sabato 30 ottobre 2010

Pareidolia

Ho finalmente avuto il tempo di guardarmi l'incontro tra Giorgio Pattera e Simone Angioni sul tema delle scie chimiche. Sapete, quell'idea per cui le scie bianche dietro gli aerei non sarebbero composte d'acqua (come le nubi a cui assomigliano tantissimo), ma da micidiali veleni deliberatamente sparsi sulla popolazione.

Vi chiederete perché me ne occupo, perché perdo tempo dietro a qualcosa che ritengo personalmente una sonora bufala. Ho cercato di spiegarlo qui. Evidentemente c'è un numero di persone non piccolo che è convinto che se di un argomento se ne parla a Voyager, su blog, si trovano dossier in rete, allora deve essere vero. Questi ricercatori indipendenti mica saran così folli da sostenere queste accuse gravissime senza prove? E difatti anche tra i parlamentari o gli amministratori pubblici passa questa idea, si fanno in media tre interrogazioni parlamentari l'anno (vedi anche qui)ed un numero imprecisato di mozioni in consigli comunali. Insomma, tanno innocue queste idee non sono.

Ma torniamo alle "prove". Altri han spiegato meglio di me tutte le tremende incongruenze infilate a ripetizione da Pattera. Qualcuna rasenta il comico, come quando mostra la sezione di un motore a getto spiegando che si tratta di DUE motori (ingannato dal disegno, simile a quello qui sotto).
Altre sono più gravi, come quando sostiene che le scie non possano formarsi sotto il 70% di umidità, mostrando come prova un grafico con le condizioni per la formazione di condensa in cui è scritto chiaramente che queste si formano anche a umidità relativa nulla. O quando confonde milligrammi e microgrammi in un'analisi chimica.

Ma vorrei concentrarmi su un singolo particolare. A un certo punto Pattera comincia a perdere il filo, e mostra a ripetizione immagini che secondo lui sarebbero prove inconfutabili. Tra cui questa, che mostra un quadrimotore che evidentemente sta irrorando, le scie densissime secondo lui provengono dalle ali, non dai motori. Si tratta di un chiaro caso di pareidolia, vediamo in un'immagine quel che vogliamo vederci, non quello che nell'immagine c'è veramente.


Basta infatti considerare che l'aereo sta curvando, è visto praticamente di fronte, e le scie si formano sempre un po' dietro i motori, e si vede che queste escono proprio dai motori. Basta tracciare delle linee per evidenziare l'origine della scia, e queste finiscono esattamente sugli ugelli dei motori.


Ma Pattera non si dà per vinto: le scie sono evidentemente 8 mentre i motori sono 4. La stessa cosa viene sostenuta nell'analisi che ho fatto di un'altra foto, tempo fa. Torniamo alla storia del motore doppio. Se Pattera vede due motori dove ce n'è uno, vede anche due scie dove ce n'è una sola. Per lo stesso motivo: confonde un oggetto cilindrico con due oggetti, le due pareti laterali del cilindro. Da astronomo, posso portare un sacco di esempi. Credo molti astrofili riconosceranno la foto qui sotto, è M57, la nebulosa anulare della Lira.


Quando si comincia a studiare astronomia si impara che questi oggetti sono un guscio sferico di gas, quel che resta dell'atmosfera della stellina centrale, espulsa nel processo che la porta a diventare una nana bianca. E un guscio sferico appare così, le pareti viste di taglio sono più spesse della parte di nube vista frontale, e quindi danno alla nebulosa l'aspetto di un anello di fumo. In quest'altra immagine vediamo una stella appena formata. La piccola clessidra luminosa al centro è la nube di gas e polvere illuminata dalla stella, tagliata al centro da un anello di materia più densa che darà origine ai pianeti. La stella emette due getti conici di gas, che "brillano" quando urtano contro le pareti del cono. E ancora vediamo le pareti laterali in modo molto più netto che non la porzione centrale del cono, in prospettiva più sottile.
Con le scie succede la stessa cosa. Il gas umido e caldo si raffredda prima, condensando, nella parte esterna del getto, che quindi all'inizio ha la forma di un cilindro cavo. Poi il tutto si rimescola e la scia diventa compatta. E vista di lato la vediamo (talvolta) doppia.

