifestazione in cui, come avevo raccontato in un altro post, sono stato avvicinato per sei volte da sei persone diverse che a mezzo metro dalla faccia mi fotografavano per "schedare il giornalista", parole loro).
Si tratta proprio di una percezione sballata della realtà. Mezza frase di due ex generali dell'esercito (che tra l'altro non parlano mai espressamente di scie chimiche), vengono portate come prova inconfutabile. Un tabellone con un foglio in A4 fotocopiato e scritto a mano (ripeto: scritto a mano), viene portato come prova di un'analisi. Ma poi il nome del laboratorio non me lo dicono (per proteggere il laboratorio dagli attacchi, ovviamente), e non sanno neanche cosa sia stato analizzato (se aria, acqua, neve...e ovviamente perciò non si sa neanche da dove sia stato preso il campione).
Nonostante tutto questo, dicevo, invece di essere contenti del video, ma contenti davvero perché le teorie che i partecipanti raccontano sono le stesse che si ritrovano in qualsiasi sito complottista, l'accusa che mi fanno è quella di aver intervistato, alla fine del video, anche uno scienziato. Oh bella, ma solo la loro versione doveva esserci?
Altra accusa quella di aver contrapposto dei manifestanti a uno scienziato, sarebbero piani diversi. Certo che lo sono, ma scienziati che sostengono il complotto delle scie chimiche non ci sono (e non perché sono tutti pagati dalla CIA).
Comunque, dicevo, la situazione è preoccupante, perché la teoria sostenuta intorno alle scie chimiche è devastante. Cioè sostengono che i cambiamenti climatici (cioè il surriscaldamento del pianeta) dovuti all'inquinamento non esistono e sarebbero una mossa propagandistica per sviarci dai veri problemi (le scie chimiche). Tradotto: non importa fare niente contro l'inquinamento, basta che vi occupiate di scie chimiche. Praticamente Bush esulta e i petrolieri se la ridono. E poi, sempre secondo questa teoria scia chimichista, sostengono che i terremoti, i maremoti, gli tsunami e le alluvioni sarebbero indotti artificialmente. Anche qui, in altre parole, non preoccupatevi del dissesto idrogeologico o della costruzione di edifici anti sismici, basta bloccare le scie chimiche e i terremoti smetteranno.
Sono abbastanza sconfortato, ma sapete che vi dico?
Buon Natale, e che Babbo Natale vi porti tanti doni. Perché le scie chimiche non esistono ma Babbo Natale è una realtà evidente (o comunque più delle scie chimiche, io ieri Babbo Natale l'ho pure fotografato. E ci ho parlato. E mi ha confermato la sua esistenza)

sabato 23 novembre 2013

Geoingegneria clandestina

Riassunto: la geoingegneria (Meglio, Ingegneria climatica) è una cosa reale, ed cambiamenti climatici pure. Non ci sono in corso esperimenti significativi di geoingegneria anche se è bene discuterne. Ma le scie chimiche non c'entrano, i disastri ambientali non sono causati da irrorazioni aeree clandestina, e chi lo afferma è un irresponsabile

In questi giorni, dopo i disastri meteorologici nelle Filippine e in Sardegna, si leggono un sacco di riferimenti alla geoingegneria. Ma cos'è?


Innanzitutto una precisazione linguistica (vedi primo commento): la geoingegneria sarebbe l'ingegneria che si occupa di sottosuolo. Quella di cui si parla qui dovrebbe chiamarsi Ingegneria climatica. Ma, purtroppo per i geoingegneri, il termine è diventato di uso talmente comune che non se ne esce.

Per (geoingegneria) o Ingegneria climatica si intendono tutte quelle attività che hanno lo scopo di modificare l'ambiente terrestre nel suo complesso. Credo sia abbastanza ovvio che esiste della "geoingegneria involontaria": l'inquinamento, la distruzione di interi ecosistemi forestali, il sovrasfruttamento delle risorse ittiche, tanto per fare qualche esempio, sono cose che cambiano la Terra in modo macroscopico, anche se non voluto. L'esempio più classico di questa modificazione è dato dai cambiamenti climatici, che possono cambiare la faccia del pianeta al punto da renderne invivibili alcune regioni, sommergerne altre, ed in generale modificare gli ecosistemi su tutto il pianeta.

Allora qualcuno ha avuto la brillante idea: invece di inquinare meno che tanto non ci si metterà mai d'accordo, come sta mostrando la conferenza COP19 in questi giorni a Varsavia, non potremmo fare interventi che raffreddino il pianeta, questa volta in modo mirato?  Ne ho già parlato qui, 4 anni fa, e in breve quel che penso è che queste cose rischiano di far più danni di quelli che eviterebbero, oltre a fornire un'ottima scusa a chi non vuol far nulla: possiamo continuare tranquillamente ad inquinare, tanto ci sarà uno scienziato, deus ex machina, che inventerà qualcosa per rimettere tutto a posto. In realtà i deus ex machina non esistono, ma intanto abbiamo evitato di dover affrontare realmente i problemi.

Tutte queste considerazioni han mosso diversi gruppi di ambientalisti a prendere posizione contro queste ipotesi di interventi. Ad esempio Vandana Shiva, all'ultima edizione di "Terra Futura", ha esposto perplessità non molto diverse dalle mie. Ma alcuni gruppi, incluso quello che aveva invitata Shiva, pensano che la geoingegneria sia un problema già ora. Si veda ad esempio questa cartina. Mostra interventi di geoingegneria attualmente praticati in tutto il mondo, e sembrerebbe non si salvi nessuno. Ma proviamo a guardare più da vicino.

Innanzitutto la maggior parte degli interventi proprio non sono geoingegneria. Si tratta del vecchio "cloud seeding", la tecnica di spargere alcune sostanze nelle nubi per fornire nuclei di condensazione e favorire la pioggia. La cosa è molto gettonata, anche se i risultati sono variabili, la maggior parte degli esperti che ho sentito parla di aumenti di piovosità variabili tra zero e un 20%. Questa non è geoingengeria perché non cambia il clima. Se doveva piovere, piove un po' di più, altrimenti nulla. Se non "semino" la nube, anche se ho "seminato" tutte quelle passate di lì il mese prima, non succede nulla. Qualcuno ha anche provato ad applicare tecniche simili sugli uragani, per vedere di deviarli o scaricare prima la pioggia diminuendone l'intensità, ma si è smesso subito perché si è visto che non succede rigorosamente nulla.

