venerdì 12 giugno 2009

Mobilità senz'auto, gioie e dolori

Sono senz'auto, cosa di cui non mi sono mai pentito.

Significa un sacco di libertà, in primis economica, risparmio almeno 300 euro al mese, 200 tenendo conto di tutte le spese per le alternative e per le disavventure varie. Persino un furto di bici si ammortizza in un mese. Poi non ho ingrullimenti con assicurazioni, multe, tagliandi, non so proprio quale sia il prezzo attuale della benzina, mi muovo molto più velocemente nel traffico cittadino, parcheggio quasi dove mi pare. Certo che bici, motorino elettrico, treno presentano ogni tanto i loro inconvenienti. Ma vi assicuro che un'auto ne ha di più.

Per le volte che di un'auto non puoi fare a meno mi sono abbonato al servizio di car sharing. Prenoti in internet, di solito la trovi anche se prenoti all'ultimo, magari qualche volta devi allungare e invece del parcheggio vicino a casa devi andare a prenderti l'auto in bici un po' lontano. In un anno spendo meno di quanto mi costi l'auto in un mese, parcheggi e benzina sono inclusi, e le volte che devo trasportare cose più grosse posso scegliere un furgoncino.

Il neo è costituito dal'inciviltà degli altri automobilisti. Chiaramente le auto del car sharing hanno i loro parcheggi riservati, non puoi fare la caccia all'auto quando la vai a prendere. Ma appena la prelevi qualcuno ci parcheggia la sua, e al ritorno spesso trovi il posto occupato. Mi è successo ieri notte, e sfido a trovare un parcheggio dopo mezzanotte a Firenze. Dopo 20 minuti ne trovo uno ragionevolmente vicino, chiamo il servizio assistenza e segnalo la cosa. Ma per sfiga quel parcheggio deve essere in un punto "in ombra", non riescono a far arrivare al computer di bordo dell'auto l'autorizzazione a lasciarmi andare. Un'ora di tentativi, e desistono. Devo portarmi dietro le chiavi, e chiaramente il prossimo utente non la potrà usare. Vado a letto alle 2. Il tutto si risolve stamane, nella notte sono riusciti a sbloccarla e io posso chiudere con l'apposita tessera magnetica, lasciando dentro le chiavi come di regola. Resta che il prossimo dovrà telefonare, farsi spiegare dov'è l'auto, e trovarla. E che vado avanti a caffé.

Domanda: voi cosa avreste fatto al SUV dello stronzo che occupava il parcheggio?

14 commenti:

markogts ha detto...

Io avrei scritto un post sul mio blog ;-) Se ti può consolare un po' di mal comune mezzo gaudio, ieri tornando dal lavoro in bici stavo per essere investito da un ubriaco. Quando l'ho fermato per gridargli tutta la mia rabbia, ha etilicamente ammesso che non si era accorto di nulla, neanche della mia manata sul suo parabrezza.

Per quanto riguarda i costi dell'auto, io ho un'auto che consuma parecchio e che tengo maniacalmente. Finora, in quattro anni e 4 mesi, ho speso circa 28.000 euro: 9000 tra acquisto e ripristino carrozzeria (ho comprato un'auto usata), 4500 di assicurazione, 4500 di manutenzione ordinaria e straordinaria(comprese le gomme estive e invernali), 1750 di bolli, 8000 di benzina (65.000 km, 11,5% di consumo medio, benzina slovena a prezzo minore) più varie ed eventuali. E' una bellissima auto, soddisfa abbastanza bene la mia passione, però i costi sono notevoli. Siamo sui seimila euro all'anno / 40 centesimi al km.

Nico ha detto...

Non penso che sia colpa del mezzo se il proprietario è un coglione. Lo sarebbe ugualmente anche avesse una bianchina.
E' lo stesso concetto che rendere le armi tanto "cattive" agli occhi della gente. Se una pistola la lasci in un cassetto, non uccide nessuno. Guarda caso in Italia la percentuale di delitti con coltelli da cucina è la più alta, eppure vai in qualsiasi supermercato e compri vere e proprie mannaie da cucina anche se sei minorenne.

Tornando alla tua domanda, al "mezzo di locomozione" del coglionazzo, avrei preso dell'olio dei freni esausto (con dei guanti di protezione) ed avrei scritto sulla fiancata sono un coglione che parcheggia dove cazzo vuole. Durante la notte la vernice su tutta la parte toccata dall'olio si sarebbe sollevata e staccata, obbligando il coglione ad una spesa non indifferente oltre al periodo di derisione totalmente meritata. Questo lo avrebbe educato sul fare più attenzione. IMHO.