La cosa incredibile è come dopo tutte queste spiegazioni c'è chi continui a vedere 8 scie che escono dal bordo dell'ala. Al massimo ti concedono che la seconda scia da sinistra esca dal motore (si vede cominciare sotto l'ala). Ma le altre no.

Be', le prove del complotto globale sono queste. Fate voi...

lunedì 27 settembre 2010

Formulario A/38

"Oggetto: Tracciabilità dei flussi finanziari L. n. 136 del 13 agosto 2010
Cari colleghi, si informa che dalla data odierna non possiamo emettere buoni d'ordine in quanto non sono chiari i requisiti necessari ai fornitori per avere rapporti con la pubblica amministrazione."

Con questa mail la mia amministrazione mi comunicava, 10 giorni fa, che non posso spendere nulla. Come credo in qualunque pubblica amministrazione italiana. Non importa se mi servono dei componenti elettronici per terminare il mio strumento che deve essere pronto per la settimana prossima o se devo far riparare uno strumento che si è guastato. O se mi scade l'offerta con le condizioni vantaggiosissime che ero riuscito a strappare al rappresentante. E immagino succeda lo stesso se servono penne o carta in una qualunque segreteria, se si rompe un computer fuori manutenzione in un ufficio, per il materiale scolastico,... Gli ospedali si salveranno in quanto ormai SpA?

Immaginatevi una ditta, in cui improvvisamente nessuno può più comperare nulla. Ma anche a casa vostra, il conto del droghiere o del supermercato ve lo passano, ma se si rompe una lampadina vi arrangiate. Certo, è un problema temporaneo, presto (quando?) si stabiliranno questi fantomatici criteri di tracciabilità, qualche burocrate stabilirà che se compili il formulario A/38 quei soldi sono sicuramente non destinati alla mafia o ai paradisi fiscali. Ma non si poteva farlo prima?

Per ora le ipotesi più gettonate sono due:
  • se per un mese si blocca tutto, lo Stato risparmia. La gente disperata si sarà comperato le penne e i toner di tasca propria (ah, le piccole spese rimborsate dietro presentazione di scontrino sono abolite dalla stessa circolare) o semplicemente non avrà erogato dei servizi per impossibilità a farlo.
  • ci sarà una insurrezione contro la L.136, che verrà abrogata per manifesta inapplicabilità. E quindi la lotta ai flussi finanziari sporchi resterà una bella ma utopica idea.
Aggiornamento (8/10/2010)
Dopo un mese, ci comunicano che si possono fare ordini fino a 500 euro di spesa. Ancora riparare uno strumento, o comperare un pezzo non banale di uno strumento non si può, ma almeno la cancelleria sì. La settimana scorsa il direttore, con dichiarazione di urgenza per motivi sanitari e solito plico di carte bollate, è riuscito a far accettare l'ordine per la carta igienica.
(25/10/2010)
Le pubbliche amministrazioni si stanno muovendo in ordine sparso. Ciascuno interpreta come può le disposizioni, chi autorizza spese con motivi di urgenza, chi ha deciso di fregarsene, chi ammette spese fino a 500 euro, ma solo per spese di funzionamento (voce B), non per investimento (voce A). E naturalmente per ordini sui 1000-1500 euro si fraziona alla grande. Ma visto che una soluzione al problema è ancora al di là dell'orizzonte, ci si arrangia. Vecchi
o metodo all'italiana, la burocrazia rende le cose impossibili, ma siccome sono impossibili ma occorre farle, ci si arrangia.

lunedì 20 settembre 2010

Ferrovie postpicco

Oggi ero per lavoro all'osservatorio di Monteporzio, vicino a Frascati. Cerco sempre di viaggiare in treno, nonostante frequenti disavventure. Finivo tardi, per cui mi ero preso il biglietto per l'ultimo treno della giornata, partenza da Frascati alle 7 e mezza, un quarto d'ora di coincidenza a Roma (dopo un tragitto di mezz'ora) e poi l'ultimo treno decente per Firenze alle 8 e un quarto. Dopo di quello solo un treno notturno, che oltre ad arrivare quasi alle due di notte mi lascia in una stazione periferica, con il mio motorino che mi aspetta a S. Maria Novella.

