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domenica 21 dicembre 2014

Dialogo tra (quasi) sordi

Il sottoscritto tenta di discutere al convegno sulla geoingegneria
Sono andato al convegno sulle scie chimiche sponsorizzato dalla Regione Toscana. Volevo conoscere un po' delle persone, delle facce che uno scambio di commenti su questo blog non può rendere. E naturalmente capire meglio alcune delle loro posizioni.

È stata un'esperienza interessante, ma allo stesso tempo scoraggiante. Credo moltissimo nella possibilità di un dialogo, di uno scambio di idee e vedute tra persone che la pensano anche molto diversamente, ma evidentemente ci sono dei limiti.

Il Comitato contro la geoingegneria di Firenze ha posizione meno estreme di altri. Ad esempio si riconosce che il riscaldamento globale in atto sia opera delle emissioni di gas serra (vedi questo bel documento ospitato nel loro sito), mentre altri gruppi sostengono che l'unico colpevole sia il rilascio deliberato di scie dagli aerei, o HAARP.  Questo permette quantomeno di parlare senza accuse tipo "chi-ti-paga". Ma poi si parte per la tangente con gli esprimenti militari segreti, sicuramente in corso da almeno l'ultimo dopoguerra, le bufale dell'accordo Italia-USA del 2002 e tutto il resto.

Le prove? Una serie di studi (interessanti, e che non conoscevo, a qualcosa la mattinata è servita)  di un grande meteorologo che, negli anni '50 metteva in guardia dai rischi di manipolazioni dell'atmosfera su larga scala. Allora si parlava di distruggere la fascia di ozono con bombe chimiche a base di cloro e bromo, a scopi bellici (un po' come far scoppiare un'atomica in casa per ammazzare il vicino), o di far sciogliere la calotta artica a suon di atomiche per liberare il passaggio a Nordovest. Oggi non è troppo diverso se si parla di contrastare il Global Warming sparando aerosol di biossido di zolfo in stratosfera, e su questo ho espresso il mio totale accordo alla tipa che teneva il banchino di documentazione. Ma come allora nessuno ha bombardato l'ozonosfera, per ora nessuno sparge biossido di zolfo. Un conto è fare progetti, più o meno folli, un altro è metterli in pratica.

Mi parlano dell'effetto sull'ozono degli esperimenti nucleari in atmosfera, messi al bando negli anni '60. Figurarsi se mi piacciono, han raddoppiato per decenni il livello di radioattività di fondo, causando un numero difficilmente calcolabile di tumori, malformazioni ed amenità simili. Il commento più sensato a riguardo l'ho sentito in un episodio di Star Trek, quando l'alieno Quark esclama: "Come? Fanno scoppiare ordigni atomici nella LORO atmosfera?". Ma l'ozono, se pure ne avesse risentito allora, oggi non se lo ricorda più. E il clima neppure. L'ozono è stato danneggiato dalle nostre emissioni di CFC, il clima da quelle, sempre nostre, di CO2. I colpevoli siamo noi, i militari, stavolta, non c'entrano. Ma i nostri non demordono. Riportano studi (ad es. nei commenti a questo post) in cui si parla degli effetti sull'ozono di una ipotetica (speriamo) guerra termonucleare globale, senza rendersi apparentemente conto che NON si tratta degli esperimenti degli anni '60.

La macchina della pioggia di Ighina (Rai 3 Report)
Chiedo ad un altro attivista che prove ci siano di questi esperimenti segreti. Lui esordisce parlandomi della macchina per far piovere di Pierluigi Ighina, una pala rotante di elicottero basata su deliri di atomi magnetici, polarita' positive e negative di Sole e Terra. Ma lui ha visto con i suoi occhi il cielo aprirsi dopo che Ighina ci aveva puntato contro la sua macchina. Mi permetto di essere scettico e lui rincara: la scienza non sa tutto, un suo conoscente ha costruito un motore "impossibile" a magneti permanenti, che gira senza consumare energia da un anno. Gli chiedo come mai l'amico non ci attacchi una dinamo e si sganci dall'ENEL, o non venda la sua meraviglia (dopo adeguati test) ad un mondo affamato di energia. Be', innanzitutto i soldi interessano solo agli avidi, e poi chi ci ha provato è stato ammazzato, non vuol correre rischi. Ribadisco qui la mia disponibilità a fare gratis tutti i test sul suo motore, e a finanziarlo se funziona davvero, assumendomi personalmente i rischi di venir eliminato da Big Oil.

Il convegno è stato brevemente filmato in questo video, che esordisce con una intervista al consigliere regionale Chiurli, sponsor dell'iniziativa e autore di una interrogazione sull'argomento. Ho già commentato quest'ultima, e mi sarebbe piaciuto avere una sua risposta, probabilmente è chiedere troppo.

Chiurli si lamenta di aver ricevuto critiche durissime (che condivido) ed insulti pesanti (su cui ha tutta la mia solidarietà). Subito dopo compare uno spezzone in cui mi si sente chiedere alla tipa del banchino se ha qualche prova di irrorazioni clandestine, probabilmente i "toni aggressivi" sono quelli. Continuerò chiedendo anche solo degli indizi, io sono disposto a cambiare idea se le prove, o indizi seri, esistono. Ma per il tipo del motore perpetuo le prove sono che le scie persistono: "Non le vedi le differenze tra le scie chimiche e quelle di combustione?" Come mai le scie, anche la mattina, si allargano e si spandono in cielo? Forse perché l'aria, in quota, è sovrasatura e condensa sulla scia? No, non è possibile. "Ma anche le nuvole persistono, sono condensa pure loro", cerco di far notare. Eh no, le scie sono una cosa, le nuvole un'altra. Inutile, è come quando lui mi parla del motore perpetuo, con la differenza che se il suo amico me lo portasse io mi stupirei molto ma cambierei idea; non so cosa potrei fare per convincere lui che una nuvola è fatta di condensa, come una scia, e si comporta in modo analogo.

Chiurli riprende dicendo che lui dà voce ai cittadini, e in fondo chiede solo che l'ARPA esegua analisi, una spesa "di qualche migliaio di euro". A parte che anche 1000 euro per una cavolata simile sono troppi, che tipo di analisi servirebbero per "tranquillizzare i cittadini" dei comitati?  Se bastasse potrei contribuire personalmente anch'io, pur di far finire questo delirio collettivo. Delle analisi esistono già, nel documento che l'ARPA ha preparato qualche anno fa si afferma che, nelle analisi effettuate per altri scopi negli ultimi decenni, non si nota un aumento della presenza di bario ed alluminio. Queste non bastano? Cosa si fa, si analizza la pioggia un giorno in cui ci sono scie? Ma la pioggia mica viene da 10 mila metri, e se davvero qualcuno spargesse bario lassù, dove e quando  dovremmo aspettarcelo? Non certo in giornata subito sotto. E come faccio a distinguere tra alluminio dovuto a contaminazione da polvere (l' 8% della crosta terrestre è composto da alluminio, lo 0,05% da bario), da eventuali inquinamenti industriali, e dalle scie? E se non ne trovo, cosa si fa, si ripete le analisi fino a quando non li si trova, magari in tracce infinitesime?  In questo altro video Chiurli si chiede se le "alte concentrazioni" (in realtà perfettamente compatibili con la presenza di polvere) di bario ed alluminio trovate in alcune analisi di acqua piovana. Ma che ci azzeccano bario ed alluminio con il maltempo? Nessuno li ha mai usati, o proposti, per far piovere.