Poi ci sono cose che tecnicamente sono geoingegneria, ma a cui è difficile obiettare: riforestazioni ed uso di biochar, per assorbire CO2 dall'atmosfera e farne buona biomassa. Infine  i pochi esperimenti (falliti) di fertilizzazione degli oceani, l'ultimo ormai 4 anni fa nell'Oceano Indiano, e qualche timido tentativo di sequestro del CO2 per metterlo in vecchi giacimenti esauriti di metano, cose piccole e costose, si fa prima a non bruciarlo proprio, quel carbonio.  Quindi, alla fine, di esperimenti potenzialmente pericolosi di geoingegneria, in corso, non ce n'è praticamente nessuno.

"Ma a noi non la si dà a bere", dicono i nostri diversamente esperti. Certo, i governi dicono di non farla, ma la stanno facendo di nascosto, e neppure troppo. Ecco spiegate le "scie chimiche", che non sarebbero altro che irrorazioni in atmosfera per modificare il clima a scopi militari. Anche tutta la storia del global warming è solo una copertura, per dare un alibi a questi interventi, quando verranno resi pubblici. Copertura che permette di manipolare il clima a scopi bellici, creando tifoni, bombe d'acqua, terremoti (quelli li fanno con le onde radio, usando tecniche così segrete che nessun fisico al mondo ne conosce neppure le basi). E puntualmente, ad ogni disastro, questi saltano fuori a spiegare che è tutta colpa delle scie chimiche e di HAARP.

Ovviamente nessuno riesce a cogliere le contraddizioni di queste teorie. L'impianto HAARP è stato chiuso mesi fa per i tagli al bilancio. Non lo dice il governo USA, ma i tanti radioamatori che si divertivano a captarne il segnale (in fondo le onde radio è difficile nasconderle, visto che basta una radio per riceverle).

Non si capisce perché qualcuno stia spendendo cifre stratosferiche (è proprio il caso di dirlo) per mettere in atto contromisure al Global Warming e poi non se ne vanti pubblicamente. No, stiamo salvandovi da un incubo, ma lo facciamo di soppiatto, negando sempre tutto. Invece nel mondo reale si sta facendo di tutto per minimizzare il problema, per non prendere provvedimenti, si promettono riduzioni delle emissioni tra 15 anni ma poi si dice che in fondo non è così importante, anzi, probabilmente le emissioni aumenteranno.

I disastri naturali finiscono per colpire gli stessi USA? Si trova sempre un motivo per cui le città colpite in realtà avevano fatto qualche sgarbo al potente di turno. Se lo sgarbo non esiste, si inventa, il motivo delle alluvioni sarde è un ipotetica decisione della Regione di esentare la Sardegna dal pagamento dell'IVA. Forse faranno trombe d'aria mirate agli evasori fiscali, già che ci sono.

Le prove citate alla fine sono le solite. Qualsiasi studio che parli genericamente di clima mostra che la scienza collusa con i militari sta studiando come modificarlo. Se poi parla anche di aerosol è la "pistola fumante" dello spargimento di aerosol da parte di aerei. Poi le scie che non sono più quelle di una volta, sono troppe, sono strane, non ci piacciono.

Si trattasse solo di qualche persona con idee un po' particolari, sarebbe da sorriderci sopra. Ma quando si supera la dozzina di interrogazioni parlamentari,  diversi comuni approvano mozioni o sponsorizzano conferenze sul tema, si compilano liste di "nemici della patria", o un giornalista propone di farne di nuove più dettagliate, ci si comincia a preoccupare. Anche perché vengono additati come bersagli proprio chi di questi problemi si occupa: climatologi, meteorologi, geologi... Tutti collusi con il potere ombra che organizza gli uragani, alcuni persino denunciati. In alcuni casi molestati con telefonate notturne, o aggrediti (per ora senza conseguenze serie, ma le liste di proscrizione non fan mai bene). E nel frattempo si dimenticano i problemi reali, e le loro cause.

domenica 1 settembre 2013

Il paradosso del banchiere e le scie chimiche

Il mio articolo sul banchiere nell'isola ha suscitato una reazione direi livida da parte del blog "sporchi banchieri". la mia sarebbe ignoranza, stupidità, o forse qualcos'altro. Probabilmente il solito assegno mensile di 6000 euro signoraggiati in aggiunta a quello per le scie chimiche, quello per l'elettrosmog e quello dei petrolieri. Se tutti quelli di cui sarei al soldo mi pagassero davvero non starei qui ma alle Bahamas.

Non ha molto senso andare a rintuzzare punto per punto il post. Vale una nota teoria per cui è molto più facile scrivere cavolate che confutarle, per cui se ti metti su quel terreno perdi in partenza. Provo a commentare solo alcune delle critiche, essenzialmente perché sono un buono spunto sia per approfondire un po' che per mostrare il modo di ragionare di alcune persone.

Colpisce innanzitutto il tono. Non si attaccano le idee ma la persona. Io sarei ipocrita, paternalista, paraculista, mi pongo ad un livello superiore, e ovviamente sono legato al CICAP. Non ho capito se i miei rapporti con Banca Etica siano visti come paraculismo o legami a poteri forti. Tra l'altro mai che becchino correttamente il mio cognome, che comunque verrà storpiato a spregio nell'articolo.

Mi si accusa di vedere grosse responsabilità delle banche anche nella crisi attuale, ma non dire quali. Ma c'è chi lo fa molto meglio di me. Rimando al sito "Non con i miei soldi" per una introduzione divertente. Consiglio, per chi ha l'occasione, lo spettacolo "Pop economy". Se volete una trattazione fatta bene, documentata, con riferimenti, ma senza svolazzi signoraggisti, consiglio il libro di Andrea Banranes "Finanza per indignati". Come affrontare questi problemi? Se lo sapessi avrei in mano il Nobel per l'economia, ma qualcosa si può fare da subito. Scegliete una banca di cui sapete come usi i vostri soldi, nell'economia reale e non nella finanza speculativa. Lavorate in una delle iniziative di finanza dal basso, nei Git di Banca Etica, nelle MAG.

Secondo il blog, se gli Stati stampassero direttamente la propria moneta non ci sarebbe debito pubblico. Onestamente non ne capisco il motivo. Se si usa la stampa di moneta per coprire il debito (l'eccesso di spesa pubblica rispetto alle entrate dello Stato), siamo esattamente nella situazione che indicavo io come soluzione "signoraggista": coprire il debito con emissione di moneta. Se invece si afferma che è l'emissione di moneta a creare il debito pubblico, questo è falso, uno Stato può benissimo avere i conti in pari, non avere debito pubblico, e la moneta bancaria venir emessa comunque. Generando pure un reddito per lo Stato (come lo genera oggi).