Arrivando a Termini già ho un brutto segnale: gli altoparlanti annunciano che il treno da Frascati della mattina oggi è stato soppresso per motivi tecnici. E naturalmente il mio treno da Frascati riesce ad accumulare 25 minuti di ritardo, un treno merci si è piantato lungo la linea. Speranzoso consulto il sito di Trenitalia e scopro che esiste un treno, che mi era sfuggito, alle 8 e mezza, forse correndo ce la faccio. Invece niente, quel treno non esiste.

la schermata del sito delle FFSS con il treno fantasma delle 20:30

Provo a vedere se riesco a cambiare il mio biglietto alle macchinette self service, ma non è possibile, troppo tardi, tempo scaduto. Vado quindi alla biglietteria, tanto ho tempo, il treno notturno parte tra due ore, da Tiburtina, e non ci sono treni locali per Tiburtina prima di un'ora (c'è la metropolitana, ma significa un altro euro da sborsare). La biglietteria di una delle stazioni più trafficate d'Italia ha 4 sportelli aperti. Provo a prendere il tempo, riescono a servire in media una persona ogni 5 minuti. Trent'anni fa, quando i bigliettai scrivevano i biglietti a mano, ci mettevano in media un minuto a persona. Certo, ora devi prenotare, scegliere tra una trentina di tipi diversi di biglietto, e guai a sbagliarsi.

Dopo 20 minuti una dei 4 bigliettai stacca, sono le 9 e 5, ha passato 10 minuti a risolvere il problema di una anziana signora e ci metterà altri 10 minuti a chiudere tutto. Immagino dovesse termiare il turno alle 9, ha fatto anche più del suo.

Finalmente, dopo 40 minuti, tocca a me. Mi raccontano che sono fortunato, oggi pomeriggio la fila riempiva tutto l'atrio. L'addetto è gentile, mi dice che il biglietto non è rimborsabile, non ci sono altri treni fino a domattina, ma posso spostare la prenotazione. Lo userò per la prossima riunione tra due settimane. Mi è andata bene, sono 44 euro che avrei rimesso di tasca mia, Brunetta due biglietti per la stessa riunione non me li passerebbe proprio.

Già che ci sono compro i biglietti per andare a trovare i miei, mio padre compie 85 anni tra pochi giorni. Cerco un biglietto che non sia un eurostar, ma desisto, dovrei cambiare tre treni con coincidenze di pochi minuti, o metterci 8 ore, incece di 4 (per 350 km). Trent'anni fa ce ne voleva 3 e mezzo, con l'intercity. Il biglietto mi costa 90 euro, quel che spende la mia collega per il volo A/R da Palermo a Ciampino.

Sul treno per Tiburtina provo ad andare in gabinetto, giro tre carrozze per trovarne uno in servizio. Alla stazione Tiburtina han sostituito quasi tutti i cartelloni con gli orari con pannelli elettronici: uno mi mostra i treni a partire dalle 6 di domattina, un altro quelli dell'ora appena trascorsa (in effetti con tutti i ritardi è un'idea utile). Trovo finalmente un cartellone cartaceo e il mio treno è al binario 17.

Il treno è strapieno, gente di tutti i colori, una babele di lingue. Nel mio scompartimento due persone hanno la stessa prenotazione. Il controllore controlla, e sconsolato dice che non ci può far nulla, non ci sono più posti disponibili.

Cedo il posto ad una signora anziana. La cosa incredibile è che nessuno litiga, tutti cercano di spartire i disagi, una ragazza col posto prenotato si mette sullo strapuntino, altri fanno a turno, dopo un po' un ragazzo mi dà il cambio cedendomi il suo posto. Il treno ora è fermo in aperta campagna e le due di notte cominciano a prospettarsi come un'ipotesi molto ottimistica.

Sul biglietto è scritto che ho risparmiato ben 62 kg di CO2, rispetto ad un volo in aereo. Lo so, un aereo Firenze Roma è un assurdo, e rispetto all'auto il risparmio, secondo loro, è di 25 kg: 10 litri di benzina. Ho il sospetto che anche questo sia esagerato, comunque non tiene conto del taxi che dovrò prendere a Firenze, dei costi indotti da tutti questi disservizi, del costo mastodontico di una macchina fatta per fornire un servizio pessimo a costi molto alti. Macchina che sta cascando letteralmente a pezzi. Forse anche questo è il segnale di qualcosa che ci stiamo lasciando alle spalle.

venerdì 27 agosto 2010

Che male c'è


Non ho mai giocato al lotto, superenalotto, gratta e vinci o cose simili, ma non trovo niente di disdicevole se qualcuno si diverte a tentare la sorte. Un euro di giocata mi sembra un prezzo onesto per l'emozione di poter vincere una grossa cifra, se uno si diverte così, e anche la speranza è un bene che tutto sommato può essere venduta. A queste cifre è ancora una cosa onesta. Personalmente poi penso che lo spirito del gioco di azzardo sia ciò di più antisociale possa esistere: io cerco in tutti i modi di ridurre le disuguaglianze, e qui ci si tassa tutti per creare un nuovo stra-ricco. Ma ognuno ha la sua etica, e credo la mia sia un po' fuori moda.