Vengo fatti vedere spezzoni di interventi del convegno. Si ricorda le intimidazioni mafiose a cui fu soggetto, per un'iniziativa simile, l'assessore Del Longo. Ne parla, nel post che ho già citato, l'autore di queste "intimidazioni", se tu suggerisci a qualcuno che un argomento è una cazzata evidentemente lo stai intimidendo, è la prova che lo vuoi mettere a tacere.

Il tipo del motore perpetuo racconta di esperimenti per creare maremoti. Ne parlano meglio in uno dei dossier, si tratta di far esplodere un'atomica sott'acqua non tropo distante dalla costa da colpire. Cosa che viene fatta praticamente ad ogni maremoto, come sappiamo. Questo diventa un prova di tecniche segretissime e sofisticate, che usano "fisica non convenzionale", per creare terremoti, alluvioni, eccetera.

Quando vado via ho una forte sensazione di inutilità. Come io non riesco a credere a un motore che gira da un anno senza energia, o a una spirale di ferro colorato che apre il cielo nuvoloso, loro non riescono a credere a me che dico che trovare mezzo milligrammo/litro di alluminio nella prima pioggia autunnale vicino alle cave di argilla del cotto fiorentino è solo indice di contaminazione da polvere.  O che le nuvole sono fatte di condensa. O che l'"accordo sulle tecnologie dei cambiamenti climatici" del 2002 parla di gente che studia il global warming, e non ha la minima intenzione di modificare, in nessun modo, il clima. 

Chiurli si chiede perché scandalizzarsi se uno accusa ARPA, CNR, aviazione in generale di causare piogge disastrose. E se la Regione dà il suo avallo a tutto questo. Temo abbia ragione, il problema è a monte. Dopo 400 anni da Galileo il modo di pensare basato sui fatti, sulla paziente, rigorosa ricerca della verità non è arrivato a diffondersi. Resta uno strumento di nicchia, come restano concetti di nicchia quelli che la migliore teoria può essere falsa, anche se "logicissima". Che le quantità contano, conta una serie enorme di esperienze, e quindi una rete di persone che usino tutte quel metodo, quella paziente disamina. Che tutti cerchiamo continuamente di autoimbrogliarci, e serve usare strumenti per non farlo. Serve essere disposti a mettere tutto in discussione. Che la realtà segua una serie di leggi che sono descrivibili matematicamente, e quindi che si possa calcolare, ad esempio, se c'è o meno condensa. E che quindi serva studiare la matematica, per poterlo fare.

Usiamo strumenti concettuali differenti. Il significato di "prova" è differente. I dati per loro non esistono, le quantità sono irrilevanti, contano le idee. Se qualcuno dice che si potrebbe fare una cosa, significa che quella cosa si può fare, anzi, si fa già. Se se ne parla su Internet, è vero. Se un ragionamento "fila", non serve altro. Non serve verificare. Se vedo una cosa, quella è reale, e se non ricordo di averla vista allora non esisteva (come le scie 50 anni fa).

Contano le intenzioni. Loro stanno denunciando una cosa che, se fosse vera, sarebbe gravissima. Quindi han ragione, indipendentemente dal fatto sia vera. Anzi, è vera PERCHÈ loro sono "buoni", si stanno prodigando, con tempo e soldi, per portarla avanti. E chi li critica evidentemente, per definizione, è "cattivo", non va ascoltato. Non ci si discute, come ripete la tipa al banchino nel filmato. Fortunatamente non sono proprio tutti così, visto che con due persone almeno un abbozzo di dialogo l'ho stabilito, ma se affermo che la condensa possa persistere "allora non ha senso discutere".

Di fronte a questo tipo di ragionamento abbiamo già perso. Perché la realtà se ne frega delle idee. I militari (o chi fa cose che ci danneggiano) se ne fregano di cosa noi crediamo facciano. Se non studiamo, se non analizziamo e mettiamo in discussione le nostre credenze per cercare di capire la realtà ed i meccanismi del mondo che ci circonda, combatteremo contro le scie quando arrivano le catastrofi climatiche, e contro i complotti inesistenti quando ci fregano con quelli veri.

domenica 1 giugno 2014

Nuovi untori

Lapide della Colonna Infame
Uno dei migliori libri sul complottismo resta probabilmente la "Storia della colonna infame", del Manzoni. Per i spero pochi che non lo conoscono si tratta del racconto, documentato storicamente, di un processo a due untori durante la peste del 1630 a Milano. Di fronte ad eventi spiacevoli, come un'epidemia, abbiamo bisogno di trovare un colpevole, che deve essere esterno a noi, raggiungibile ed eliminabile. In questo modo riusciamo sia a dare un senso al disastro, che a illuderci di fare qualcosa per risolverlo in modo definitivo: elimini il cattivo di turno ed il gioco è fatto.

Ovviamente molti disastri (non tutti) hanno dei colpevoli, il problema è che
  • non è facile identificarli: servono conoscenze, lavoro di analisi, competenze, e non guasterebbe la palla di vetro di mago Merlino.
  • spesso si trova che almeno una parte della colpa è diffusa e noi non siamo immuni (es. classico la mancata o trascurata prevenzione)
  • non è chiaro cosa si dovrebbe fare per affrontarne le cause
Quindi ad esempio su questioni come il picco del petrolio, o il riscaldamento globale (credo le minacce maggiori che oggi affrontiamo) ci sentiamo disarmati. Dovremmo ridurre il consumo di combustibili fossili, ma come si fa a mantenere un'economia funzionante in un regime di decrescita che ne conseguirebbe? Cosa usiamo al posto del petrolio? O anche semplicemente come faccio io, nella vita di tutti i giorni, a fare a meno dell'auto?

Quindi identificare un nemico aiuta. Nelle recenti elezioni abbiamo visto come la moneta euro sia stata identificata come nemico (ho il sospetto molto a torto, ma non sono un economista). Basta tornare alle monete precedenti, tipo il franco, svalutare, e voilà l'economia ripartirà in crescita. Poco conta che in un'intervista in TV un rappresentante della confindustria identificasse il costo dell'energia come l'elemento frenante della crescita, e quello non diminuirà, finché non scoprono il megagiacimento grande 10 volte l'Arabia Saudita che ci salverà dal picco del petrolio.

Le scie chimiche evidentemente sono un capro espiatorio ideale. Come mai il clima sta cambiando, i disastri naturali avvengono, la gente si ammala? Perché qualcuno sta effettuando un gigantesco progetto per cambiare il clima, e non solo, irrorando la gente con metalli pesanti, OGM, virus, vaccini. La prova? Guardate il cielo. Vedete quelle scie bianche? Non le avete mai notate prima? Ecco, quella è la prova. Come mai nessuno ne parla? Forse perché non c'è molto da dire sulla condensa degli aerei, fenomeno che esiste da quasi un secolo? No, è per nasconderci la verità.



