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venerdì 30 marzo 2018

Il gemello malvagio della scienza

2/02/2018: Ho ritrovato la versione originale della pubblicità del cerotto magico di cui parlo. Ho corretto delle imprecisioni, di cose che ricordavo male, ed aggiunto delle osservazioni. Sono colorate per distinguerle. 
13/4/2018: Aggiornamento in fondo. 

Chiedo innanzitutto scusa a Ugo Bardi per il plagio del titolo. Ma è troppo bello per non usarlo.

Un tema ricorrente in molti racconti è quello del gemello malvagio. Qualcuno uguale preciso all'eroe, che si spaccia per lui, ma che in realtà ha scopi malvagi. Così l'androide Data di Star Trek ha Lore, che traffica con i terribili Borg, Elan del fumetto "The order of the stick" ha Nale, e la serie del dottor Who conta innumerevoli alieni mutaforma che impersonano le persone che hanno ucciso, o imprigionate.

Il tema ha un forte appeal perché mette in crisi un elemento fondamentale di ogni relazione umana, la fiducia. Se qualcosa che sembra in tutto e per tutto una persona di cui mi fido è in realtà un altro, che trama contro di me, di chi potrò mai fidarmi?

Ultimamente ho un po' questa sensazione leggendo alcuni articoli scientifici. Il metodo scientifico è una invenzione geniale, un modo per cercare di evitare almeno le peggiori truffe che facciamo verso noi stessi, per non intrappolarci in teorie apparentemente sensatissime, ma che non funzionano. Anzi, che non hanno proprio senso. Ma è perfettamente possibile seguire apparentemente tutti i dettami della scienza saltandone il nucleo. Posso ad esempio:
  • usare termini scientifici: se parlo di elettromagnetismo, frequenze, informazioni, coerenza quantistica o entanglement sarà sicuramente una roba seria;
  • citare ricerche serie, che però dicono tutt'altro rispetto a quanto sostengo io, o che si applicano a condizioni diversissime dalle mie;
  • eseguire statistiche a prima vista ineccepibili, che però mostrano risultati sostanzialmente dovuti al caso. Un esempio classico è riportato in un fumetto di XKCD;
  • far passare un intervento a un congresso per una pubblicazione scientifica, la maggior parte delle persone non coglie la differenza. Ma in tanti congressi ti fan dire quel che vuoi, e in alcuni puoi addirittura presentare articoli sull'uso endovaginale del cetriolo, della fondazione Rocco Siffredi;
  • posso persino pubblicare su riviste che hanno tutta l'apparenza di serietà. Ce ne sono moltissime che chiudono un occhio o anche due). O in cui ho un amico nel comitato di redazione. O di cui sono io stesso il comitato di redazione;
Al gioco si prestano anche università altrimenti rispettabili, o è comunque possibile fingere un loro coinvolgimento con vari trucchi. Si tratta alla fine proprio di un gemello malvagio della scienza: sembra scienza, anche guardato da vicino, ma non lo è. E' qualcos'altro, che sta carpendo la nostra fiducia, in questo caso di solito legato a qualche prodotto da vendere.

Un caso eclatante è quello del cerotto Taopatch®, un dispositivo nanotecnologico basato su nanotubuli di carbonio e quantum dots, che emette fotoni ed elettroni coerenti e permette mirabolanti effetti sulla postura e sulle prestazioni atletiche. Il cerotto vanta anche numerose ricerche e persino un articolo su una rivista referata, in teoria il massimo della "ufficialità" della scienza. Sono quindi andato a leggermi questa documentazione.

Devo ammettere che partivo prevenuto. Perché i quantum dots sono una cosa seria, vengono effettivamente usati per realizzare laser (cioè sorgenti di fotoni coerenti) ma se non gli fornisci energia elettrica non producono nessun fotone.Mentre il Taopatch è un dischetto di plastica, che funziona senza nessuna alimentazione elettrica, semplicemente grazie al calore della pelle. Un oggetto che emette fotoni alle lunghezze d'onda della luce visibile oltretutto si dovrebbe vedere, al buio. Lo scaldi e splende come una lampadina. Te lo applichi in fronte e non hai bisogno delle noiose torce da speleologo.