Certo, il modo migliore per vincere al lotto è non giocare. Ogni euro speso in questi giochi ci ritorna, in media, meno della metà, e quindi io ho già "vinto" nella mia vita, rispetto a chi gioca tutte le settimane, circa un migliaio di euro. Ma come dicevo se uno vuol pagare per l'emozione di un'improbabile vincita, libero di farlo. Basta si renda conto che il metodo migliore è quello di puntare il meno possibile.

Infatti qualsiasi sistema, combinazione, trucco aumenta solo le probabilità di rimetterci i soldi che ci mettiamo dentro. Non siete convinti? Provo con un esempio. Se punto su un singolo numero vinco, mi sembra, 11 volte la posta. Per essere sicuro di vincere posso puntare poniamo un euro su 90 cartelle, una per numero, e so che vincerò 5 volte, un metodo matematicamente infallibile. Ma ho giocato 90 euro, e ne ho vinti 55. Questo vale in generale, più il metodo mi aumenta le probabilità di vincere, più mi garantisce che in totale ci rimetto. Siccome l'emozione o la speranza non cambiano granché se gioco una singola puntata o un sistema complicatissimo, molto meglio spendere poco per ottenere lo stesso risultato, non credete?

E qui cominciamo a confrontarci con la realtà. Una rapida googolata riporta tantissimi siti che vendono sistemi per vincere al lotto, e del resto la stessa TV di stato assoldava un "professore" che consigliava che numeri giocare. Tutti questi metodi non funzionano, sono truffe belle e buone. Tutti, sia i metodi più diffusi, come giocare sui ritardatari o aumentare la posta ad ogni giocata persa, che quelli più sofisticati basati su complicati calcoli al computer. Ma evidentemente, se c'è chi paga spazi televisivi, siti web e pubblica riviste sul "lotto facile", esiste un fiorente mercato di gente convinta di poter guadagnare con i giochi.

Difficile avere statistiche su quanto si gioca, cercando in rete saltan fuori solo statistiche di ritardatari. E ripeto che giocare un ritardatario o il numero uscito tre volte di fila dà esattamente le stesse probabilità di vincere. Anzi, se qualcuno imbroglia è più facile che un ritardatario NON esca. La cartella compilata con il metodo più costoso disponibile in rete funziona altrettanto bene di "21 22 23 24 25". Anche se non ci credete è così, è legato a come funziona la matematica.

Si trova qualcosa sull'ammontare complessivo delle giocate. I vari enalotto, superenalotto, gratta e vinci fruttano all'erario circa 4 miliardi l'anno, e la cifra giocata è circa il doppio. Il superenalotto da solo costa agli italiani circa 2,6 miliardi l'anno. E non ho idea di quanto sia il mercato dei giochi non statali, le slot machines, le corse... Sono 150 euro a italiano, inclusi lattanti e centenari, 500 a famiglia, circa la metà di quanto spendiamo in totale per cultura ed intrattenimento.
Ripartizione delle spese familiari in Italia, secondo l'ISTAT. Ogni famiglia spende in media 2500 euro al mese, anche se metà delle famiglie spende 2000 euro o meno.

Sono anche una cifra spesa in modo molto disomogeneo, immagino. Molti non giocano, o giocano saggiamente qualche euro ogni tanto, ma altri arrivano a spendere cifre consistenti. Fino ai casi disperati, a chi insegue un numero ritardatario fino a rimetterci la casa. Ma anche i tantissimi clienti dei truffatori televisivi o chi si affida ai metodi più o meno casalinghi arriva inevitabilmente a spendere cifre importanti. Anche perché questa è una tassa sull'ignoranza, una delle più odiose, e la cultura è un bene costoso, chi ha pochi soldi spesso non ha proprio gli strumenti per difendersi. E immagino che se si va a vedere il profilo tipico della famiglia che gioca 100, 200, o più euro ogni mese si trova chi non riesce a sbarcare il lunario, che al sogno del lotto sacrifica spese più importanti, che rinuncia a cibi sani, a un po' di prevenzione medica, a un po' di cultura per sé stessi o per i propri figli. Per un sogno che in realtà è un'illusione pompata pure da telegiornali e trasmissioni statali.