Questo unisce molti vantaggi per il potenziale credente: 
  • unifica in una spiegazione semplice e intuitiva fenomeni preoccupanti diversi; 
  • identifica un colpevole, che può essere efficacemente combattuto (magari con scarse probabilità di vittoria, ma basta convincere tutti e si vince); 
  • crea un senso di appartenenza, noi siamo quelli che han capito come va il mondo, i buoni, quelli che salveranno l'umanità; 
  • prospetta una soluzione relativamente facile: eliminare le scie degli aerei, convincendo (con le buone o le cattive) a non farne più; 
  • non chiede particolari sacrifici o cambiamenti degli stili di vita, anzi, identifica chi li chiede o li propone come i cattivi di turno 
  • fornisce un metro di valutazione in cui chi ha studiato, lo scienziato, non "vale di più" (ovviamente nel suo campo) dell'uomo della strada. Anzi, io uomo di strada posso fare le pulci allo scienziato, vedo la mia opinione, il mio valore, valutato come più autorevole di quello di quei prezzolati e venduti ai poteri forti. 
A favore della teoria gioca un'illusione percettiva fortissima: se noi non notiamo una cosa quella non esiste. Molte persone non han mai notato che la Luna si vede, spessissimo, anche di giorno. Quasi nessuno sa come è fatto un cirro: quelle nuvole leggere che non danno noia le vediamo con la coda dell'occhio, e le dimentichiamo. Un fenomeno come un "cane solare" è relativamente frequente, e persino un alone come quello nella foto a fianco non è raro, ma dubito che la persona tipica lo noti, o ricordi. Ma quando ci fan notare qualcosa, e ce la etichettano come "importante", di colpo la notiamo tutte le volte che la vediamo. Anzi, la ricordiamo molto più frequente di quanto effettivamente lo sia. E allora come è possibile che non la si sia mai notata prima? Evidentemente prima non esisteva. E quindi evidentemente ora la fanno deliberatamente, non è una normale conseguenza del fatto che gli aerei volano.


Ho avuto una brutta discussione con una signora convinta che prima del 2011 gli aerei non lasciassero scie. La prova un suo archivio in cui si vedono foto del cielo prese quasi quotidianamente, appunto dal 2011. In questo blog ho cominciato a parlarne nel 2008, dopo anni in cui l'argomento veniva discusso, le ho indicato link di gente che se ne lamentava molto prima del 2011, con tanto di foto, non solo mie. Mi ha risposto, indignata, di come osavo darle della bugiarda. Mi ha mostrato foto di cieli coperti da cirri, che sicuramente prima del 2011 non esistevano; di un "arcobaleno chimico" che non può sicuramente essere dovuto a ghiaccio, e che nessuna delle persone che conosce potrebbe non aver notato se fosse avvenuto prima di quella data. Mi ha indicato un articolo in cui uno "scienziato" dice che l'acqua non può creare arcobaleni (sic). E come mai insistevo così tanto, c'è la libertà di opinione, lei merita rispetto per la sua. Evidentemente, come chiunque neghi che ci sia qualcosa di strano, ho interessi a nascondere la verità. Ho cercato, invano, di sottolineare come apprezzasi la qualità delle foto (alcune davvero splendide), il suo interesse per le questioni ambientali, e che non mi sognerei mai di darle della bugiarda. Ho finito per fare la figura dell'arrogante ed irrispettoso so-tutto-io, anche verso un altro amico che seguiva la discussione e che mi ha sostanzialmente tolto il saluto.

Quando ho cominciato ad occuparmi della cosa, nel 2005, la vedevo come una delle tante teorie balzane che trovi in rete, talmente ovvia nella sua assurdità da non poter prendere piede. Ora comincio a perdere amici, perché difendo gli untori del XXI secolo, o perché non mostro rispetto per le opinioni di chi li combatte (le persone le rispetto quasi sempre). Mi chiedo se, o tra quanto, si arriverà alla colonna infame.

giovedì 5 gennaio 2012

Carbon neutral

Mio fratello da qualche anno abita nella vecchia villetta in cui sono cresciuto io, finché a 18 anni sono emigrato in Toscana. Ricordo molto bene le fredde sere invernali, la testa sotto le coperte a riscaldarmi con il fiato, i calzetti addosso. I vetri perennemente appannati dalla condensa, con noi ragazzi che li usavamo a mo' di lavagna, disegnando col dito. I geloni di mia sorella. Il mio "laboratorio" era in una stanza al primo piano, e non di rado mi vedevo il fiato. Quella volta l'isolamento termico nessuno sapeva cosa fosse, tanto il gasolio da riscaldamento costava poco; ma la notte si abbassavano i termosifoni, in fondo ci sono le coperte, no?

E nessuno di noi fratelli ha mai avuto il fegato di "ereditare" quella casa, anche perché quando i miei han deciso di andare ad abitare in un appartamento più piccolo eravamo già tutti sistemati, ma anche per il dilemma tra le bollette stratosferiche e il gelo.

Be', lui ha preso il toro per le corna e questo Natale mi ha mostrato i risultati. Innanzitutto ha insufflato le pareti con isolante espanso, messo i doppi vetri (con camera come si deve, filtro IR) ai vecchi infissi di legno, fatto un cappotto al tetto. Cambiare gli infissi sarebbe costato troppo, ma già così le dispersioni si sono ridotte di un terzo. Ha considerato diverse soluzioni per una pompa di calore, ha scartato, sempre per i costi, la sonda geotermica e installato una pompa di calore da 6 KW. Per una casa che aveva prima un bruciatore da 40 kW non è male. Aveva in precedenza fatto mettere una caldaia a condensazione, che tiene per l'acqua sanitaria e per dare una spinta quando la temperatura esterna scende troppo, ma con le temperature non rigidissime (minima a zero C, massima sui 10) di quei giorni la casa era confortevole con 3 kW di potenza. L'acqua nei tubi circola a 35-38 gradi, con una pompa modulata per far circolare solo l'acqua che serve. Con quel basso salto termico, riesce ad avere un COP di 4-6, a seconda della temperatura esterna. Se il COP scende sotto il 3, parte la caldaia a condensazione. I termoconvettori hanno pure la ventola pilotata da inverter, e in condizioni normali assorbono solo 6-7W l'uno. E richiedono pure solo l'acqua calda necessaria, con valvola modulante, e sistema integratore/derivatore per il controllo. Un po' di intelligenza distribuita permette di tener conto di finestre aperte, punti freddi, ecc.

E si è installato 9,6 kWp di policristallino sul tetto. Energia da vendere, non riesce a consumarla tutta neppure mandando a manetta il riscaldamento. Pensa di prendere un'auto elettrica, anche se per ora aspetta di aver pagato i mutui più grossi. Finendo il giro in cui mi ha mostrato tutte queste meraviglie, mi ha commentato, orgoglioso: "Ora sono ad emissioni di carbonio zero".

domenica 1 gennaio 2012

Il nostro futuro (o il loro)

Anno nuovo, e uno pensa al futuro. Noi astronomi siamo decisamente un po' malati, perché il nostro futuro si misura in miliardi di anni, e fino a qualche anno fa non nutrivo particolari problemi per diversi miliardi di anni. Sì, tra circa 6,35 miliardi di anni il Sole diventerà una gigante rossa, ma anche per un astronomo è un tempo lunghetto.

Recentemente mi sono reso conto che però le cose sono un po' meno rosee. Il Sole si riscalda lentamente, tanto che diverse volte, tra 2200 e 700 milioni di anni fa la Terra ha passato dei periodi di intensa glaciazione(1), in pratica era un'unica, continua, palla di ghiaccio fino all'equatore.

Diversi processi tendono a mantenere una temperatura stabile. In parte (su tempi scala corti, da migliaia a milioni di anni) ci pensano le piante, o meglio gli organismi fotosintetici, che regolano la quantità di CO2 in modo che si rimanga in un intervallo di temperature compatibili con la vita. Su tempi più lunghi, il CO2 si combina con le rocce e viene depositato sul fondo degli oceani. La deriva dei continenti rimette in gioco il carbonio, trascinando nelle geosinclinali i fondali oceanici e riemettendo CO2 con i vulcani. Senza questo meccanismo prima o poi il carbonio si esaurirebbe.