E passiamo alla sostanza del mio post. I signoraggisti (coloro che pensano che le banche centrali si intaschino il valore dei soldi stampati, come fa un falsario) ritengono che emettere moneta a debito non solo crei il debito pubblico, ma produca un debito impossibile da esigere. Se infatti emetto 1000 euro e ne pretendo 1000 più gli interessi, da dove saltano fuori i soldi per gli interessi? E fanno l'esempio di un'isola, con 100 abitanti, in cui un banchiere emette moneta prestando 1000 euro a ciascun abitante. A fine anno occorre rendere 101 mila euro ma sull'isola ce ne sono solo 100 mila. E quindi il banchiere piano piano si accaparra l'isola intera. Io mostro che quei soldi in più vengono dallo stipendio del banchiere, che per mangiare, alloggiare ecc. li reimmette nell'economia.

Per non far tornare i conti, i nostri si chiedono come sia possibile che un banchiere si presti dei soldi. Qui i casi sono due: o il banchiere è un isolano come gli altri, e quindi ha diritto anche lui, come tutti, ai 1000 euro, ma deve pagare gli interessi, oppure semplicemente si stampa i 1000 euro senza interessi e se li versa a sè stesso come stipendio, ma per far tornare la sua contabilità deve comunque distruggerli a fine anno, come per gli altri soldi emessi. Le banche centrali distruggono TUTTI i soldi emessi e poi ritirati, e li contabilizzano TUTTI, anche gli stipendi ai dipendenti. Comunque certo, conosco banchieri che si prestano i soldi. E alla fine dell'anno pagano gli interessi, come tutti.

Il banchiere con 1000 euro nel mio esempio comunque non ci campa, nessuno campa un anno con 1000 euro. Sull'isola della storia ci sono troppo poche persone, e un banchiere non ha abbastanza lavoro solo curando l'emissione di moneta, per cui, al contrario dei banchieri veri, deve mettersi a zappare l'orto e vender pomodori. Ma l'esempio serve per capire la differenza tra circolante e denaro utilizzato nell'anno. Se prendessi tutto il denaro in circolazione e lo facessi spendere alle persone distruggendolo subito dopo, durerebbe circa un mese. Nessuno degli abitanti dell'isola campa con quei soldi, tutti devono anche lavorare per guadagnarne altri, quindi deve farlo anche il banchiere. Ma da dove derivano tutti questi soldi, se nell'isola ci sono solo 1000 euro a testa? È il solito problema, i soldi girano, quindi gli scambi effettuati in un anno, o i soldi che ciascuno guadagna e spende in un anno, sono ben più dei 1000 euro a testa che esistono nell'isola. Stiamo confrontando un capitale con un flusso di cassa.

Io "insinuerei implicitamente" che il banchiere spende i suoi 1000 euro per vivere. No, lo affermo esplicitamente più volte. Il motivo per cui i soldi in più ci solo è che gli interessi guadagnati dalla banca finiscono da qualche parte: ad esempio negli stipendi dei dipendenti, che a loro volta li reimmettono in circolo nell'economia. Non spariscono misteriosamente, e quindi i poveri debitori devono crearli dal nulla, cosa impossibile, e reindebitarsi in una spirale senza fine. Le spirali debitorie esistono, vedi l'attuale problema dei debiti sovrani, ma dipendono dal fatto che si continua a spendere più di quanto si guadagni, posticipando il pagamento ad un futuro indefinito.

Cosa succede sull'isola alla fine dell'anno? I 1000 euro a testa ci sono. I 1000 euro in più per pagare gli interessi ci sono. Ciascun isolano ha speso e guadagnato probabilmente in media 12 mila euro, e si ritrova in tasca 1010 euro. Nella versione 1 della soluzione il banchiere se ne trova in tasca solo 10, lui sa che a fine anno riceve lo stipendio di 1000 euro e ha potuto spendere un po' di più. Nella versione 2 lui non se ne ritrova in tasca nessuno, ha speso tutto il suo stipendio. È un privilegiato, perché a differenza degli altri ha avuto lo stipendio a inizio anno e non ha avuto bisogno del prestito. Ma la sostanza della storia non cambia, ciascun isolano rende 1010 euro. Con i 10 euro in più si paga lo stipendio al banchiere. Fine della storia, e del paradosso.

Infine siamo alle solite. Se quella dei slgnoraggio è una bufala, perché perder tempo a sbufalarla? Non serve perder tempo a criticarla, anzi, si va a romper le scatole a chi esercita il suo sacrosanto diritto di opinione. Ma proviamo a rigirare, se le mie sono bufale, perché il signoraggista perde tempo ad insultarmi? Esiste una strana teoria della libertà di espressione: ciascuno è libero di sostenere quel che gli pare,ma gli altri non sono liberi di criticarlo, se lo fanno è perché hanno un'agenda segreta, o semplicemente perché sono stronzi. Non perché ha torto. Anzi, se lo criticano evidentemente non ha torto, mica si critica chi dice fesserie, si critica solo chi dice cose sensate, e naturalmente sempre con malizia e secondi fini.

La tesi richiama in effetti la teoria della montagna di guano. Ma siccome la partita doppia è una sconosciuta per la maggior parte delle persone l'idea dei banchieri che si intascano i nostri soldi (nel senso di quelli che abbiamo attualmente nel portafoglio) nel momento stesso in cui li producono ha un certo appeal. Confesso che la prima volta che, da ignorante di economia l'ho sentita non l'ho identificata subito come cavolata, e ho dovuto studiare un po' per capire dove fosse il baco. Quando la vedi riemergere nei programmi di alcuni partiti "innovativi" poi ti preoccupi, e questi dovrebbero decidere le politiche economiche italiane? Un po' come le scie chimiche, se a parlarne sono quattro pazzi lasci perdere, se ti arrivano le petizioni alla Camera e le lettere minatorie a casa, senti un brivido per la schiena. Perché il futuro potrebbe essere quello descritto qui. Quindi mi sembra utile condividere i miei ragionamenti sul perché sono "bullshit".


E a proposito di scie chimiche, il simpatico signoraggista si svela alla fine, citando una vecchia discussione. Io sostengo che un aereo a 10 km di quota si vede benissimo, ed in un vecchio post ho messo come prova una foto di un aereo contro la Luna. Se l'aereo è grande metà della Luna piena, e metà Luna ad occhio nudo si vede bene, anche l'aereo si vedrà. Ma, ribatte il nostro, la foto è stata scattata con un teleobiettivo. Evidentemente occorre rivedere un po' un vecchio detto: quando il saggio indica la Luna, lo sciocco vede il teleobiettivo.

domenica 4 novembre 2012

Un anno di scie chimiche

La storia delle scie chimiche (1) mi interessa perché è un caso esemplare di ignoranza scientifica a livelli tali da essere demenziale: considerare pericolosa una nuvola perché non la si riconosce. Ma dopo ormai 5 anni che me ne occupo l'argomento è stato sviscerato in tutti i suoi aspetti, e diventa di una noia abissale.