domenica 22 agosto 2010

La prossima era glaciale

Una volta tanto parlo di un pericolo di cui non dobbiamo preoccuparci. E di un pittoresco ma combattivo blog - Post aggiornato il 28 agosto

Qualche tempo fa sulla rivista "Coelum" ho trovato citato il blog daltonsminima. Ci ho curiosato, e all'inizio ho trovato degli interessanti articoli che spiegavano in modo chiaro e ragionevolmente corretto diverse cose su come funzioni il Sole: il ciclo solare, la corona, le macchie e le regioni attive, il vento solare, gli effetti sulle comunicazioni e sui satelliti artificiali... Nonostante sia evidentemente fatto da appassionati, non da professionisti dell'astronomia, sembrava proprio un bel sito. (a scanso di equivoci, continuo a ritenerlo un bel sito, per questi argomenti. E mi fa molto piacere che qualcuno vi si appassioni)

Mi era sfuggito che questo fosse un blog "a tema": l'imminente era glaciale che ci sta aspettando, e in cui finiremo nel giro di pochi anni(1). Finché non sono finito su di un articolo che riportava la nota bufala, di cui ho parlato qui, secondo cui negli anni '70 gli scienziati sostenessero la tesi del raffreddamento globale. Ho provato a farglielo notare ma la cosa è risultata un po' difficile, l'idea che nel 1972 gli scienziati sostenessero la loro tesi era troppo ghiotta per abbandonarla.

Non ho avuto molte altre occasioni di leggere il loro blog finché non ho cominciato ad occuparmi della teoria di un certo Miskolczi, un ex scienziato della NASA che sostiene che ad un aumento del CO2 debba automaticamente corrispondere un calo degli altri gas serra (soprattutto il vapor d'acqua) in modo da mantenere rigorosamente costante l'effetto serra totale. Miskolczi ha pubblicato la sua teoria in un giornale di meteorologia bulgaro, perché gli altri giornali a cui la ha presentata gli han bocciato l'articolo(2).

Ovviamente questo articolo è stato ripreso da tutti i vari siti che negano il riscaldamento globale, ma Daltonsminima è riuscito pure a fraintenderlo completamente. Secondo loro, Miskolsczi sosterrebbe che non esiste proprio l'effetto serra, che non può esserci un flusso di calore che ritorna dall'atmosfera verso il suolo, perché l'atmosfera è più fredda del suolo e non può esserci un flusso di calore da un corpo freddo a uno caldo(3). Ma la prima figura dell'articolo mostra proprio questo flusso di calore, l'articolo è sbagliato ma non in modo così plateale. Nei commenti al post ho poi trovato qualche riferimento agli allineamenti planetari, e ho pure scoperto che tra i blog "amici" segnalati ce n'è uno dedicato alle catastrofi del 2012.

L'attività solare negli ultimi 400 anni, valutata contando le macchie solari. Oggi siamo all'inizio del ciclo 24, dopo un prolungato (ma non eccezionale) periodo di minimo.

Comunque ho perso ogni speranza quando oggi ho letto il loro ultimo intervento. Lo sapevate che gli astronomi di tutto il mondo stanno nascondendoci il fatto che sul Sole non ci sono più macchie solari? Che gli osservatori astronomici se le inventano letteralmente, raccontandoci che il ciclo solare ha ripreso il via dopo un periodo di minimo eccezionalmente lungo? Il tutto, naturalmente, finisce per nascondere il fatto che si sta avvicinando l'era glaciale, se il Sole smette la sua attività il clima è destinato a raffreddarsi (un pochino). Perché mai gli astronomi dovrebbero mentire? È chiaro, sono in combutta con le compagnie che assicurano i satelliti artificiali dai danni per le tempeste solari. Se si scopre che il Sole non ha più macchie le assicurazioni dovranno diminuire i premi assicurativi e guadagneranno meno. E allora niente di meglio di una bella petizione, una raccolta di firme per smascherare il complotto e costringere gli astronomi a dirci la verità. Quel che preoccupa è che sembra ci siano di mezzo pure dei senatori, a quando un'interrogazione parlamentare per decidere la fisica solare?