Quindi la concentrazione di CO2 nell'aria è andata calando nelle ere geologiche, ed oggi (o meglio, prima che la facessimo rovinosamente risalire) è ai suoi minimi storici. Può calare ancora, per compensare un ulteriore aumento di attività solare, ma non per tantissimo. Tra qualche centinaio di milioni di anni (difficile stabilirlo con esattezza, circa 500-700) la temperatura raggiungerà comunque livelli tali da essere incompatibili con vita terrestre di una certa complessità(2). Resteranno specie acquatiche, più protette. Tra 1100 milioni di anni si innescherà un "effetto serra umido", che farà evaporare e perdere nello spazio gli oceani. In pratica sarà difficile che qualcosa sopravviva. E tra 3,3 miliardi di anni la temperatura sarà sufficientemente alta da liberare il CO2 dalle rocce, rendendo la Terra un deserto secco e torrido, analogo a Venere.

Be', poco male, si può emigrare, o aspettare che la vita si formi su altri pianeti. Sembrava possibile, finché non mi sono imbattuto in una serie di articoli(3) che fanno due conti sul meccanismo della deriva dei continenti di cui parlavo sopra. I continenti si spostano perché sotto di noi viene generato continuamente del calore(4) dal decadimento di isotopi radioattivi, che fa letteralmente "ribollire" il mantello, che a sua volta trascina i continenti e crea i vulcani (5). Questi isotopi si esauriscono nel tempo e in qualche miliardo di anni dovrebbero diventare troppo pochi per far funzionare il meccanismo. Molto più tempo di quanto serva al Sole per arrostirci, ma abbastanza per toglierci illusioni di campare molto più a lungo. Niente deriva dei continenti, niente carbonio, e niente vita.

Questo mette, almeno a me, in una prospettiva diversa anche il presente. Stiamo rapidamente consumando tutte le risorse minerarie (petrolio, ma anche rame, piombo, oro, indio, neodimio...) che si sono accumulate letteralmente in miliardi di anni sul nostro pianeta. Tra due secoli non ci saranno più, e nessuna civiltà futura li avrà a disposizione. Se non riusciamo a creare ora una civiltà sostenibile, torneremo in un eterno medioevo, senza una seconda possibilità. Ma neppure se ci estinguiamo possiamo sperare che in futuro una civiltà di bonobi o di armadilli, di cetacei possa avere la sua chance di una civiltà industriale. Forse tra 150 milioni di anni avranno di nuovo del petrolio, ma non più il carbone. E magari sarà un bene, visti i margini minori per un loro effetto serra.
Ma anche nei tanti pianeti extrasolari simili alla Terra che stiamo scoprendo non è detto che le cose siano troppo ospitali. Se sono troppo vecchi (molti lo sono parecchio di più del nostro pianeta) la deriva dei continenti potrebbe essersi già fermata. E quelli che si formano ora hanno troppi pochi elementi radioattivi (nel gas interstellare stanno diminuendo, non ci sono più le supernove di una volta), hanno solo un miliardo o due di deriva dei continenti a disposizione, troppo pochi per evolvere una vita pluricellulare. Insomma, non solo la vita è possibile soltanto in una fascia del disco della Galassia, ma anche in un relativamente stretto periodo di formazione dei pianeti.


Insomma, teniamoci da conto la nostra Terra, e la nostra civiltà. Cerchiamo di trovare rapidamente un modo per avere una economia e una tecnologia sostenibile. È davvero ora o mai più.

Note
(1) Un resoconto della storia climatica della Terra si trova ad es. qui.
(2) Se ci mettiamo di impegno, ce la si fa in soli 200 anni. Basta riuscire ad innescare la liberazione del metano contenuto nei clatrati, e praticamente tutta la fascia equatoriale e tropicale del pianeta diventa mortale per alcune specie. Incluso Homo sapiens. Nel resto forse si riesce a sopravvivere
(3) Questo fa una rassegna della situazione. Nella bibliografia si trovano una serie di approfondimenti.
(4) circa mezzo watt per metroquadro, 5 volte i limiti di legge italiani per le onde radio
(5)
e i terremoti, se non esistessero non saremmo qui a discutere

domenica 4 dicembre 2011

Una favola e tante scie chimiche

Un "cane solare" fotografato ad Arcetri il 28 novembre. Il piccolo arcobaleno nel cerchietto, a 22 gradi dal Sole, si verifica solo se quella foschia lassù è composta da cristalli di ghiaccio. Una prova che le scie di condensa sono formate, appunto, da ghiaccio.

Come mai mi occupo di quell'evidente bufala delle scie chimiche? Me lo chiedono in tanti: chi la riconosce come bufala mi rimprovera per buttar via il mio tempo, che potrei dedicare a cose più proficue; chi invece ci crede sostiene che il fatto che io perda tempo a confutargliela è un chiaro indizio del fatto che sono pagato per farlo, e quindi che la loro NON è una bufala.

Be', per una volta cercherò di dar loro retta, e quindi non mi metterò direttamente ad occuparmene, ma citerò solamente una persona che lo ha fatto. In questo ottimo post Ugo Bardi riporta una favola di Antonio Turiel, in cui tre boscaioli di fronte a una grave inondazione reagiscono in modo differente. Chi cerca un colpevole, e si innamora della propria teoria a dispetto delle evidenze, chi si convince che l'alluvione è solo una rara eventualità, il futuro è comunque roseo e si può continuare come se nulla fosse, e chi cerca le vere cause, e agisce di conseguenza.

Come il primo boscaiolo del racconto, chi sostiene la bufala delle scie guarda ai problemi ambientali in cui viviamo (nel gruppo degli attivisti fiorentini si lamenta dei raccolti sempre più scadenti) come frutto di un deliberato complotto di pochi cattivissimi. E ha individuato nelle scie degli aerei la prova di questo. Almeno alcuni dei sostenitori del complotto negano con molta energia la questione del riscaldamento globale, per loro solo uno specchietto per allodole. Un attivista locale mi prende in giro perché ritengo il petrolio una risorsa vicina all'esaurimento, mentre lui crede alla storia del petrolio abiotico (virtualmente infinito).

E mi sento di condividere le conclusioni di Turiel sulla "narrativa eroica", che affligge non solo i complottisti, e la loro immagine dell'uomo retto e determinato che sconfigge i cattivi che complottano nell'ombra, ma anche i nostri economisti che, per citare Turiel, cercano un discorso più attraente che realistico. Per esempio si parla di recuperare il sentiero della crescita anche se la realtà è che questa crisi economica non finirà mai; di accettare sacrifici ora a vantaggio della futura prosperità quando, in realtà, ogni aggiustamento ci porta al collasso catabolico; di piani di riscatto necessari per far riprendere l'economia quando in realtà servono per tappare i buchi delle grandi banche; di politiche di promozione dell'impiego che in realtà sono il degrado delle condizioni dei lavoratori; ecc.

Ma il problema della narrativa eroica è che non solo è errata, ma che ci porta al disastro. Per questo non è una perdita di tempo occuparsene.

sabato 26 novembre 2011

Sardegna e telescopi

Sono di ritorno da qualche giorno passato a Cagliari. Ho scansato per poco qualche alluvione, e beccato pure un giorno di sole. E scattato qualche foto ai fenicotteri che in teoria dovrebbero essere migrati tutti in centrafrica, ma evidentemente anche tra loro c'è chi creduto agli scienziati che si inventano il riscaldamento globale.