Ormai il copione di ogni discussione è sempre lo stesso, senza variazioni. Il sostenitore delle scie ti mostrerà un po' di foto di scie di condensa come prova che sono "chimiche". Gli chiedi perché mai non possono essere normali scie di condensa e ti risponderà che queste ultime si formano in casi rarissimi, che non è possibile che ci siano tanti aerei, che una volta non c'erano, che sono troppo bassi, ecc. Spesso il tutto è in tempo reale, in chat, per cui gli elenchi gli aerei che in quel momento stan passando sopra la sua testa, le aerovia che si vedono da casa sua, con tanto di incroci. E quello si insospettisce ulteriormente, come mai so tante cose sulle aerovie? Ho chiesto a tutti quelli che parlano di aerei bassissimi di mandarmi una loro foto, assieme ad una foto di un oggetto ad una distanza nota, in modo da calcolare la vera quota di questi aerei. Mai niente.

Insomma, non sono mai riuscito a far venir dubbi a nessuna di queste persone, che sono davvero tante, troppe. Ho esaurito tutti gli argomenti interessanti di studio collegati. E quindi quasi nessuno dei "debunker" se e occupa più, abbiamo cose più divertenti da fare. Ma un breve riassunto di quanto è successo quest'anno, giusto per tenersi aggiornati, può starci.


Geoingegneria

Innanzitutto il movimento contro le scie chimiche ha cominciato ad occuparsi della geoingegneria, dei progetti per tentare di contrastare i cambiamenti climatici con interventi in grande stile. Secondo loro il riscaldamento globale è solo una foglia di fico, per giustificare questi esperimenti in realtà volti a controllare il clima per scopi militari. Poco importa che questi esperimenti in realtà per ora siano solo proposti, e pure osteggiati da una parte significativa del mondo scientifico preoccupato della possibilità di pasticciare ulteriormente una situazione climatica già abbastanza compromessa. Secondo i nostri eroi "presto" i governi ammetteranno di aver fatto esperimenti, che per ora sono clandestini, "per il nostro bene".

 Si fa una gran confusione tra controllare il tempo meteorologico (far piovere o meno in una zona) e clima, tra cose che effettivamente vengono fatte (come il "cloud seeding" con lo ioduro d'argento), e cose che sono solo ipotetiche, o del tutto inventate (come l'uso di HAARP a scopi climatici). Ovviamente non c'è nessuna prova, le tecniche per controllare la pioggia sono usate da 50 anni con risultati dubbi o comunque modesti, e tutto il resto praticamente non esiste. Ma siccome controllare pioggia e cicloni sarebbe utilissimo e i militari non si fermano davanti a niente, evidentemente i militari han scoperto tecniche top secret, in barba a quel che sanno gli scienziati "civili", e le applicano di nascosto su grande scala. E naturalmente nessuna tecnica proposta assomiglia anche solo di striscio alle scie di condensa degli aerei, ma queste sono ritenute il fulcro di tutto il sistema segreto.

A fine Ottobre a Firenze si è tenuta una conferenza del movimento. Con il generale Fabio Mini, che non porta nessun prova oltre ai teoremi ragionamenti fantasiosi citati sopra, e in un'intervista afferma candidamente di non sapere nulla di come queste scie si formino; Enzo Pennetta, giornalista antievoluzionista e negazionista del Global Warming; e un attivista contro l'impianto di comunicazione militare di MUOS(1) che servirebbe secondo i nostri a controllare le guerre climatiche, o direttamente il clima, come HAARP.


Martin Mystere

In Agosto il noto detective a fumetti dell'ignoto si è occupato delle scie chimiche. Anche nel mondo fantastico in cui vive infatti ci sono i soliti paranoici, che si preoccupano delle scie bianche degli aerei quando in realtà ci sarebbero cose ben più preoccupanti di cui occuparsi. Il finale, a sorpresa, mi sembra molto realistico anche per il nostro mondo. Mi aspetto che la casa editrice finirà presto nella "lista dei disinformatori prezzolati".

Le analisi in quota

Ma perché non fate delle analisi delle scie direttamente in quota, si ripete sempre ai sostenitori del complotto? Analisi esistono, ma sono fatte evidentemente da venduti al sistema, come la TV di stato tedesca.  Il sottoscritto ha fatto una rudimentale, ma semplice analisi usando il fenomeno dei "cani solari", trovando che quello è inequivocabilmente ghiaccio, ma si sa che ricevo 4800 euro al mese per disinformare.

Be', qualche sciachimista ha alzato il sedere dalla sedia, ed andando a Creta con un volo Ryanair ha raccolto con un fazzoletto di carta un po' di morchia da un giunto di un sedile mentre l'aereo era in quota. Prelievo in quota, non era quello che volevate? Han poi diluito la morchia in acqua, trovandoci concentrazioni di bario ed alluminio di qualche parte per milione.  Incredibile, sul giunto di un sedile fatto di alluminio all'interno di un aereo di alluminio. Si è tentato di spiegare che la polvere all'interno di un aereo ce la portano dentro i passeggeri, o viene fuori dall'usura di tutto quanto c'è in cabina, non proviene dall'esterno. E se davvero provenisse da aria presa dietro agli ipotetici irroratori di sostanze tossiche le concentrazioni non sarebbero solo di qualche parte per milione.  Niente da fare, sono tutti convinti si tratti di un'analisi seria.

L'uragano Sandy


Ovviamente è stato provocato artificialmente, per favorire Obama contro Romney, o per favorire Romney contro Obama, o per danneggiare tutti e due e mettere tutto il paese sotto legge marziale e fare un colpo di stato bianco.

Ma un blog vicino al governo siriano ha annunciato che è stato creato da scienziati iraniani (probabilmente quelli del gran fuffaro Keskhe), per punire il Grande Satana per le sue ingerenze antiislamiche. Naturalmente sono tutte frottole, lo sanno anche i bambine che le tecniche avanzate per creare gli uragani, con le scie chimiche ed HAARP, le hanno solo gli USA.

I piloti (e non solo loro) cominciano a preoccuparsi

Nel vari blog dei sostenitori del complotto si comincia apertamente a parlare di abbattere gli aerei. Fortunatamente i missili Stinger non si trovano al supermercato, per cui si tratta in sostanza di chiacchiere di gente un po' toccata. Ma siccome ormai è apprato (grazie alle analisi in quota di cui sopra) che gli aerei civili sono parte del complotto, e quindi che i piloti civili sono complici, qualcuno parla di azioni dirette anche verso di loro. E i piloti cominciano a preoccuparsi.