Dettaglio dell'ultimo ciclo solare, con l'inizio e la previsione per il ciclo 24. Naturalmente i punti che indicano la risalita dell'attività nel 2010 sarebbero frutto di un complotto degli astronomi, pagati dalle ditte di assicurazione dei satelliti artificiali.

E per concludere, un riassunto dei motivi per cui una imminente era glaciale è fuori discussione

-
Il periodo più freddo in epoca storica dovuto ad una ridotta attività solare è la "piccola era glaciale", intorno al 1600-1700, in cui non si registrarono macchie solari per oltre mezzo secolo (vedi il primo grafico). Il raffreddamento globale fu di circa mezzo grado, metà del riscaldamento attuale. Se oggi capitasse un minimo simile, semplicemente il riscaldamento globale verrebbe rallentato, o temporaneamente interrotto
- la prossima era glaciale, secondo le teorie attuali basate sui cicli orbitali terrestri, dovrebbe arrivare non prima di molti millenni, probabilmente 10-12 mila anni, forse anche 20 mila.
- il riscaldamento attuale continua senza particolari interruzioni ad un ritmo di 0,2 gradi a decennio.

Aggiornamento:

Tra i commentatori abituali del blog c'è chi si distingue per uno stile da gentleman anglosassone. Come qui, in cui disquisiscono sui modi più opportuni per mettere a morte un validissimo chimico, che altrove sostengono essersi venduto al grande complotto dell'AGW.

(30/8)
Il tutto è rientrato quando gli amministratori del blog, evidentemente molto più seri di alcuni dei frequentatori, se no sono accorti e si sono scusati con il chimico in questione.


Altra puntualizzazione. Nonostante il tono canzonatorio di questo post, ritengo utile e fruttuoso un dialogo con queste persone. Le cose che ho scritto qui sono esempi di cattiva scienza, di errori fattuali che ritengo loro stiano commettendo. Ma mi sembrano persone ragionevoli (magari con eccezioni) e seriamente interessate a discutere. E qualcosa dal loro blog l'ho imparata anch'io.


Note

(1) Un "dead giveaway", come dicono gli anglosassoni, era il titolo, "New Ice Age". Il minimo di Dalton che dà il titolo al sito è un periodo di ridotta attività solare, a cui corrispose un breve raffreddamento della Terra.
(2) Non è difficile da capire il perché, l'articolo è zeppo di errori, ma per i nostri eroi si tratta del solito complotto multimiliardario dei sostenitori del riscaldamento globale. Personalmente nelle prime 4 pagine ho già trovato un punto chiave grossolanamente errato: M. sostiene che la legge di Kirkhoff richiede che il flusso di calore che viene ricevuto dall'atmosfera come infrarossi debba essere uguale a quello emesso, sempre come infrarossi. Ma la legge non dice questo, i due flussi infrarossi sono di fatto molto simili, nell'atmosfera, perché questa è trasparente nel visibile, non ci sono motivi fisici per imporre siano uguali. Anzi, non possono essere uguali se non in una situazione rigorosamente statica. Non ho avuto la pazienza di andar oltre, del resto lo han già fatto altri, e han confermato il mio sospetto che se imponi una condizione che richiede che non cambi niente poi trovi che non cambia niente.
(3) Ovviamente non può esserci un flusso di calore netto da un corpo freddo ad un corpo caldo, sarà sempre il corpo caldo che alla fine scalda quello freddo. Il che significa che il flusso di calore diretto verso l'atmosfera è maggiore di quello che torna indietro. Ma sono due flussi di calore distinti, ed esistono entrambi. Del resto se mi metto un cappotto questo mi ritorna indietro parte del calore che disperdo nell'ambiente, e mi tiene caldo, anche se è più freddo della mia pelle.

lunedì 26 luglio 2010

I catastrofisti del Sole 24 ore

(Post dalla spiaggia, poche immagini o link, non ho abbastanza connessione Internet, magari le aggiungo dopo)


Il grafico qui sopra è lo stesso riportato nell'articolo.

Oggi il noto quotidiano ambientalista "Il Sole 24 ore" è uscito con un articolo (in pag. 12) che mi ha fatto saltare sulla sedia.