Il Taopatch® funzionerebbe trasformando fotoni termici in fotoni luminosi, che hanno frequenza (ed energia) superiore, e soprattutto a temperatura di colore superiore. Si tratterebbe a tutti gli effetti di un "frigorifero gratuito", un meccanismo che assorbe energia da un corpo (il nostro) ad una certa temperatura e  la cede ad un altro (il campo elettromagnetico dei fotoni) a temperatura molto più alta, senza dover scaricare calore verso un "pozzo freddo" (funziona normalmente sotto i vestiti, che intrappolano il nostro calore). Un oggetto del genere sfiderebbe il secondo principio della termodinamica, qualcosa che se fosse verificato varrebbe allo scopritore una immediata nomina per il Nobel, e aprirebbe la strada a tutta una serie di mirabolanti macchine a moto perpetuo di seconda specie.

Ho cominciato a studiare la cosa 3 anni fa, in seguito ad un articolo su un blog di un appassionato di scienza, poi ripreso dalla giornalista scientifica Sylvie Coyaud. All'epoca (la pagina del 2015 è stata archiviata nella Time Machine, la rete non dimentica nulla) )il funzionamento del cerotto veniva imputato all' "entanglement quantistico", un collegamento tra oggetti diversi molto difficile da realizzare (ad oggi impossibile per oggetti più grossi di un atomo) e soprattutto difficile da mantenere. Pensare che un cerotto possa essere in uno stato di entaglement con parti del corpo umano (rettifico, con una "unità di memoria" che l'inventore conserva in ditta e con cui trasmette al cerotto le frequenze giuste) è semplicemente ridicolo. L'inventore deve essersene reso conto, e ha rimosso tutti i riferimenti a questo fenomeno, sostituendoli con l'apparentemente più innocua "coerenza". Ma anche la coerenza è qualcosa che non è facile da realizzare. In particolare i fotoni, nella descrizione del dispositivo, sembrerebbero coerenti con qualcosa di non meglio specificato nel corpo del soggetto a cui il dispositivo sarebbe applicato. E soprattutto andrebbe dimostrata, cosa che su dei fotoni che nessuno ha neppure mai visto credo sia complicato. Cosa siano poi degli elettroni coerenti non è dato di sapere.

Ma torniamo alla ponderosa documentazione scientifica. Si parte da una dichiarazione di conformità rilasciata dalla facoltà di Chimica dell'Università di Milano, che in pratica afferma solamente che il dispositivo è innocuo e non costituisce doping. Essendo un dischetto di plastica anallergica, assolutamente inerte, la cosa non mi sorprende.

Poi ci sono diverse tesi di laurea, o di master, e una presentazione ad un congresso. Ne è disponibile una in rete, e credo sia indicativa del livello di questi lavori. Si parte da una introduzione che ricopia le affermazioni pseudo-fisiche contenute nel sito del produttore. Noi saremmo composti al 99% da energia, e il Taopatch@ agirebbe su questa energia tramite i fotoni coerenti emessi (che misteriosamente nessuno vede). Segue una descrizione del sistema scheletro-muscolare che ci tiene in piedi, e infine le misure effettuate su 15 persone a cui è stato applicato il dischetto, confrontate con 15 persone a cui ne è stato applicato uno finto e 15 senza nessun dischetto. I dati sono difficili da interpretare, in quanto non viene fornito un elemento essenziale: quanto variano i risultati tra una persona e l'altra? Qualcosa si capisce guardando attentamente i grafici. Chi indossava il dispositivo mostra una leggerissima (qualche percento) diminuzione della lunghezza delle oscillazioni che esegue quando sta in piedi (bene), e un leggerissimo aumento dell'area su cui oscilla (male). Ma da persona a persona questi parametri variano anche di un fattore 1 a 3, e nei piccoli campioni osservati comunque ci si aspetta variazioni consistenti, anche del 20-30%. Quindi il tesista, per trovare qualcosa, ha innanzitutto calcolato il rapporto tra lunghezza ed area. Ha valutato questa quantità quando le persone tenevano gli occhi aperti e chiusi, e la lingua lasciata libera o puntata contro il palato. In questo modo trova che ad occhi chiusi, con la lingua contro il palato, il Taopatch® causerebbe un "miglioramento" del 10%. Che dai dati riportati è assolutamente casuale. Inoltre siamo nel caso del "multiple comparison bias", se cerchi abbastanza parametri ne troverai sicuramente uno che sostiene quello che vuoi tu. Non commento neppure l'ultimo capitolo, in cui si fa provare il cerotto a DUE malati di sclerosi multipla. In una malattia che ha alti e bassi, e in cui le persone sapevano di indossare un oggetto che li avrebbe dovuti aiutare, sarebbe stato strano non osservare un miglioramento in almeno qualcuno dei 20 parametri misurati.