Gli scienziati invece hanno trovato pane per i loro denti. Blondet, giornalista molto gettonato in ambienti ultracattolici, o genericamente di estrema destra, ha pubblicato un libro (Cretinismo scientifico e sterminio dell'umanità) in cui denuncia il complotto mondiale della scienza per sterminare una buona fetta dell'umanità. Non si salva nessuno: ovviamente in prima linea i medici e i biologi, ma anche i fisici e gli astronomi hanno la loro parte.

Note
(1) Ho citato la demenziale Nonciclopedia perché le affermazioni contenute in quella pagina sono (quasi) tutte vere: i sostenitori del complotto credono proprio a quelle cose lì.
(2) A scanso di equivoci non mi piace per niente un sistema di comunicazione satellitare militare, perché non mi piacciono i militari.  Ma si può combattere MUOS per quello che è, senza inventarsi quello che non è: non è un rischio sanitario per i siciliani, lo è per le vittime delle tante "guerre chirurgiche" in giro per il mondo. E non serve a controllare, in nessun modo, il clima.
(3) Lo so, ho dimenticato un processo per diffamazione a carico di un tizio che ha accusato un poveraccio di collusione con pedofili, ed altre piacevolezze, solo perché aveva lo stesso cognome di un debunker. Ovviamente il fatto che questi se la sia un tantino presa è un complotto per mettere a tacere il coraggioso paladino della verità. Ma lascio fare ai giudici, la storia è tropo squallida per essere interessante. 

domenica 1 aprile 2012

Energie rinnovabili ed energie immaginarie

Mi sono di recente associato ad una cooperativa di produzione e consumo di energie elettrica rinnovabile. Come ho scritto in precedenza io non posso mettermi un impianto fotovoltaico sul tetto, in quanto in un condominio la mia quota di tetto non basta. Ho dovuto accontentarmi di un piccolo pannello, con cui produco l'energia che sto usando ora per scrivere questo post. Non sono il solo con questo problema, ed in Piemonte un gruppo di persone ha deciso di associarsi in una cooperativa, e costruire un bell'impianto comune in un tetto libero (qui sopra un loro impianto da 50 KWp sul tetto di una scuola). I soldi dell'energia prodotta vengono divisi tra i soci e, grazie ad un accordo con una società di distribuzione, puoi acquistare quell'energia per casa tua.

Di recente la cooperativa si è allargata anche in Toscana, si sta cercando di costruire un impianto a Calenzano, ho quindi cominciato a seguire le discussioni, e sono stato ad un incontro pubblico. E ho visto il lato oscuro che minaccia sempre queste iniziative. Preciso subito che i responsabili della cooperativa mi sembrano ben vaccinati, per cui non mi preoccupo molto, per ora. E quanto racconto non è assolutamente una critica a loro, è un problema generale.

In ogni gruppo che parli di ecologia, energia, fonti rinnovabili ci sono sempre persone che cominciano a parlare di soluzioni miracolose, apparecchi che producono energia a costo zero, osteggiati dai soliti potenti, multinazionali del petrolio, industrie automobilistiche, ecc. Inventori misconosciuti, che ovviamente han dimostrato la validità del loro prodotto in test condotti davanti a testimoni affidabili (ma mai da centri dotati di adeguata strumentazione con regolari pubblicazioni).

Ultimamente spopola l'E-Cat di Rossi, che confermo, dopo essermi sciroppato tutte le "prove", non ha mai dimostrato di funzionare in modo convincente. Non ne parlo, visto che lo ha già fatto abbondantemente Ugo Bardi in una serie di post che demoliscono completamente la faccenda. O la semplice considerazione che, con le norme attuali, un apparecchio che produca energia da reazioni nucleari non verrebbe mai omologato per usi domestici.

Ma la zoologia di queste cose è molto più vasta. Provo ad elencarne qualche esemplare, senza pretese di essere esaustivo.

Comincio dall'ossidrogeno, nella versione seria una miscela di ossigeno ed idrogeno utile per fare saldature a fiamma ossidrica. Nella versione presentataci entusiasticamente giovedì scorso si tratta di mettere acqua nella benzina. Ah, funzionerebbe anche senza benzina, ma il furbo inventore usa comunque un 20% di benzina per imbrogliare i petrolieri, che altrimenti lo farebbero fuori. L'acqua, nel cilindro del motore, si decompone in idrogeno ed ossigeno, che si sa è una miscela tremendamente energetica. Anche qui, il buon Bardi ha pensato di debunkarla. Ma la lobby delle batterie al litio (è la prima volta che ne sentivo parlare) insabbia tutto.

Sempre dalla mailing list di Retenergie ho trovato queste pasticche magiche. Le metti nel serbatoio assieme alla benzina e il motore rende il 15% in più, emettendo il 75% in meno di inquinanti. Bastasse un po' di additivo magico e le compagnie petrolifere farebbero a gara a venderti la benzina additivata. Ovviamente non esistono misure di queste miracolose prestazioni, solo un certificato tedesco che in pratica ti autorizza a mettere (a tuo rischio) le pasticche nel serbatoio.


E poi c'è tutto il lungo elenco delle solite cose, di cui ho parlato in un precedente post. L'idrino ed il Magnegas di Santilli. Il MEG, di cui ho parlato qui, ed un sacco di motori magnetici, affari pieni di calamite che riescono a respingersi sempre, in un circolo chiuso, facendo girare vorticosamente un rotore. Te li vendono (come del resto ti vendono la Torre di Pisa), "satisfaction guaranteed", e te li fanno pure vedere su Youtube.

A quanto pare non riusciamo ad affrontare in modo razionale una situazione spiacevole. L'energia costa sempre di più, ce ne accorgiamo direttamente quando facciamo il pieno o paghiamo la bolletta, indirettamente quando facciamo la spesa (un piatto di spaghetti "contiene" mezzo bicchiere di petrolio, tra fertilizzanti, trattore, lavorazione e camion per trasportarlo, un televisore anche 100 litri). E allora, per non pensare che forse in un futuro vicino l'energia non potremo più permettercela, con tutto quanto questo comporta, fuggiamo. La maggior parte all'indietro: neghiamo quel che succede, è tutta colpa di petrolieri, della speculazione, o degli incentivi al fotovoltaico (che invece ci fan risparmiare, sulla bolletta, grazie al meccanismo del peak shaving). Ma presto tutto tornerà come prima, è solo un incidente passeggero.

Altri invece fuggono in avanti, verso la soluzione magica che risolverà tutto, grazie ad un miracolo che è dietro l'angolo, basta crederci (e non credere a quei pallosi fisici che pretendono PROVE) e raccoglierlo.