Chi segue queste pagine sa che sono un sostenitore della cosiddetta teoria del picco del Petrolio. In breve, sappiamo tutti che il petrolio nel sottosuolo è una risorsa limitata, che prima o poi finirà. Ma di solito pensiamo che questo succederà tra molti decenni, che non ci riguardi. Molti esperti del settore invece si sono fatti i loro conti, e han visto che il momento in cui non si riuscirà ad estrarre abbastanza petrolio da coprire la richiesta è molto vicino. Anni, non decenni.

Non lo farà di botto, la produzione rallenterà e poi inizierà a calare. Ma quando questo succederà le cose si faranno dure, crisi economica, prezzi del petrolio che schizzano in alto (che so a 85 euro il barile), causando recessione, per poi calare un pochino, ma solo temporaneamente (che so, a 60 euro al barile)(1). Magari per qualche anno ci si illuderà ancora che il calo della domanda e dei consumi petroliferi sia dovuto ad una crisi economica passeggera.

Ma quando il calo della produzione farà in modo che manchino all'appello una decina di milioni di barili al giorno (oggi la produzione è di 84 milioni di barili il giorno), sarà "una mezza catastrofe mondiale e una grave minaccia alla sicurezza strategica di molte potenze mondiali", citando le conclusioni del nostro articolo. Quando succederà? Il Sole 24 ore indica diverse date, evidentemente la palla di vetro non ce l'ha nessuno, ma tutte entro un decennio. Rapporti ufficiali dell'università di Oxford, e recentemente in uno della Difesa USA, parlano di grave crisi di approvvigionamenti (i 10 milioni di barili di cui sopra) nel 2015. La stessa data, secondo l'articolo, gira in voci non ufficiali dell'AIE: un ricercatore francese sostiene che questa agenzia l'aveva prevista già nel 1998, ma il tutto venne messo a tacere per pressioni politiche.

Di fatto sono ormai 5 anni che la produzione mondiale è ferma a 84-85 milioni di barili il giorno, con un massimo di 86 milioni raggiunto nel 2008. Qualche settimana fa il re saudita ha detto che interromperà le ricerche di nuovi giacimenti nel suo paese, per lasciarne un po' ai suoi discendenti. Sono anni che sui giornali compaiono notizie di giacimenti favolosi appena scoperti, salvo poi vedere, facendosi i conti, che corrispondono a poche settimane di consumo mondiale (2).

Insomma, la festa sta per finire. Quello che preoccupa è che nessuno sembra rendersene conto. E se lo dice pure il giornale della Confindustria, forse è davvero il caso di preoccuparsi di brutto.

Note:

(1) Il prezzo di 83 euro il barile e' stato il massimo storico toccato nel luglio 2008. I prezzi poi sono calati ad inizio 2009 fino a circa 35 euro al barile, per poi risalire e stabilizzarsi attorno ai 55-60 euro al barile attuali. Le fluttuazioni del prezzo in dollari al barile sono state molto più ampie, ma anche qui i prezzi attuali, circa 80$/barile, sono altissimi se confrontati con i 20$/barile di qualche anno fa.


(2) Sempreché si riesca ad estrarlo. Abbiamo visto tutti cosa possa significare andare a perforare un fondale marino a 1500 metri di profondità, e quello è ancora petrolio facile rispetto a quello di molti "promettenti giacimenti" appena scoperti

martedì 22 giugno 2010

Lettera aperta dell'INGV al Presidente della Repubblica

Non so se questo post aumenti la visibilita' dell'iniziativa dell'amico Fioba, dal cui blog a' copiato integralmente, ma ci provo. Perche' mi sembra proprio che si tratti di un episodio non isolato di un attacco alla scienza. Gli scienziati sono dei fannulloni (l'INGV era finito tra gli "enti inutili" da abolire nell'ultima finanziaria), incompetenti e/o criminali, che non avvisano la gente quando sanno che sta per avvenire un terremoto. E ovviamente c'e' pure l'eroe solitario, che con pochi mezzi aveva previsto tutto. La realta' purtroppo e' un'altra: uno dei migliori centri di ricerca del mondo costretto per mancanza di fondi a ritirarsi da progetti che ha messo in piedi, ottimi ricercatori umiliati, ingiuriati e ora pure incriminati penalmente con accusa fantasiose. Buona lettura.