Gianni Comoretto ha detto...

Sul mezzo. Se uno ha un SUV perche' abita in una cascina di campagna, o perche' deve spesso trasportare cose pesanti in posti assurdi, d'accordo. Se ha il SUV a Firenze, dove le strade sono strette, i parcheggi fitti, e la concentrazione di SUV tra le più alte d'Italia, qualche sospetto sul cervello del proprietario viene.

Io non ho una pistola, perché temo che in certe circostanze sarei tentato di usarla. E mi prevengo.

@Marko
Io avrei messo la foto con targa del tipo sul blog, ma non mi andava di tornare a casa a prendere la macchina fotografica. Comunque gli ho lasciato un pepato bigliettino.

Con 15 mila km l'anno il car sharing non conviene. Ma 40 km al giorno forse possono essere spalmati su altri mezzi più economici.

Nico ha detto...

Sul proprietario non ci sono dubbi.. purtroppo però è sempre il mezzo che ne subisce le conseguenze.

Io vorrei tanto avere un'auto completamente elettrica.. immagino tu abbia visto il filmdocumentario Who killed the electric car?

Giovanni ha detto...

Ah, piacerebbe molto anche a me riuscire a rinunciare all'auto, anche perché non sono particolarmente patito del mezzo e non provo particolare piacere a guidare. Oltre ad essere una spesa veramente eccessiva.

Purtroppo già solo a portare i borsoni delle varie attività mi serve un'auto quasi ogni sera, senza contare le rievocazioni in cui la mia povera macchinina viene riempita fino all'orlo.

Per ora ce la stiamo cavando bene con una macchina in due, un paio di bici e una vespetta, ma se potessi, rinuncierei volentieri alle quattro ruote, che peraltro danno così da fare con tutte le scadenze di revisione, tagliando, assicurazione, bollino ecc ecc di cui puntualmente mi dimentico. Perlomeno avendo una daihatsu sono riuscito a stare lontano dal meccanico.

Inoltre a Verona i mezzi pubblici non sono esattamente capillari.

Magari fosse come in giappone; una volta abbiamo sbagliato stazione sulla Yamanote a Tokyo, abbiamo fatto in tempo giusto a salire le scale, accorgerci dell'errore, scendere e già stava arrivando il treno successivo, ovviamente in perfetto orario. Fermando le porte, ovviamente, nel punto esatto in cui è segnato si apriranno.

Giovanni ha detto...

dimenticavo, anche in italia esiste almeno un blog dove postare pubblicamente le foto di chi parcheggia male, ed è anche scaricabile un adesivo da appiccicare sopra le macchine parcheggiate

http://parcheggimale.blogspot.com/

brain_use ha detto...

Non so perché ma sospettavo fosse un SUV.
Sono pochi, davvero, i casi in cui un SUV serve.

L'auto purtroppo, per noi extraurbani è un must.

Gianni Comoretto ha detto...

Per quanto riguarda le auto elettriche, esistono delle possibilita'. La Citroen aveva fatto una ottima AX elettrica, anche se pesava un accidente (in batterie), Si trovano usate. A quel punto retrofittando le batterie con un pacco di litio-polimeri o litio-ferro (non economico) si puo' arrivare a prestazioni ragionevoli, con autonomie sopra i 100 km.
http://www.aspoitalia.it/blog/nte/2009/02/21/autoelettrica/

Sulle novita' nel campo vedi http://mondoelettrico.blogspot.com

brain_use ha detto...

Non so: io ho l'impressione che dal punto di vista del consumatore i tempi non siano ancora del tutto maturi per l'elettrico.
La parola agli ingegneri.

BigRedCat ha detto...

A mio modesto parere il futuro dei prossimi 5/8 anni è ibrido. Come tecnologia "ponte" è ottimale, sia dal punto di vista "consumatore" (prestazioni eccellenti unite ad un certo risparmio) sia dal punto di vista "costruttore" (poche difficoltà tecnologiche, costi accettabili, bollino ecologico garantito).
La cosa incredibile è che molte persone che vorrebbero cambiare l'auto l'acquisterebbero volentieri ibrida ma ci sono solo 3 modelli, che io sappia, di cui uno assolutamente elitario (lexus).

brain_use ha detto...

Auto ibrida:
praticamente se mi muovo a scoppio porto dietro motore elettrico e batterie a ufa. Se mi muovo in elettrico porto dietro il motore a scoppio per niente.
Sarò strano io ma non mi pare poi 'sta genialata.