Il problema è che entrambi questi atteggiamenti finiscono per impedirci di vedere il vero problema, e le vere soluzioni (almeno per attenuare la botta). Alla conferenza di retenergie si è perso mezz'ora a sentir parlare di ossidrogeno, e poi serve un'altra mezz'ora per spiegare a chi non ne ha gli strumenti perché si tratti di una cavolata, quando si poteva usare quel tempo per cercare di capire come risolvere i problemi burocratici alla realizzazione dell'impianto di Calenzano. Si rischia che, se queste cose prendono piede, delle esperienze serie buttino i pochi soldi che si riesce a raccogliere in bufale. Ma soprattutto finiscono per indicare come bersagli proprio le soluzioni vere: l'accumulo di energia (problema fondamentale delle rinnovabili) diventa "la lobby degli accumulatori". Chi sbufala l'E-Cat un "venduto al sistema", che per due euro sparge menzogne sui "ricercatori indipendenti". Ovviamente se non credi a queste cose sei parte del complotto, e chi non ci crede è in primis chi si occupa del problema.

Lo stesso succede con i cambiamenti climatici. Viviamo quest'anno una siccità drammatica, speriamo nelle piogge di Aprile ma qui in Toscana servirebbero 50 giorni di pioggia continua per ripristinare le scorte idriche. Quel che paventa da anni chi studia il riscaldamento globale. Ma no, non è possibile, si tratta sicuramente di un caso, di un anno particolarmente sfortunato. Oppure delle famigerate scie chimiche, come raccontavano venerdì a Controradio. In ogni caso i climatologi, o i tecnici dell'ARPAT, sono i primi a finire (per ora metaforicamente) sul rogo. Ma ne parlo la prossima volta.

domenica 4 dicembre 2011

Una favola e tante scie chimiche

Un "cane solare" fotografato ad Arcetri il 28 novembre. Il piccolo arcobaleno nel cerchietto, a 22 gradi dal Sole, si verifica solo se quella foschia lassù è composta da cristalli di ghiaccio. Una prova che le scie di condensa sono formate, appunto, da ghiaccio.

Come mai mi occupo di quell'evidente bufala delle scie chimiche? Me lo chiedono in tanti: chi la riconosce come bufala mi rimprovera per buttar via il mio tempo, che potrei dedicare a cose più proficue; chi invece ci crede sostiene che il fatto che io perda tempo a confutargliela è un chiaro indizio del fatto che sono pagato per farlo, e quindi che la loro NON è una bufala.

Be', per una volta cercherò di dar loro retta, e quindi non mi metterò direttamente ad occuparmene, ma citerò solamente una persona che lo ha fatto. In questo ottimo post Ugo Bardi riporta una favola di Antonio Turiel, in cui tre boscaioli di fronte a una grave inondazione reagiscono in modo differente. Chi cerca un colpevole, e si innamora della propria teoria a dispetto delle evidenze, chi si convince che l'alluvione è solo una rara eventualità, il futuro è comunque roseo e si può continuare come se nulla fosse, e chi cerca le vere cause, e agisce di conseguenza.

Come il primo boscaiolo del racconto, chi sostiene la bufala delle scie guarda ai problemi ambientali in cui viviamo (nel gruppo degli attivisti fiorentini si lamenta dei raccolti sempre più scadenti) come frutto di un deliberato complotto di pochi cattivissimi. E ha individuato nelle scie degli aerei la prova di questo. Almeno alcuni dei sostenitori del complotto negano con molta energia la questione del riscaldamento globale, per loro solo uno specchietto per allodole. Un attivista locale mi prende in giro perché ritengo il petrolio una risorsa vicina all'esaurimento, mentre lui crede alla storia del petrolio abiotico (virtualmente infinito).

E mi sento di condividere le conclusioni di Turiel sulla "narrativa eroica", che affligge non solo i complottisti, e la loro immagine dell'uomo retto e determinato che sconfigge i cattivi che complottano nell'ombra, ma anche i nostri economisti che, per citare Turiel, cercano un discorso più attraente che realistico. Per esempio si parla di recuperare il sentiero della crescita anche se la realtà è che questa crisi economica non finirà mai; di accettare sacrifici ora a vantaggio della futura prosperità quando, in realtà, ogni aggiustamento ci porta al collasso catabolico; di piani di riscatto necessari per far riprendere l'economia quando in realtà servono per tappare i buchi delle grandi banche; di politiche di promozione dell'impiego che in realtà sono il degrado delle condizioni dei lavoratori; ecc.

Ma il problema della narrativa eroica è che non solo è errata, ma che ci porta al disastro. Per questo non è una perdita di tempo occuparsene.

venerdì 23 settembre 2011

cani solari e tankeroni

Tra le tantissime cose di cui mi occupo (MOLTO a tempo perso) ci sono le scie degli aerei. Perché per alcune persone si tratterebbe di sostanze chimiche deliberatamente spruzzate in aria da appositi aerei cisterna militari (confidenzialmente chiamati tankeroni) per scopi vari, generalmente criminali. Sfortunatamente queste persone non riescono a portare prove convincenti di questo megacomplotto, limitandosi ad accusare gli scienziati di essere venduti in blocco ai poteri forti.

Siccome ieri mattina arrivando al lavoro ho notato un cielo pieno di scie, ho deciso di dar loro una mano. Evidentemente aerei non identificati (1) rilasciavano copiose scie di nanopolimeri, bario e alluminio (2) che rimanevano in cielo diffondendosi in una coltre lattiginosa ed elettroconduttiva (3). Ne ho immediatamente fotografata una mentre si stava formando, e nella parte ormai già flocculosa sopra la mia testa. È la scia evidenziata dalla linea tratteggiata.


E sono corso al computer a vedere se riuscivo ad identificarlo con flightradar24. Eccolo qui, un volo della Air Berlin, partito da Monaco e diretto in Sudafrica. La scia si preannuncia mooolto lunga.

La scia attraversa un bellissimo cane solare, che nei minuti successivi si intensifica. Quindi è possibile capire di cosa sono fatte le scie, l'angolo di 22 gradi tra il punto brillante e il Sole, con le relative iridescenze, è caratteristico dei cristalli di ghiaccio, e solo di quelli. È condensa, niente polimeri, alluminio, bario o coltri elettroconduttive.

Le scie si fan più rade(4). Ma questa è proprio bella. Anzi queste, oltre alla scia più spessa, di un volo di linea civile, ne compare una (che ho evidenziato con la linea tratteggiata) più sottile. Che è prodotta da un aereo cisterna per il rifornimento in volo della US Air Force. Quindi è vero, gli aerei cisterna militari esistono e fanno le scie. Come tutti gli altri, e come buona parte degli altri hanno pure i transponder accesi (5).