Infine nel settembre 2017 è stato pubblicato un articolo sulla rivista (referata) "The Journal of Sports Medicine and Physical Fitness". Anche qui si parte con una descrizione del principio di funzionamento. Si riportano ricerche sugli effetti dei fotoni coerenti (stimolazione laser), dicendo però che per ottenere questi effetti si usano laser con potenze da 5 milliwatt (più luminosi di un puntatore laser) a 200 milliwatt (delle discrete bestie). Se il cerotto emettesse queste potenze, lo si potrebbe usare come lampadina.

Anche qui sono stati analizzati 15 volontari con il cerotto "vero" e 15 con un cerotto "finto". Sono state confrontate la stabilità della postura prima e dopo 4 ore di applicazione del cerotto, ad occhi aperti e chiusi, valutando 4 indicatori (lunghezza totale ed area delle oscillazioni, e deviazioni dalla verticale nei due assi avanti-dietro e destra-sinistra). In totale 8 parametri, che diventano 24 in quanto si confrontano i risultati prima e dopo l'applicazione sia nei singoli gruppi di test e di controllo che i gruppi tra di loro. Solo due di questi mostrano qualcosa, l'effetto del cerotto non sposta il baricentro e non è visibile ad occhi chiusi. E solo in uno c'è una differenza significativa (e comunque modesta) tra gruppo di test e di controllo, dovuta essenzialmente ad un peggioramento nel gruppo con il patch finto, non a un miglioramento in quello con il patch vero. I dati grezzi non sono riportati, lo sono solamente le conclusioni, e quindi non è possibile ripetere e verificare l'analisi statistica. I ricercatori sembrano comunque rendersi conto dei limiti del lavoro e parlano di "risultati preliminari" che "devono essere confermati da altri studi".
Ho trovato un'altra valutazione dello studio, effettuato da un medico che arriva a conclusioni simili alle mie, sul sito Chiedi le prove.  

In conclusione
. Se il cerotto funzionasse come descritto nelle ricerche splenderebbe al buio, permetterebbe il moto perpetuo, la comunicazione di informazione istantanea in barba alla velocità della luce, e richiederebbe in generale una revisione della fisica oggi nota a partire dai suoi fondamenti. Il fortunato scopritore concorrerebbe a pieno titolo per il Nobel, e verrebbe inseguito dalle più prestigiose università, oltre a poter fare una valanga di soldi con le applicazioni delle sue scoperte. Non esiste neppure una minima indicazione, in tutta la documentazione fornita, che sostenga queste affermazioni.

Resta la domanda: ma funziona? A sentire i testimonial sì, ma sappiamo da almeno 50 anni che se ti dicono che una cosa funziona, almeno su qualcuno funzionerà. Magari poco. Magari ti sembrerà solo che funzioni anche se non fa nulla. Gli studi disponibili (essenzialmente due, il master e l'articolo su rivista) mostrano il primo un effetto praticamente nullo, e solo sui parametri scelti a posteriori come quelli "giusti". Il secondo un effetto debolissimo, che un testimonial non sarebbe mai in grado di rilevare, e nel senso opposto al primo. Che gli stessi autori dell'articolo sostengono vada confermato prima di crederci davvero.

13/4/2018: In una intervista, l'inventore del cerotto ha precisato che il termine "patch" va inteso in modo informatico, come "aggiornamento software".
Poniamo che sia vero, che lui abbia scoperto il modo di utilizzare una tecnologia assolutamente innovativa. Significa che il cerotto sta aggiornando il software del nostro cervelletto. In pratica, sta modificando il nostro sistema nervoso con un apparecchio che è in comunicazione con un sistema informatico (disco a stato solido criogenico) nella sua ditta. Chi ci garantisce, ad esempio, che le modifiche non intervengano anche in altre parti del cervello? O che non siano bidirezionali, e che quindi la tecnologia non consenta l'accesso ai nostri ricordi, che finirebbero nel disco a stato solido? Voi consentireste una "patch" non meglio specificata al vostro portatile usando un dispositivo controllato a distanza? E se al portatile no, perché invece al cervello sì?