Rilancio un'iniziativa di alcuni ricercatori dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) che, a seguito degli avvisi di garanzia per omicidio colposo inviati dalla Procura della Repubblica dell'Aquila ai componenti della Commissione Grandi Rischi e a dirigenti del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, hanno scritto una lettera (che consiglio di sottoscrivere) al Presidente della Repubblica.
In questa assurda storia il Procuratore della Repubblica Alfredo Rossini ha inoltre affermato:
"I responsabili sono persone molto qualificate che avrebbero dovuto dare risposte diverse ai cittadini. Non si tratta di un mancato allarme, l'allarme era già venuto dalle scosse di terremoto. Si tratta del mancato avviso che bisognava andarsene dalle case".

Vorrei ricordare al Procuratore della Repubblica Alfredo Rossini che, allo stato attuale delle conoscenze, non esiste un precursore sismico attendibile per mettere in atto l'evacuazione di una città, per cui non si può avere la certezza che un evento sismico accada e non si può neppure sapere dove e quando accadrà. Chi poteva prendersi la responsabilità di una decisione del genere, ovvero di evacuare mezza regione Abruzzo interessata dallo sciame sismico?..... Per quanto tempo?.....E sulla base di cosa? Su previsioni di questo genere (vedi quarta risposta, l'articolo era stato anche riportato sul quotidiano "Il Capoluogo d'Abruzzo", ma attualmente non è disponibile in quanto l'archivio del giornale è in ristrutturazione). Si immagina se veniva evacuata Sulmona e gli abitanti venivano trasferiti a L'Aquila......?????

Vede Sig. Procuratore, le condizioni necessarie e sufficienti per determinare scientificamente un precursore sismico sono:
  • l'osservabilità dell'evento
  • la determinazione quantitativa dell'evento
  • la determinazione delle correlazioni causali con il terremoto
  • la costruzione di un modello fisico-matematico che spieghi l'evento, che ne permetta la discriminazione, la localizzazione spazio-temporale e che permetta a chi segue la stessa procedura il raggiungimento degli stessi risultati.
I fenomeni indotti da rocce sotto stress tettonico come emissioni di gas radon, perturbazioni del campo elettromagnetico, sciami sismici ecc sono solo indizi che non permettono una predizione esatta del fenomeno.
Senza un precursore sismico non è possibile quindi discriminare ne il luogo preciso ne l'ora in cui avverrà un terremoto.
L'unica cosa da fare è sfruttare al massimo le conoscenze che abbiamo a disposizione. Siamo infatti a conoscenza:
  1. di quali sono i paesi e le citta a rischio sismico,
  2. della massima intensità sismica attesa su una certa area,
Basterebbe quindi fare prevenzione per limitare i danni di un sisma mediante la messa in sicurezza degli edifici o la costruzione secondo severi criteri antisismici. In Giappone e in California, un terremoto di intensità pari a quello Aquilano, non avrebbe fatto vittime e avrebbe creato danni decisamente minori.

A L'Aquila, in un'area ad elevato rischio sismico, "il palazzo del Governo" ovvero la Prefettura e l'ospedale, due edifici che in gergo vengono definiti "strategici" ovvero che in caso di calamità devono funzionare per coordinamento e soccorso, sono stati resi inagibili dal sisma.



In una città con un tale Rischio Sismico è inammissibile che
  • edifici relativamente nuovi siano crollati,
  • la prefettura sia crollata,
  • l'ospedale (inaugurato nel 2000) sia stato reso inagibile.
  • non esistesse un Ufficio di Protezione Civile,
  • non esistesse un piano di emergenza provinciale (obbligatorio per legge dal 1989, personalmente ho partecipato alla redazione di quello per la Provincia di Udine),
Mi chiedo poi, perchè gli edifici strategici non sono stati messi in sicurezza con azioni di consolidamento?
E la magistratura che fa.......?? C'è un evidente problema di mancata prevenzione ed invece di indagare sugli amministratori, che non hanno ottemperato alle leggi vigenti, si indaga sulla mancata previsione!!

Previsione.........dare l'allarme.... che belle parole..... Per trovare un precursore sismico, ci vuole la ricerca...... ma senza finanziamenti alla ricerca, senza ricercatori (o con ricercatori con contratto co.co.pro a tempo determinato, pagati due lire, senza certezze per il futuro che magari devono andare sui tetti per farsi sentire) che ricerca si può fare........ Dovrebbero essere indagati anche tutti i governi che tagliano indiscriminatamente risorse alla ricerca..... o no?