Note:

(1) non è facile identificare un aereo, soprattutto se vola a 10 mila metri e non hai sottomano un computer per cercarlo su flightradar24


(2) oppure monossido di idrogeno


(3) qualcuno ha sky? Ieri mattina riusciva a vederlo? Quindi la coltre elettroconduttiva non era poi così elettroconduttiva dopotutto


(4) Forse perché l'aria in quota si sta scaldando? Sarà anche un caso che le scie siano ricomparse quando è arrivato un fronte di aria fredda? Noi di Boyager crediamo di no.....

(5) Ma secondo la logica dei miei amici, probabilmente questa sarà la "pistola fumante", la prova che le scie sono anomale:
  • esistono aerei bianchi (ogni tanto gli cambiano la livrea, e nel frattempo sono bianchi)
  • esistono aerei che non si vedono al transponder usato da flightradar24
  • esistono aerei militari e persino aerei cisterna militari
  • esistono aerei che rilasciano scie
quindi gli aerei che rilasciano scie sono aerei cisterna militari bianchi, senza insegne, senza transponder. Il che è ovviamente anomalo.

venerdì 25 febbraio 2011

A ridaje

Siamo arrivati alla quindicesima(1) interrogazione parlamentare sulle scie chimiche. Questa volta il testo è un evidente delirio(2). In sintesi, premesso che gli aerei ci avvelenano con le scie chimiche, spargono metalli pesanti nel terreno che ci fanno venire l'Alzheimer e costringono i nostri agricoltori ad usare gli OGM (3), si chiede al governo di smetterla di raccontarci palle e finalmente vietare queste pratiche. La prova di tutto questo è che dei ricercatori italiani studiano il clima, e che gli aerei militari USA possono sorvolare il nostro territorio(4).

L'autore di questo capolavoro di comicità è nientepocodimeno che l'onorevole Domenico Scilipoti. Quello che il 14 dicembre scorso ha salvato Berlusconi, passando dall'opposizione alla maggioranza perché Di Pietro non dava sufficiente peso alle sue idee sull'omeopatia. E che ha organizzato una manifestazione a suo favore pagando una ventina di "dimostranti".

È anche autore di diversi libri. Mi ha colpito in particolare Multiterapia Biológica (MDB) na Prevençâo e no Tratamento do Câncer. Ho così scoperto che è pure un acceso sostenitore del metodo Di Bella, come si può vedere sul suo sito.

Braccia rubate all'agricoltura? No, io un pomodoro coltivato da questo qui non lo mangio, non mi fido mica.

Aggiunta, 28/02/2011

Naturalmente non sono il primo a cercare di capire chi sia Scilipoti. Segnalo la biografia ragionata di Simone Angioni, e quella di Kelebek. Che sono andati a cercare di capire cosa sono la ventina e passa associazioni dai nomi pittoreschi di cui Scilipoti è presidente, rettore, garante scientifico, o sua eccellenza della società reale assira.

(12/04/2011):

Scilipoti ha anche idee molto singolari (be', sono quelle canoniche di chi non capisce come funziona l'emissione di moneta) sul tema del signoraggio bancario. La cosa allucinante è che a questo individui verrà concesso un dipartimento del ministero delle finanze, ed un dipartimento del ministero della Sanità, per poter mettere in pratica le proprie idee sul signoraggio e sull'omeopatia.

Note:
(1) Su wikipedia ne erano elencate 14. Mancava la terza del sen. Ciccanti. Ho provveduto a correggere la pagina.
(2) non che le altre 14 brillassero per logica, s'intende
(3) infatti le colture OGM sono diffusissime in Italia
(4) rivelazione epocale, per me che ho vissuto 14 anni a due passi da Aviano e il resto della mia vita a 80 km da Camp Darby

domenica 28 novembre 2010

Disinformatori d'annata.


Secondo i sostenitori del complotto delle scie chimiche, le scie di condensa durano al massimo un paio di minuti, e difatti prima del 2004 (o del 1990, dipende dalle versioni) non c'erano scie persistenti.

Ma esiste un dipinto di Giorgio Morandi del 1958, intitolato "Cortile di via Fondazza, 1958", opera V.1116, che mostra alcuni tetti visibili dal suo studio di Bologna, in cui sono evidenti due scie bianche nel cielo blu. Così scrive un testimone che vide il quadro nel suo studio (F. Arcangeli: Giorgio Morandi, Milano 1964, p 323):

Ricordo che un giorno, qualche anno fa, in un quadro il cielo si caricò d'un teso cobalto, le case parvero improvvisamente presenti a qualche evento estremo, e in alto era, lunga uguale incombente, la scia d'un reattore.

Il dipinto, di proprietà del Museo Morandi di Bologna, è quello riprodotto in questo post (tratto da una pagina in tedesco). È ora esposto alla mostra "L'essenza del paesaggio" alla fondazione Ferrero di Alba (CN), fino al 16 gennaio 2011.

Ringrazio della segnalazione Sergio Chiappino

mercoledì 17 novembre 2010

Ma chi fa queste scie in cielo?

Le scie chimiche sono ormai un tormentone, con decine di interrogazioni parlamentari, mozioni comunali, conferenze, servizi di Voyager o Mistero... E quindi una volta ogni qualche mese finisco per occuparmene.


Visto che ho un bel teleobiettivo, costatomi la favolosa cifra di 26 euro, ho voluto provare a capire chi ha fatto questa particolare scia, fotografata 12 minuti dopo il passaggio dell'aereo.


La foto del colpevole è qui sotto. Si tratta (come si può vedere dal sito flightradar24.com) dell'aereo con transponder AZA1590, che scopro corrispondere al volo Alitalia AZ7590, partito alle 7 da Verona e diretto a Fiumicino. Difatti lo seguo, nella mappa qui a fianco, e vedo che arriva a Fiumicino on una decina di minuti di ritardo. L'aereo è un 737-300, lungo 31 metri, per cui dalla foto riesco a capire che è a 22 km di distanza. Purtroppo con la foschia odierna occorre un po' di fantasia per individuare il logo dell'Alitalia sull'impennaggio di coda (Si tratta in realtà di un arero Air Italy, forse questo ma onestamente non si riconosce neppure il loro logo). Con un minimo di trigonometria so anche che è a 8000-8100 metri di quota, e 20 km di distanza orizzontale, il che torna con il punto della rotta indicato in rosso nella mappa. Dai radiosondaggi odierni, vedo che sopra Roma (la stazione più vicina a Firenze) ci sono -47 gradi e 70% di umidità relativa, condizioni ideali per la formazione di scie persistenti.

La scia difatti è durata un'ora prima di disperdersi tra i cirri presenti in quota (nella foto sotto com'era dopo mezz'ora), e nel frattempo si era spostata di una quarantina di km. Un altro aereo ha lasciato una seconda bella scia parallela (faceva la stessa rotta). La rotta passa abbastanza distante da casa mia, ma le scie ora sono una a destra e una a sinistra: ecco risolto il mistero delle "scie che non rispettano le aerovie", grazie ad un banale vento in quota di circa 50 km/h.