domenica 5 gennaio 2014

Riequilibrio quantistico

Riassunto

Visto che il post è lungo, riassumo.
La meccanica quantistica è sufficientemente misteriosa, e poco conosciuta, da poter essere usata da pseudo-scienziati per spacciare le peggiori cialtronate come "fisica". Basta metter dentro un numero sufficiente di termini come "polarità", "frequenza",  "interferenza", "vibrazione" e il tutto apparirà molto più credibile.
Qui provo ad analizzare una tecnica, presentata attraverso alcuni video, e di cui avevo parlato in un altro blog. Ma siccome lo "scopritore" del video non accetta critiche, ha incaricato il suo legale di minacciare di querela quel sito, che ha cancellato la pagina.

La meccanica quantistica, tra mistero e scienza

Richard Feynman diceva che la leggenda per cui solo due persone capissero la relatività di Einstein era appunto una leggenda. Si tratta di una teoria complessa, in parte controintuitiva, ma alla portata di uno studente universitario. Invece, sosteneva, non esiste nessuno che capisca veramente la meccanica quantistica (confidenzialmente detta MQ). E detto da uno che su studi legati alla MQ ci ha vinto il Nobel e che ha scritto i migliori libri divulgativi sull'argomento c'è da crederci. La MQ implica un sacco di concetti che ci appaiono contraddittori, sembrerebbe implicare misteriose azioni a distanza istantanee, descrive il microcosmo in modo fondamentalmente diverso dal mondo sensibile ma non si riesce a capire a che punto scatti la differenza.  La MQ è comunque una teoria precisa, predittiva, in cui fai i tuoi conti ed ottieni i risultati di quel che poi effettivamente vedi. Non è "misteriosa" nel senso che c'è spazio per fenomeni "che la scienza ancora non spiega", se un fenomeno accade per via di effetti quantistici posso farmi i conti e vedere come e perché quel che vedo succede. O non succede.


Ma proprio per la sua misteriosità, per suoi i tanti aspetti paradossali, la MQ è diventato un paradigma per tutti gli "scienziati alternativi". Basta dire che una certa cosa sia "quantistica" e questa assume subito una patente di scientificità. Chi ne nega la validità è perché non riesce ad addentrarsi nei misteri della MQ, e anche se l'imbonitore non ha la minima idea di cosa sia un'hamiltoniana (uno degli strumenti matematici base della MQ) ci sarà sicuramente qualcuno che ha sviscerato questi misteri. A lui basta mettere qualche parola presa a prestito da un articolo divulgativo, come "entaglement", "non località", o anche solo la vecchia "frequenza" che fa sempre molto scienziato. E ovviamente il tutto è "olistico" o addirittura "olografico".

Tempo fa un'amica mi ha segnalato un video di uno di questi novelli Feynman, il dott. Marco Fincati, laureato in Scienze Statistiche ed inventore del "riequilibrio quantico integrato". Si tratta solo di uno degli innumerevoli esempi di uso improprio della parola "quantistico", ma è abbastanza emblematico da meritare un post.

Ma cura o no le persone?


Benché il Dr. Fincati dichiari che il suo metodo ha avuto efficacia su 2000 pazienti testati da lui, nel suo sito scrive: “Il Metodo RQI® e gli insegnamenti del Dr. Marco Fincati non sono ancora interamente riconosciuti dalla scienza ufficiale. Non possono quindi garantire risultati”.  "Il Metodo non può garantire risultati per il benessere e la salute, la crescita personale e spirituale, la realizzazione di sé e dei propri desideri”. Evidentemente si sa che l'esercizio abusivo della medicina è un reato, e quindi si mette le mani avanti, muovendosi tra un "io non do consigli medici" e un "i miei pazienti guariscono". Il metodo consente di "vivere in uno stato di benessere ed indipendenza totale", risolvere problemi di salute, di autostima, pure i problemi economici, ma "non sostituiscono il consulto di un medico o di uno psicologo". Nel sito si sostiene che il cancro è naturale e la chemioterapia è dannosa, gli psicofarmaci "restringono il cervello", ma mi raccomando, non ascoltatemi ed andate da un medico. Detto in altre parole, se seguite i miei consigli e vi va male, sono cavoli vostri, io non vi ho mica detto nulla. 