Ero lì per dare una mano a costruire la strumentazione per il nuovo radiotelescopio, che dovrebbe essere consegnato dalla ditta costruttrice proprio in questi giorni. E naturalmente non mi sono lasciato scappare l'occasione per visitare il sito (qui su googlemaps).

Dopo un'oretta scarsa di viaggio la strada fa una curva, e spunta questo:


Sullo sfondo un parco di generatori eolici che meriterebbe un post a parte, ma che purtroppo a noi astronomi dà abbastanza noia: effetto corona, megawatt di elettronica switching, insomma non esattamente un ambiente "silenzioso" per le onde radio. Ma ci si adatta.


È difficile percepire le dimensioni reali dell'oggetto, anche dal vero. Un'idea la può dare la scaletta sula destra, ogni rampa è alta 4 metri, un bel piano di una casa, e ce ne vogliono 7 per arrivare all'asse su cui ruota la grande parabola, di 64 metri di diametro. La cabina al centro della base, che ospita le cabine elettriche dei motori (qui sotto un particolare del PLC che li controlla, speriamo non passi Stuxnet), è più grande dell'appartamento in cui vivo.


Visto che c'è qualche minuto prima che comincino i test mi lasciano salire fino all'asse di elevazione. Da lì il panorama è bello, nonostante il cantiere.


E infine una foto ricordo


Circa 2 anni fa un articolo di Repubblica parlava di questo telescopio in una serie di servizi sui grandi sprechi italiani. Perché il rischio, molto concreto, è che non si riuscirà ad utilizzarlo, la ricerca in Italia fa fatica a far quadrare i bilanci e una volta pagati gli stipendi dei ricercatori non resta granché per far funzionare i telescopi. Ma non perché gli stipendi siano eccessivi o perché si sia assunta troppa gente, come suggeriva quell'articolo, anzi, non si riesce a rimpiazzare chi va in pensione o rinnovare i contratti ai tanti precari. L'assegnista che lavorava allo strumento di cui parlavo nel post di 2 anni fa ha interrotto l'ottimo lavoro che stava facendo, non rientrava nelle spese e soprattutto far la pendolare dalla Sicilia ad Arcetri non le permetteva di seguire la figlia. La ricercatrice che lavora ora con me su strumenti come questo mi ha annunciato che getta la spugna, finito il suo contratto torna al paese. Magari resterà disoccupata, ma almeno non avrà le spese di vivere fuori casa.

domenica 22 agosto 2010

La prossima era glaciale

Una volta tanto parlo di un pericolo di cui non dobbiamo preoccuparci. E di un pittoresco ma combattivo blog - Post aggiornato il 28 agosto

Qualche tempo fa sulla rivista "Coelum" ho trovato citato il blog daltonsminima. Ci ho curiosato, e all'inizio ho trovato degli interessanti articoli che spiegavano in modo chiaro e ragionevolmente corretto diverse cose su come funzioni il Sole: il ciclo solare, la corona, le macchie e le regioni attive, il vento solare, gli effetti sulle comunicazioni e sui satelliti artificiali... Nonostante sia evidentemente fatto da appassionati, non da professionisti dell'astronomia, sembrava proprio un bel sito. (a scanso di equivoci, continuo a ritenerlo un bel sito, per questi argomenti. E mi fa molto piacere che qualcuno vi si appassioni)

Mi era sfuggito che questo fosse un blog "a tema": l'imminente era glaciale che ci sta aspettando, e in cui finiremo nel giro di pochi anni(1). Finché non sono finito su di un articolo che riportava la nota bufala, di cui ho parlato qui, secondo cui negli anni '70 gli scienziati sostenessero la tesi del raffreddamento globale. Ho provato a farglielo notare ma la cosa è risultata un po' difficile, l'idea che nel 1972 gli scienziati sostenessero la loro tesi era troppo ghiotta per abbandonarla.

Non ho avuto molte altre occasioni di leggere il loro blog finché non ho cominciato ad occuparmi della teoria di un certo Miskolczi, un ex scienziato della NASA che sostiene che ad un aumento del CO2 debba automaticamente corrispondere un calo degli altri gas serra (soprattutto il vapor d'acqua) in modo da mantenere rigorosamente costante l'effetto serra totale. Miskolczi ha pubblicato la sua teoria in un giornale di meteorologia bulgaro, perché gli altri giornali a cui la ha presentata gli han bocciato l'articolo(2).

Ovviamente questo articolo è stato ripreso da tutti i vari siti che negano il riscaldamento globale, ma Daltonsminima è riuscito pure a fraintenderlo completamente. Secondo loro, Miskolsczi sosterrebbe che non esiste proprio l'effetto serra, che non può esserci un flusso di calore che ritorna dall'atmosfera verso il suolo, perché l'atmosfera è più fredda del suolo e non può esserci un flusso di calore da un corpo freddo a uno caldo(3). Ma la prima figura dell'articolo mostra proprio questo flusso di calore, l'articolo è sbagliato ma non in modo così plateale. Nei commenti al post ho poi trovato qualche riferimento agli allineamenti planetari, e ho pure scoperto che tra i blog "amici" segnalati ce n'è uno dedicato alle catastrofi del 2012.

L'attività solare negli ultimi 400 anni, valutata contando le macchie solari. Oggi siamo all'inizio del ciclo 24, dopo un prolungato (ma non eccezionale) periodo di minimo.

Comunque ho perso ogni speranza quando oggi ho letto il loro ultimo intervento. Lo sapevate che gli astronomi di tutto il mondo stanno nascondendoci il fatto che sul Sole non ci sono più macchie solari? Che gli osservatori astronomici se le inventano letteralmente, raccontandoci che il ciclo solare ha ripreso il via dopo un periodo di minimo eccezionalmente lungo? Il tutto, naturalmente, finisce per nascondere il fatto che si sta avvicinando l'era glaciale, se il Sole smette la sua attività il clima è destinato a raffreddarsi (un pochino). Perché mai gli astronomi dovrebbero mentire? È chiaro, sono in combutta con le compagnie che assicurano i satelliti artificiali dai danni per le tempeste solari. Se si scopre che il Sole non ha più macchie le assicurazioni dovranno diminuire i premi assicurativi e guadagneranno meno. E allora niente di meglio di una bella petizione, una raccolta di firme per smascherare il complotto e costringere gli astronomi a dirci la verità. Quel che preoccupa è che sembra ci siano di mezzo pure dei senatori, a quando un'interrogazione parlamentare per decidere la fisica solare?

Dettaglio dell'ultimo ciclo solare, con l'inizio e la previsione per il ciclo 24. Naturalmente i punti che indicano la risalita dell'attività nel 2010 sarebbero frutto di un complotto degli astronomi, pagati dalle ditte di assicurazione dei satelliti artificiali.

E per concludere, un riassunto dei motivi per cui una imminente era glaciale è fuori discussione

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Il periodo più freddo in epoca storica dovuto ad una ridotta attività solare è la "piccola era glaciale", intorno al 1600-1700, in cui non si registrarono macchie solari per oltre mezzo secolo (vedi il primo grafico). Il raffreddamento globale fu di circa mezzo grado, metà del riscaldamento attuale. Se oggi capitasse un minimo simile, semplicemente il riscaldamento globale verrebbe rallentato, o temporaneamente interrotto
- la prossima era glaciale, secondo le teorie attuali basate sui cicli orbitali terrestri, dovrebbe arrivare non prima di molti millenni, probabilmente 10-12 mila anni, forse anche 20 mila.
- il riscaldamento attuale continua senza particolari interruzioni ad un ritmo di 0,2 gradi a decennio.