Tutta questa mole di informazioni mi è costata una decina di minuti di lavoro, senza disporre di nessuna costosissima attrezzatura, nessun telemetro, nessun"radar passivo" (il radarnav utilizzato da alcuni ricercatori indipendenti non è un radar). Possibile che prima di gridare al complotto non si possa fare altrettanto?

Seconda puntata:
Cercando di cogliere al varco un aereo più vicino, mi accorgo che:
1) Ne passano tantissimi. Ma è difficilissimo beccarli, ho beccato un aereo dell'Air France per pochi secondi, e l'ho perso quasi subito.
2) La maggior parte non rilascia scie. Se vediamo 10 scie, anche in una giornata come oggi, vuol dire che sono passati 50 aerei. Se non vediamo nessuna scia, sono passati egualmente 50 aerei.

In conclusione:
- gli aerei sono senza insegne perché sono lontani (o visti da sotto) e non le distingui, con un buon obiettivo le insegne le vedi. Non in quello sopra, ma ad es. questo a fianco è della Emirate Airlines fotografato alla distanza di 54 km. È grossomodo sopra il Monte Cimone, in Emilia a nord di Pistoia.
- gli aerei sono civili, di compagnie ben note, che puoi facilmente identificare. Es questo è un B777, n. di serie 32793, nel volo EK93 per Malpensa.
- gli aerei seguono le aerovie. Ma un aereo a 20 km è perfettamente visibile, a 50 ancora abbastanza, quindi le aerovie interessate possono essere parecchio distanti.
- gli aerei spesso sono "invisibili". Li vedi quando rilasciano scie, o quando ti passano proprio sopra. La maggior parte degli aerei non rilascia scie (persistenti).
- le scie si formano alle quote e alle condizioni tipiche da formazione di scie, durano quel che ci si aspetta durino, hanno la conformazione che devono avere.
- le scie sono parallele perché in un'ora si muovono e gli aerei successivi fanno la stessa rotta e le ridisegnano.

sabato 30 ottobre 2010

Pareidolia

Ho finalmente avuto il tempo di guardarmi l'incontro tra Giorgio Pattera e Simone Angioni sul tema delle scie chimiche. Sapete, quell'idea per cui le scie bianche dietro gli aerei non sarebbero composte d'acqua (come le nubi a cui assomigliano tantissimo), ma da micidiali veleni deliberatamente sparsi sulla popolazione.

Vi chiederete perché me ne occupo, perché perdo tempo dietro a qualcosa che ritengo personalmente una sonora bufala. Ho cercato di spiegarlo qui. Evidentemente c'è un numero di persone non piccolo che è convinto che se di un argomento se ne parla a Voyager, su blog, si trovano dossier in rete, allora deve essere vero. Questi ricercatori indipendenti mica saran così folli da sostenere queste accuse gravissime senza prove? E difatti anche tra i parlamentari o gli amministratori pubblici passa questa idea, si fanno in media tre interrogazioni parlamentari l'anno (vedi anche qui)ed un numero imprecisato di mozioni in consigli comunali. Insomma, tanno innocue queste idee non sono.

Ma torniamo alle "prove". Altri han spiegato meglio di me tutte le tremende incongruenze infilate a ripetizione da Pattera. Qualcuna rasenta il comico, come quando mostra la sezione di un motore a getto spiegando che si tratta di DUE motori (ingannato dal disegno, simile a quello qui sotto).
Altre sono più gravi, come quando sostiene che le scie non possano formarsi sotto il 70% di umidità, mostrando come prova un grafico con le condizioni per la formazione di condensa in cui è scritto chiaramente che queste si formano anche a umidità relativa nulla. O quando confonde milligrammi e microgrammi in un'analisi chimica.

Ma vorrei concentrarmi su un singolo particolare. A un certo punto Pattera comincia a perdere il filo, e mostra a ripetizione immagini che secondo lui sarebbero prove inconfutabili. Tra cui questa, che mostra un quadrimotore che evidentemente sta irrorando, le scie densissime secondo lui provengono dalle ali, non dai motori. Si tratta di un chiaro caso di pareidolia, vediamo in un'immagine quel che vogliamo vederci, non quello che nell'immagine c'è veramente.


Basta infatti considerare che l'aereo sta curvando, è visto praticamente di fronte, e le scie si formano sempre un po' dietro i motori, e si vede che queste escono proprio dai motori. Basta tracciare delle linee per evidenziare l'origine della scia, e queste finiscono esattamente sugli ugelli dei motori.


Ma Pattera non si dà per vinto: le scie sono evidentemente 8 mentre i motori sono 4. La stessa cosa viene sostenuta nell'analisi che ho fatto di un'altra foto, tempo fa. Torniamo alla storia del motore doppio. Se Pattera vede due motori dove ce n'è uno, vede anche due scie dove ce n'è una sola. Per lo stesso motivo: confonde un oggetto cilindrico con due oggetti, le due pareti laterali del cilindro. Da astronomo, posso portare un sacco di esempi. Credo molti astrofili riconosceranno la foto qui sotto, è M57, la nebulosa anulare della Lira.


Quando si comincia a studiare astronomia si impara che questi oggetti sono un guscio sferico di gas, quel che resta dell'atmosfera della stellina centrale, espulsa nel processo che la porta a diventare una nana bianca. E un guscio sferico appare così, le pareti viste di taglio sono più spesse della parte di nube vista frontale, e quindi danno alla nebulosa l'aspetto di un anello di fumo. In quest'altra immagine vediamo una stella appena formata. La piccola clessidra luminosa al centro è la nube di gas e polvere illuminata dalla stella, tagliata al centro da un anello di materia più densa che darà origine ai pianeti. La stella emette due getti conici di gas, che "brillano" quando urtano contro le pareti del cono. E ancora vediamo le pareti laterali in modo molto più netto che non la porzione centrale del cono, in prospettiva più sottile.
Con le scie succede la stessa cosa. Il gas umido e caldo si raffredda prima, condensando, nella parte esterna del getto, che quindi all'inizio ha la forma di un cilindro cavo. Poi il tutto si rimescola e la scia diventa compatta. E vista di lato la vediamo (talvolta) doppia.

La cosa incredibile è come dopo tutte queste spiegazioni c'è chi continui a vedere 8 scie che escono dal bordo dell'ala. Al massimo ti concedono che la seconda scia da sinistra esca dal motore (si vede cominciare sotto l'ala). Ma le altre no.

Be', le prove del complotto globale sono queste. Fate voi...