Naturalmente altro che "non interamente riconosciuto", il metodo è proprio totalmente sconosciuto alla scienza e ci fa a pugni. Del resto il metodo non cerca neppure conferme nel modo scientifico. Evidentemente funziona e basta, mica serve controllare. Perché evidentemente il metodo scientifico non è verificare che funzioni. Come per ogni pseudocura che si rispetti i testimonial positivi sono sufficienti a dimostrare tutto. Non si sa, naturalmente, quanti testimonial negativi ci siano, o quanto la soddisfazione del cliente derivi dall'aver sborsato centinaia di euro (234 euro per un videocorso, dai 400 in su per un corso in aula) e non volersi sentire dei fessi che si sono fatti fregare.
 
In un'intervista racconta che alcuni anni fa, in una conferenza dal titolo “La fisica quantistica al servizio della salute”, gli si aprì un mondo. In quello stesso giorno conobbe un personaggio che guariva le persone con tecniche olistiche, un rabdomante che con la sua bacchetta riusciva a comunicare con le frequenze del suo corpo e correggeva le sue frequenze sbagliate. Grazie a questo approccio e ai generatori di frequenza guarì dalle sue ernie, dalla dermatite e dalla miopia. L'intervista si trova qui.

Ultimamente sono apparse alcune critiche a questo metodo. Da un lato Fincati ringrazia, le critiche gli permettono di affinare la comunicazione, era stato un tantino impreciso. E poi chi critica il metodo è evidentemente troppo indottrinato dalla scienza ufficiale, che lui combatte (ma non dovevamo rivolgerci ai medici?), non sta semplicemente sottolineando, civilmente, le assurdità che vengono affermate nel sito.

Purtroppo ha anche cominciato a spedire lettere di avvocati a destra e sinistra per cui alcune pagine di critica del RQI sono state oscurate, inclusa una che conteneva un mio intervento. Questo mi ha spinto a scrivere questo post, in cui ogni responsabilità legale di quanto scritto è solamente mia. Sottolineo che le considerazioni sono rivolte in generale alle teorie fisico-mediche del RQI e non a persone specifiche. 

La kinesiologia applicata

Non posso giudicare direttamente il metodo, in quanto per conoscerlo dovrei sborsare i 234 euro. Mi limito quindi a commentare alcuni video illustrativi, che utilizzano moltissimo, per mostrarne la presunta efficacia, la cosiddetta "kinesiologia applicata": l'operatore spinge la persona e questa oppone o meno resistenza a seconda delle "energie" e delle "frequenze" che riceve. Siccome il metodo è ampiamente usato, è stato oggetto di studi specifici, che ne hanno dimostrato la totale inaffidabilità. Ho provato a consultare dei fisioterapisti, a riguardo. 

Il metodo assomiglia all'esame muscolare, un metodo manuale per accertare la capacità di muscoli o gruppi muscolari di funzionare durante il movimento o la loro capacità di fornire stabilità e sostegno. In caso di patologie neuromuscolari, neurologiche e muscolo-scheletriche questo esame fornisce importanti informazioni al medico, per la diagnosi e per valutare l'efficacia dei trattamenti. Per condurre correttamente un test muscolare l'operatore deve avere una competenza specifica e approfondita delle funzioni muscolari: bisogna infatti porre il paziente in una posizione che dia la migliore stabilizzazione, posizionare la parte da esaminare contro gravità, esercitare la pressione in modo opposto alla linea di trazione del segmento muscolare esaminato consentendo al paziente di ''fare forza'', valutare la forza con una opportuna scala di misurazione. Nella kinesiologia applicata l'operatore sente la forza o la debolezza di un muscolo (generalmente viene usato il deltoide, cioè il muscolo della spalla).

Le prove sono effettuate senza una scala specifica (un qualche strumento di misura della forza), la forza viene applicata senza che il paziente sia posto in una posizione stabile, e spesso si cambia anche la direzione verso cui la si applica. Sia l'operatore che il paziente sanno cosa viene provato, e implicitamente cosa ci si aspetti dal test.