Aggiornamento:

Tra i commentatori abituali del blog c'è chi si distingue per uno stile da gentleman anglosassone. Come qui, in cui disquisiscono sui modi più opportuni per mettere a morte un validissimo chimico, che altrove sostengono essersi venduto al grande complotto dell'AGW.

(30/8)
Il tutto è rientrato quando gli amministratori del blog, evidentemente molto più seri di alcuni dei frequentatori, se no sono accorti e si sono scusati con il chimico in questione.


Altra puntualizzazione. Nonostante il tono canzonatorio di questo post, ritengo utile e fruttuoso un dialogo con queste persone. Le cose che ho scritto qui sono esempi di cattiva scienza, di errori fattuali che ritengo loro stiano commettendo. Ma mi sembrano persone ragionevoli (magari con eccezioni) e seriamente interessate a discutere. E qualcosa dal loro blog l'ho imparata anch'io.


Note

(1) Un "dead giveaway", come dicono gli anglosassoni, era il titolo, "New Ice Age". Il minimo di Dalton che dà il titolo al sito è un periodo di ridotta attività solare, a cui corrispose un breve raffreddamento della Terra.
(2) Non è difficile da capire il perché, l'articolo è zeppo di errori, ma per i nostri eroi si tratta del solito complotto multimiliardario dei sostenitori del riscaldamento globale. Personalmente nelle prime 4 pagine ho già trovato un punto chiave grossolanamente errato: M. sostiene che la legge di Kirkhoff richiede che il flusso di calore che viene ricevuto dall'atmosfera come infrarossi debba essere uguale a quello emesso, sempre come infrarossi. Ma la legge non dice questo, i due flussi infrarossi sono di fatto molto simili, nell'atmosfera, perché questa è trasparente nel visibile, non ci sono motivi fisici per imporre siano uguali. Anzi, non possono essere uguali se non in una situazione rigorosamente statica. Non ho avuto la pazienza di andar oltre, del resto lo han già fatto altri, e han confermato il mio sospetto che se imponi una condizione che richiede che non cambi niente poi trovi che non cambia niente.
(3) Ovviamente non può esserci un flusso di calore netto da un corpo freddo ad un corpo caldo, sarà sempre il corpo caldo che alla fine scalda quello freddo. Il che significa che il flusso di calore diretto verso l'atmosfera è maggiore di quello che torna indietro. Ma sono due flussi di calore distinti, ed esistono entrambi. Del resto se mi metto un cappotto questo mi ritorna indietro parte del calore che disperdo nell'ambiente, e mi tiene caldo, anche se è più freddo della mia pelle.

sabato 20 marzo 2010

Chi dice che il riscaldamento climatico non esiste

Riassumo, visto che il post è lungo.

Sono molti anni che cerco di capire qualcosa sulla teoria del riscaldamento globale. Ho una buona preparazione scientifica, per cui magari alcune cose le capisco meglio di altri, ma non sono un climatologo, e quindi sono costretto, come tutti, a guardare i risultati delle ricerche, i resoconti divulgativi, a chiedere a chi ne sa di più.

Ho cercato comunque di fare di meglio. Non potendo analizzare il problema in modo completo, non ne ho le capacità, mi sono limitato a guardare quali sono le obiezioni che le vengono mosse nei campi in cui ne so qualcosa. E ho scoperto alcune cose molto interessanti, molte analogie con chi "obietta" ad altre cose (ad es. l'evoluzione).

Le critiche sono deboli, in contrasto tra di loro, ma soprattutto non ci si fa scrupolo di usare bufale non verificate, argomenti palesemente in contrasto con le leggi della fisica, e quando si trova qualche debole evidenza questa viene immediatamente spacciata come "prova definitiva". Spesso si chiede "cambi di paradigma", rivoluzioni copernicane che rovescerebbero non solo la climatologia ma anche (per quel che vedo io) l'astronomia.


Introduzione al problema

L'idea per cui la Terra stia subendo, da un secolo circa a questa parte, un riscaldamento dovuto all'effetto serra da CO2, è una teoria scientifica piuttosto consolidata. Non è, come tutte le teorie scientifiche, una certezza assoluta, ma diciamo che è altrettanto documentata ad es. della teoria del Big Bang, o dell'origine virale dell'AIDS.

Naturalmente, come per ogni teoria scientifica, c'è chi dissente. Chi tira fuori incongruenze, particolari che non tornano, anomalie che la teoria "mainstream" (significa quella sostenuta da quasi tutti) non spiegherebbe. In alcuni casi si tratta proprio di gran rompipalle, ma nella scienza sono utili anche loro: se ascolti solo chi dà ragione o tralasci i particolari che non tornano non vai avanti. Così abbiamo chi sostiene che il moto di allontanamento delle galassie distanti sia solo apparente e che gli altri astronomi complottano per non lasciargli il tempo di telescopio necessario a dimostrarlo, e chi dice che l'HIV sia solo un virus innocuo. Purtroppo per loro (e per i malati di AIDS) han torto, ma le loro obiezioni son servite a rendere più chiara la teoria "ufficiale".

E così c'è chi nega il riscaldamento globale. Chi sostiene che la Terra non si stia scaldando, chi che lo abbia fatto anche nel passato recente in modo ben più vistoso, e chi che il biossido di carbonio non c'entri nulla o poco. Finora però tutte le obiezioni per cui si è arrivati ad una conclusione han confermato la sostanza della teoria: la Terra si è riscaldata di circa 0,9 gradi dal secolo scorso, oltre 0,5 gradi negli ultimi 40 anni, e questo è perfettamente consistente con un effetto di "coperta" di quel 40% di CO2 in più che ci abbiamo messo noi. Il Sole ha contribuito un po', fino agli anni '70, ma poi ha remato contro. Ciò nonostante, questo decennio è quasi sicuramente il più caldo degli ultimi millenni.

Ricostruzioni della temperatura globale negli ultimi 2000 anni, eseguita con metodi differenti da gruppi diversi. In nero le temperature effettivamente misurate negli ultimi 130 anni.
Comunque non voglio parlare di chi, con competenza e convinzione, solleva punti davvero controversi della teoria. Non sono un climatologo, non ho le competenze, e come tutti finisce che devo fidarmi di chi le competenze le ha. È un problema, e grosso, perché come dicevo c'è un piccolo, ma non trascurabile, numero di esperti che dissente. Allora, per capirci qualcosa, sono andato a guardarmi in dettaglio quel che sostengono i principali siti di informazione contro la teoria, e gli articoli scientifici a cui fanno riferimento.

Le bufale vere e proprie

Quel che mi ha colpito è come in questi siti si sostenga con la massima nonchalance le cose più improbabili, quelle che anche un astronomo che di clima ne sa poco riconosce come bufale. Di alcune ho già parlato altrove:
  • la verde Groenlandia: Eric il Rosso colonizzò la Groenlandia, che quindi ai suoi tempi doveva essere una verde e ridente terra. Embe'? Lo è anche oggi, nelle poche e riparate valli dove viveva Eric. Vi si pratica da 70 anni la pastorizia, e forse non è (e non era) così ridente.
  • l'imminente era glaciale: Negli anni '70 i climatologi si aspettavano una glaciazione imminente. Quindi la climatologia va a mode. Peccato che anche allora, invece, si pensasse che i gas serra provocano un riscaldamento, e che la glaciazione era solo un'idea di una significativa minoranza finita su un giornale.
  • produciamo solo il 3% del CO2 totale e quindi non possiamo influenzarne la concentrazione. Sì, ma il restante 97% non fa che girare in tondo tra atmosfera e ecosfera, quel 3% invece è decisamente in più. E si è accumulato, pure con una propria caratteristica firma, sappiamo che ce lo abbiamo messo noi
  • gli altri pianeti si stan scaldando e quindi è colpa del Sole. Alcuni pianeti (o parti di paneti) si scaldano, altri si raffreddano. Con meccanismi che non sembrano avere molto a che fare con il Sole.
L'elenco è molto più lungo, e bizzarro.