Gianni Comoretto ha detto...

Il problema maggiore dell'auto elettrica e' l'autonomia. Diventa difficile, anche con le Litio Polimeri, fare lunghi tragitti, ogni 100 km devi fermarti 2 ore a ricaricare, e non esiste una rete di ricarica. Anche se basterebbe poco, una presa industriale con un contatore ai distributori.

Quindi anche se l'auto la usi praticamente sempre per piccoli spostamenti (max 40-50 km al giorno), non prendi un'auto elettrica.

Le ibride han senso se hai un piccolo generatore che lavora nel punto ottimale del motore a scoppio (ibrido seriale). In questo modo hai lunghe autonomie, e rendimenti praticamente doppi rispetto ad un motore a scoppio "puro" in ciclo urbano.

Comunque e' tutto il nostro modello di mobilita' che funziona male. Il petrolio è di nuovo in risalita, i margini di manovra dell'offerta sono ridottissimi e appena la domanda e' risalita siamo daccapo con il caro benzina.

markogts ha detto...

Qualche chiarimento sull'ibrido.

Non è vero che l'ibrido è una somma di difetti, brain. Ti mostro questo grafico che spiega tutto agli iniziati 8-P. Questo è il diagramma di consumo specifico di un motore a c.i., in particolare del 1.9 tdi VW (ma uno vale l'altro). Sull'asse x i giri, sull'asse y la pressione media effettiva, proprozionale (tramite la cilindrata) alla coppia. La curva superiore è (praticamente) la curva di coppia massima, che si ha con l'acceleratore premuto a tavoletta. Le "isoipse" sono zone a consumo specifico costante(l'inverso del rendimento, si misura in grammi di combustibile per kWh). Come vedi, c'è una valle, il cui punto più basso è a 1800 giri circa e ad elevati valori di "y". Cosa vuol dire? Vuol dire che, a 1800 giri, il motore consuma molto meno se l'acceleratore è premuto a fondo che non se è parzializzato.

Come?

Sì. Proprio così: il rendimento dei motori a c.i. è maggiore quanto più è premuto l'acceleratore. Ecco perché i motori grossi consumano di più: sono costretti a lavorare molto parzializzati. Chiaro che con una cinquecento, sono nella zona ottimale già solo per viaggiare dritto, mentre se cerco di stare a tavoletta con una ferrari, beh... Ed ecco perché conviene mettere subito le marce lunghe, la 5a già a 50 all'ora, e premere a fondo l'acceleratore, per consumare poco.

Ecco che l'ibrido diventa una genialata. Anche solo un banale ibrido parallelo. Cosa faccio: metto un motore a c.i. più piccolo, così già statisticamente starò più spesso a pieno carico sul motore. E se mi serve ripresa? Aggiungo un "boost" elettrico, tanto in genere servono al massimo un paio di minuti per una salita. E se vado molto piano? Invece di parzializzare il motore e farlo lavorare fuori dal punto ottimale, lo lascio a piena potenza e quello che avanza lo uso per caricare le batterie.

In pratica, il tempo che un motore passa a regime ottimale aumenta in maniera drastica su un'ibrida rispetto a una "normale".

In più, con un motore elettrico così potente (per piccolo che sia, è almeno dieci volte più potente di un motorino d'avviamento), lo start&stop è uno scherzo, l'avviamento è istantaneo. In più ancora, tutte le frenate dolci è come se non esistessero, perché l'energia cinetica non la butto via in calore sui freni, ma la recupero nelle batterie. I freni restano solo per le situazioni di emergenza.

E' l'uovo di colombo.

La scelta poi tra serie e parallelo dipende fortemente dal rapporto tra potenza di picco e potenza media impiegata: per la guida cittadina, queto rapporto è circa 4, ed è ottimo il "serie"; man mano che la richiesta di potenza MEDIA aumenta rispetto alla potenza di picco, conviene il parallelo, per arrivare alla guida ad alta velocità costante, dove l'ibrido non offre quasi nessun vantaggio. Per chi fa molta autostrada, quello che conta è un motore correttamente dimensionato con un rapporto finale lunghissimo e un'aerodinamica allo stato dell'arte. Ma questo è un altro discorso.

PS Desmond e Molly (sul mio blog) hanno alla fine preso una Honda Insight. Ne parlerò, prima o dopo...

brain_use ha detto...

@marko:
molto interessante.
Grazie per le delucidazioni.

Al solito, approfondire apre diversi punti di vista che sfuggono al senso comune.