A fugare ogni dubbio sulla validità di questa tecnica ci hanno pensato Haas e colleghi con questo articolo: la kinesiologia applicata non ha alcun valore predittivo, in poche parole se si prendono alcune semplici precauzioni (tipo non dire a operatore e paziente cosa viene testato) non è più efficace del tirare ad indovinare.

Il metodo RQI© (certo, c'è pure il copyright)

E torniamo a noi, e ad alcuni video (qui) in cui viene spiegato il metodo. In questo primo video una signora mostra più o meno resistenza nel braccio a seconda della posizione dello sperimentatore che glie lo abbassa. Vediamo subito messo in pratica quanto detto sopra, la forza di un muscolo dipende dalla posizione contro cui spinge. Lo sa anche bene chi pratica arti marziali, spesso basta spostare o ruotare leggermente un arto per immobilizzarlo. Altro che "polarità positive o negative" e le solite "frequenze".

Ma entriamo subito nell'altro aspetto della kinesiologia, la difficoltà di misurare in modo oggettivo la forza (non ci sono dubbi che il robusto dottore possa agevolmente spingere il braccio della signora) e la suggestione di chi si trova sul palco, che non poteva far altro che confermare l'aspettativa del suo sperimentatore, il quale con vere e proprie ingiunzioni suggestive, le faceva fare esattamente ciò che tutti si aspettavano. Anticipando che avrebbe perso parte della sua forza mettendosi davanti e interferendo con la sua polarità (come la si misura bisogna ancora capirlo) la donna, inconsciamente, ha ridotto la forza sotto la pressione dell'uomo così come, sempre con probabile buona fede, ha messo più forza quando le è stato detto che il suo campo energetico era libero da interferenze, confermando l'aspettativa di chiunque.
Più lo sperimentatore è deciso, più si vuole che esso abbia ragione, meno ci si sottrae da vere ingiunzioni suggestive sempre emesse in buona fede. Alla luce di questo filmato verrebbe spontaneo fare alcune domande. C'è un metodo alternativo, una sorta di prova del 9 per confermare che la presenza di oggetti davanti agli uomini interferiscano con qualche energia da renderli più deboli? O lo si comprende solo con il test muscolare? E se così, lo sperimentatore ha preso in considerazione l'effetto Rosenthal? In questo esperimento certamente NO!

Il tutto ricorda da vicino i famosi braccialetti energetici olografici, la cui validità veniva dimostrata con lo stesso metodo. Si ricorderà come Le Iene riuscirono a "dimostrare" allo stesso modo l'efficacia di una banda di plasticaccia qualsiasi.

Nel secondo video si ripete l'esperimento con un telefonino. Valgono le stesse considerazioni fatte sopra. Sarebbe semplicissimo eseguire questi test in modo “cieco”, senza che né lo sperimentatore né il soggetto sappiano cosa dovrebbe succedere. Ad esempio usare un telefonino spento od acceso (senza che si veda) scelto a caso. Entriamo nell'annoso problema dell'elettrosmog, dei presunti danni dovuti alle onde elettromagnetiche, e viene citato un "Appello di Friburgo", che si afferma essere stato sottoscritto da 60 mila medici. Ricordando che comunque la comunità scientifica ha posizioni molto diverse sull'argomento, è interessante notare che questo appello, diffuso in tutto il mondo, ha sì raccolto 36 mila adesioni (un numero non altissimo per una petizione online), ma che solamente un migliaio di queste sono di medici. Trovare in 10 anni solamente 1000 medici, in tutto il mondo, che sostengano una tesi mostra come questa non sia per niente condivisa.

Nel terzo video si parla di intolleranze alimentari. Qui c'è proprio uno studio, il test muscolare kinesiologico non è più utile del provare ad indovinare. Dai video si nota inoltra che il test muscolare viene eseguito in maniera grossolana, non c'è la stabilizzazione del corpo e vengono adottati un sacco di compensi. Per ogni muscolo ci sono regole precise da adottare, regole che non vengono mai rispettate dai video disponibili.

Non risulta poi chiaro a cosa si sia intolleranti. A certi cibi? Ai metalli pesanti? Per il relatore anche le tossine sono metalli pesanti, e gli inquinanti dell'aria sono tossine, un buon corso di chimica di base non farebbe male. Un fugace riferimento alle scie chimiche poi elimina ogni dubbio. E comunque il metodo consentirebbe di "riequilibrare" le "frequenze negative" delle "tossine", possiamo continuare a vivere in un mondo inquinato se solo "riequilibriamo le frequenze". Interessante, tutti gli sforzi del NWO per avvelenarci con le scie chimiche neutralizzati con qualche seduta di "riequilibrio".