C'è persino chi nega che il CO2 possa causare un effetto serra, che questo sarebbe contro il secondo principio della termodinamica, in quanto significherebbe che l'atmosfera, fredda, scalderebbe la superficie della Terra, più calda. Ma se mettiamo un cappotto questo contribuisce a scaldarci (a non disperdere il calore) anche se è più freddo di noi. Altri fanno conti un po' più sofisticati, il CO2 è saturato, e quindi non può produrre ulteriore effetto serra se aumenta. Ma quei conti si fanno (per bene, son complicati), sono stati fatti, c'è pure un sito che permette di provare on-line a farli, e soprattutto si è misurato direttamente l'effetto: all'aumentare, negli anni, della concentrazione di CO2 si vede che la radiazione dispersa nello spazio cala e quella riflessa al suolo aumenta.


Apparentemente chi nega il riscaldamento globale non si preoccupa minimamente del fatto che le obiezioni possano essere farlocche, o ampiamente sbufalate. In particolare mi ha colpito la difficoltà ad ammettere gli errori nel blog climatemonitor, quando è stato pubblicato un post che negava la possibilità stessa dell'effetto serra (per un aumento del CO2). Si tratta di fisica del trasporto radiativo, non di cose su cui sia possibile avere un'opinione. È come discutere se la Terra sia o meno piatta. (Nota: non accuso il blog di censurare la discussione, anzi ringrazio dell'ospitalità ai miei commenti, ma mi sono cascate le braccia quando dopo 158 commenti l'autore ribadisce che secondo lui la legge di Plank è solo un costrutto teorico non valido nella realtà. Vedi i commenti qui sotto dell'11 e 12/4)

Se un critico della teoria si sente in dovere di ricordare, in un articolo scientifico divulgativo(1), che ai tempi di Eric il Rosso la Groenlandia era molto più calda di ora, prova il fatto che l'ha colonizzata, significa che i suoi filtri critici sono piuttosto deboli. Significa che accetta qualsiasi cosa, senza controllare, purché sia in accordo con la sua tesi.

Il clima ed il Sole
Sulla questione delle influenze solari il discorso si fa più complicato (e più tecnico). Chiaramente il Sole ha un effetto sul clima(2), ma le variazioni di intensità solare negli ultimi decenni sono minime e anche i normali indici di attività solare non assomigliano alle fluttuazioni della temperatura.

È comunque possibile pubblicare un articolo su di una rivista scientifica seria in cui si trova una relazione tra un qualche parametro solare e l'andamento del clima. Giustamente, in quanto ogni informazione in più è sempre benvenuta.

Però siccome la temperatura è genericamente aumentata nel tempo, si trova una relazione tra qualsiasi cosa aumenti (che so, la distanza tra Europa ed America, che si allontanano per la deriva dei continenti) e il clima. Scegliendo in modo opportuno tra decine di parametri legati al Sole si può trovarne uno che per caso correli con la temperatura meglio dell'aumento di CO2. Si può scegliere con che periodo mediare, quali dati scartare, aggiungere ritardi (anche più di uno), e alla fine il risultato non ti dice nulla. Ho provato a commentare un particolare studio, per cui mi sono rifatto i conti e a me, usando gli stessi dati, torna che il Sole c'entra molto poco.

Ultimamente va molto di moda l' approccio olistico, che è una estremizzazione di questo concetto: provare a vedere qualsiasi cosa in relazione al clima, cercando qualsiasi vaga correlazione. E quindi sostenere che questa relazione sia la causa del clima. Nel post precedente ho provato ad analizzare uno di questi studi, in cui si suggeriva che il clima sia dovuto ad allineamenti planetari. Rifacendosi i conti con un minimo di fisica sotto (escludendo cioè le cose che vanno apertamente contro i principi della fisica nota), non si ritrova nessuna delle correlazioni con gli allineamenti, e non si vedono nel clima i periodi planetari più intensi.

Un articolo analogo cerca correlazioni con la velocità di rotazione della Terra (ne ho parlato in questo post, se riesco ci faccio un vero articolo scientifico). Ma se esistono meccanismi per cui il clima potrebbe influenzare la rotazione terrestre (ad es. all'aumentare della temperatura gli oceani si espandono, e questo causa un leggerissimo rallentamento), non abbiamo nessun motivo fisico per pensare che la rotazione possa influenzare il clima. Lo stesso autore si lancia in una bizzarra teoria per cui lo scongelamento della calotta polare sarebbe dovuta al vulcanesimo sottomarino, che è migliaia di volte troppo debole per far ciò.

Una rassegna di un po' di queste cose si trova nel blog "skepticalscience", e una bella rappresentazione grafica nel sito informationisbeautiful.

Le critiche di tipo sociologico

Ma cosa dicono gli scienziati? Fa senz'altro impressione leggere un documento firmato da 30 mila scienziati contro il global warming. Fa meno impressione se sai che è stato raccolto inviando un documento apparentemente molto ben argomentato, con un sacco di dati e citazioni, che sosteneva che il riscaldamento sia un a gigantesca bufala, a un numero enorme (e non precisato) di persone la cui unica qualifica era una laurea in materie scientifiche. Quindi gente che non conosceva quello di cui si parlava, e che non era in grado di giudicarlo. Per avere un termine di paragone, le persone che hanno una laurea scientifica negli USA sono circa 10 milioni.

Un sondaggio fatto in modo mirato, e senza fornire prima materiale pro o contro, ha trovato che il 90% degli scienziati che lavorano in generale sul clima, e il 97% di quelli che han pubblicato su riviste scientifiche sull'argomento ritengono che siamo responsabili del riscaldamento globale, e buona parte dei rimanenti sono incerti. I contrari sono circa l'1%, un numero non trascurabile, ma che rientra in quel che dicevo all'inizio. Sondaggi fatti su campioni più vasti di scienziati (non climatologi) mostrano che circa l'84% ritiene che il riscaldamento globale esista e sia dovuto a noi.

Va anche peggio con il "minority report" del sen. Inhofe, firmato da 650 scienziati alcuni dei quali non sapevano neppure di averlo fatto, han chiesto esplicitamente di venir rimossi dalla lista, e sono sempre lì. Ma sempre Inhofe ha proposto di incriminare penalmente i climatologi, per truffa ai danni dell'umanità. Quando le argomentazioni mancano, si ricorre alla diffamazione, alle frasi estrapolate dal contesto, alle minacce. Anche la stampa italiana non scherza, e temo di non essere riuscito a far capire al sig. De Bellis (3), giornalista del "Il Giornale", che certe affermazioni che lui usa correntemente sul suo giornale, e in blog, sono diffamatorie e fattualmente false: i dati sul clima sono reali, non inventati, e di inventate sono solo quelle accuse.