“È fisica” dice il relatore. Dà l'idea di una persona che la sa lunga, che conosce ed applica concetti complessi, ma potenti, in grado di spiegare le cose più disparate. Ma sentite da un fisico sembrano parole in libertà. Perché tutti quei concetti si riferiscono a cose precise, misurabili, quantificabili, che lì (e da nessuna altra parte) nessuno ha mai osservato. La frequenza ad esempio è il numero di volte al secondo che qualcosa oscilla. È un numero, che devo poter contare e riportare. Non ha senso dire “una frequenza positiva”, non ha senso parlare di frequenza senza dire quale frequenza. "interferenza costruttiva/distruttiva" pure suona molto fisica, ma significa, per il relatore, solamente "qualcosa che fa bene/male". Con la fisica non c'entra nulla, anche se poi mostra un apparecchio che secondo lui genererebbe "interferenze costruttive". Se generasse "passati prossimi" suonerebbe più grammaticale e meno fisico, ma il significato (o non significato) sarebbe lo stesso.

In conclusione

Se non fosse che poi questa persona consiglia ai suoi ascoltatori come curarsi, cosa mangiare, dove vivere sarebbe da sorriderci sopra. Purtroppo con la salute della gente non c'è molto da ridere.

sabato 20 novembre 2010

Come fosse Antani

Se hai da vendere un oggetto con prestazioni fantascientifiche, che so un tubo magico che raddoppia il rendimento della tua auto, una coccinella che scherma totalmente gli effetti negativi delle onde del cellulare senza impedirne il funzionamento, un motore che una volta avviato non si ferma più anche se stacco la spina, o un rimedio che fa passare il raffreddore in meno di una settimana, corri sempre lo sgradevole rischio che l'acquirente ti chieda "sì, ma come funziona?"

Per cavarsi d'impaccio esiste la collaudatissima tecnica della supercazzola, immortalata nel film "Amici miei": si sommerge l'interlocutore di brandelli di frasi prese a caso che diano la vaga impressione di qualcosa di complicatissimo, che lui non potrà mai capire, ma che tu invece padroneggi con disinvoltura.

Il linguaggio di "Amici miei" è adatto ad un film, in cui tutti devono capire che si tratta di un imbroglio, ma non può funzionare granché nella vita reale: poco scientifico e chiaramente artificiale. Molto meglio quindi ricorrere alla meccanica quantistica, o a campi elettromagnetici. Buone anche la teoria del caos e la cibernetica.

Il tutto è adattissimo per spiegare come funzioni l'omeopatia, classico esempio di qualcosa che non funziona e di cui nessuno riesce a dire perché mai dovrebbe.

Un bell'esempio si trova in questo articolo, che riprende un articolo scientifico (sic) pubblicato su "Homeopatia". A parte perle come "radioattivo" al posto di un probabile "radiativo" (l'omeopatia sarebbe radioattiva? Preoccupante), l'articolo risulta assolutamente senza senso. Forse colpa del giornalista, per cui sono andato a cercare l'articolo originale, di un certo Martin Molskj. Purtroppo ho trovato solo il riassunto, che effettivamente non è più chiaro.

Da una veloce ricerca su "omeopatia quantistica" troviamo questa perla concentrato di nonsensi. A cominciare dal nome del fisico padre della meccanica quantistica, un certo Borch che probabilmente sarebbe Bohr. Scopriamo quindi che:

La materia è frequenza elettromagnetica condensata, e quindi tutti i corpi emettono frequenze (energia) e possono anche riceverle. Tutte le cellule del corpo umano grazie al loro DNA che funziona come un trasmettitore-ricevitore sono in continua connessione elettrica e modificano sé stesse a seconda dei messaggi.

Se avete un PhD in fisica teorica, masticate diagrammi di Feynman come fossero noccioline e non avete capito nulla da questi due articoli consolatevi, non c'è niente da capire. Se invece non sapete nulla di fisica quantistica, consiglio una lettura di questo articolo.

Il sito di omeopatia quantistica si rifà ad

un’apparecchiatura non invasiva di analisi che utilizza per effettuare una diagnosi clinica una tecnologia avanzatissima che sfrutta come base scientifica (quindi riproducibile) la fisica quantistica e la matematica frattale.

Tale sistema permette al medico di connettersi con il “paziente” a livello quantico, cioè analizzando le alterazioni elettromagnetiche dei singoli “mattoni” (quanti) dell’Unità Mente – Corpo, così da avere un’interfaccia oggettiva, bypassando le sensazioni “fisiche” della persona e le credenze o i preconcetti del medico. Permette, quindi, di compiere una serie di incroci frequenziali che possono portare alla coscienza l’origine profonda del disagio che ha come ricaduta i sintomi fisici.


Sì, perché la medicina allopatica cura solo i sintomi (che so, un'infezione, uno squilibrio ormonale, un tumore), mentre il loro apparecchio cura le cause vere della malattia, cioè gli incroci frequenziali.

Per capirne di più sono andato sul sito del costruttore, (in inglese, purtroppo) e ho scoperto che questo apparecchio

fires low levels of current into the patient and then in a method similar in theory to radar, reads the bounced signals and transfers them to a database. The XXXX database consists of several thousand diagnostic categories from several different medical disciplines and other mystical data, including homeopathy, acupuncture, chiropractic, traditional medical, astrology and prayer wells, all of which can be transmitted by the XXXX therapeutic benefit.

[...] It works by entering data into a screen, which is fed into the XXXX’s weighted random number generator which in turn displays results.

In breve: ti manda dei segnali nel corpo, confronta come il corpo reagisce con un database astrologico, mescola il tutto in modo casuale e manda i risultati sullo schermo del PC. Per curarti ci aggiunge qualche preghiera registrata e manda il tutto indietro attraverso gli elettrodi. Il generatore di numeri casuali è importante, perché la fisica quantistica ha scoperto che la mente può influenzare il caso (se non lo avete mai sentito prima forse è perché sapete che non è vero), e quindi questo consente una migliore diagnosi.

Insomma una supercazzola funziona molto meglio se ha un po' di fili, uno schermo sul PC su cui compaiono numerini interessanti (ma assolutamente e dichiaratamente casuali), e un bel pulsante con su scritto "Inizio della procedura terapeutica", con allegata lucina lampeggiante che ti dice che i segnali terapeutici sono in corso.

Ma questi sono i cialtroni, si dirà. Bene, sul portale "omeopatianet" si può leggere un articolo del maggior teorico italiano dell'omeopatia, Paolo Bellavite, che direi quindi rappresenta bene la posizione ufficiale a riguardo. In breve l'efficacia dell'omeopatia sarebbe giustificata dalle teorie di Preparata e Del Giudice sulla superradianza, che prevedono che l'acqua si auto-organizzi in domini coerenti per effetto appunto della meccanica quantistica. È doveroso però osservare che questi domini nessuno li ha mai visti, e che esistono critiche di fondo sull'applicabilità di queste teorie all'acqua, insomma stiamo giustificando un fenomeno inesistente con una teoria assolutamente indimostrata. Ma, anche se la teoria fosse giusta, nessuno può ragionevolmente affermare che i domini si formino nelle soluzioni omeopatiche, che persistano nel rimedio anziché scomparire dopo qualche millisecondo, e che abbiano proprio quegli specifici effetti terapeutici. Inoltre quando prendiamo un globulo di lattulosio i domini proprio non ci sono.

Ma non ci si limita a una teoria, per quanto discutibile e discussa, come quella di Preparata. Tutto fa brodo, l'entanglment, le frequenze emesse dai rimedi, le discusse esperienze di Benveniste (beccato a barare nelle sue ricerche).

Concludendo, ho decisamente sbagliato mestiere. Dopo essermi sciroppato anni di meccanica quantistica, compreso l'esame finale in cui potevi portarti dietro tutti i libri di testo che volevi, tanto se non sapevi fare l'esercizio non ti avrebbero aiutato, mi sono messo a lavorare in un campo in cui queste cose le devi sapere sul serio. Con le mie competenze potrei costruire un energizzatore quanto-differenziale a domini coerenti, basato sull'equazione di Klein-Gordon, che stimola l' eccitazione bosonica dei livelli energetici fondamentali. In vendita a prezzi modici, venghino signori, venghino.