In conclusione

Anche senza entrare nei tecnicismi e nei dettagli dei problemi, ho visto che il dibattito sul clima è fortemente drogato. Da un lato c'è chi studia davvero il clima, chi cerca relazioni, modelli, dati. Sicuramente anche commettendo errori, e nel mucchio c'è sicuramente chi prende cantonate gigantesche, in buona e cattiva fede. Ma con la capacità di ammettere errori e di correggere il tiro. E includo in questi i pochissimi climatologi "scettici", che ancora non accettano la teoria e le muovono obiezioni sensate, facendola progredire.

Dall'altra abbiamo una serie infinita di tesi diverse (il riscaldamento non c'è, c'è ma è normale, c'è ma non è colpa nostra, è colpa degli allineamenti planetari, della Terra che rallenta, dei raggi cosmici, dell'attività magnetica, il CO2 non causa effetto serra, lo causa ma è saturato, non è saturato ma è compensato da qualcos'altro...) più o meno improbabili, ma tutte assunte come vere purché neghino il Global Warming.

Note

1) Nicola Scafetta, "La chimica e l'Industria" (Gen-Feb 2010, pag. 70).
2) Per chi voglia approfondire segnalo questo bell'articolo (in inglese, divulgativo ma molto tecnico)
3) verso cui ho usato delle espressioni infelici, di cui mi scuso, ma che han fatto partire uno scambio molto interessante

lunedì 8 marzo 2010

Le maree del Sole (e il clima)

(mi scuso per il post davvero troppo lungo e senza interessanti figure variopinte, solo noiosi grafici, ma non ho trovato scritte queste cose da nessuna parte e quindi lo faccio io)

11/8/2010: studiando queste cose ho trovato un mare di persone che se n'e' occupata, e ho quindi aggiunto qualche nota in verde. Nessuno ha fatto i semplici conti indicati qui, e spesso si usano metodi statistici diciamo discutibili.

01/09/2011
Una analisi tecnica sul metodo a massima entropia, usato da Scafetta per analizzare le serie numeriche, è stata fatta di recente nel blog Realclimate.

Mi hanno indicato uno studio in cui Nicola Scafetta, un mio collega che lavora alla Duke University, dimostrerebbe che il Sole ha una pesante influenza sul clima. Purtroppo non è ancora disponibile sulle riviste astronomiche, ma un breve sunto è apparso sia qui che in un articolo pubblicato su "La chimica e l'Industria" (Gen-Feb 2010, pag. 70).

Andando subito al sodo, l'autore sostiene che esistono chiari segnali di correlazione tra le temperature medie globali e la dinamica del Sole.

In questo grafico mostra come l'andamento delle temperature misurate sulla Terra (in alto) mostri delle periodicità che sarebbero analoghe a quelle dell'andamento della velocità del Sole rispetto al baricentro del Sistema Solare (in basso). I due grafici indicano l'ampiezza dei periodi in cui si può scomporre le due serie temporali[1]. In particolare secondo Scafetta sarebbe significativo i grossi picchi a 20, 30 e 60 anni[2], che indicherebbero che il Sole risponde a queste variazioni di velocità, influenzando a sua volta il clima. Se la cosa fosse vera, allora potremmo prevedere l'andamento del ciclo solare, e del clima, sapendo come si muovono i pianeti (cosa piuttosto facile). E naturalmente dovremmo ridimensionare il ruolo del CO2.

Ma questo funziona?

Che il Sole si muova rispetto al resto del Sistema Solare lo so bene, in quanto osservando le righe di emissione delle nubi interstellari devo tener conto dell'effetto di gravità dei pianeti, che spostano la Terra (e quindi pure il Sole) di diversi metri al secondo. La parte da padrone la fa Giove, che difatti riesce a "tirare" il Sole di circa 5 milioni di km, più del raggio del Sole stesso.

Ma una cosa che come fisico so bene è che un corpo in caduta libera, soggetto cioè solo alle forze di gravità, è esattamente come se fosse fermo. Tutte le sue parti vengono attratte insieme e al suo interno non cambia nulla. Anzi, il principio su cui si basa la relatività generale ci dice che è impossibile dall'interno di un corpo capire se sia fermo o se venga sballottato da 9 pianeti che gli girano intorno. L'unica cosa che ha un effetto sono le forze di marea, il fatto che la gravità (ad es. di Giove) è diversa in punti diversi del Sole. Quindi andarsi a calcolare la velocità del Sole non ha nessun senso, perché so già che questa non avrà nessuna influenza sul nostro astro. Ho quindi calcolato l'entità delle maree che i pianeti causano sul Sole.

Le maree sul Sole

Calcolare la forza di marea è abbastanza semplice, e quindi mi sono preso i miei programmini e ho calcolato l'andamento di questa forza tra il 1800 e il 2200. La prima cosa che ho notato è che c'è una singolare compensazione tra le dimensioni del pianeta e la sua distanza. L'effetto della marea cala molto rapidamente con la distanza, e i pianeti interni (Mercurio, Venere e Terra), pur più piccoli, contribuiscono un po' più di Giove (2). Mercurio disturba il Sole non solo con la frequenza del suo periodo (88 giorni) ma anche a frequenze multiple (quindi periodi sottomultipli). Il grosso dell'effetto di marea è quindi a periodi più brevi di un anno. L'effetto è comunque molto piccolo, queste forze sono circa mezzo milionesimo di milionesimo della gravità del Sole stesso.
Periodogramma delle singole maree sul Sole. Da destra si vedono il picco dovuto a Saturno, 4 picchi dovuti a Giove, e tre rispettivamente a Marte (sottile), Terra (periodo di 1 anno) e Venere. I picchi dovuti a Mercurio sono più rapidi, fuori dal grafico. La scala di ampiezza è arbitraria, 1 corrisponde a circa 4 milionesimi di milionesimi della gravità superficiale solare, circa 3 mm.


 
Comunque in ogni momento il Sole è leggermente deformato (qualche millimetro?) per via di queste forze, e ruotando dissipa energia contro questa onda di marea. Qualche scienziato ha ipotizzato che quest'onda, in un mezzo conduttore, possa generare direttamente il campo magnetico solare. L'energia dipende dall'ampiezza complessiva dell'onda, e quindi ho calcolato lo spettro di questa ampiezza. La cosa viene molto complessa, con tantissimi periodi più brevi di un anno, ed alcuni più lunghi, secondo il periodogramma qui sotto. Il grosso dell'energia cambia quindi rapidamente, soprattutto per effetto di Venere e Giove, e poi per tutte le varie risonanze tra i pianeti interni.

Periodogramma dell'ampiezza dell'onda di marea solare. È indicata l'ampiezza ed il periodo dei principali battimenti. L'unità di ampiezza è un decibilionesimo della gravità superficiale del Sole, circa 0,3 mm di marea.

Ci sono anche dei periodi più lunghi, e l'articolo originale si era concentrato su una risonanza tra Giove e Saturno, che ha un periodo di 60 anni. Con 400 anni a disposizione si vede male, ma c'è. Solo che è 30 volte più debole del periodo di Giove, e 150 volte più debole dell'effetto di Venere, corrispondente ad una variazione dell'onda di marea di pochi millimetri. Il periodo a 30 anni è quasi completamente scomparso.

Poniamo che il Sole non riesca a seguire le variazioni veloci, e filtriamo tutto ciò che cambia più rapidamente di 3-4 anni. Qui sotto, in rosso, ho graficato l'andamento dell'ampiezza filtrata: si vede un chiaro periodo corrispondente all'effetto di Giove (che ripeto non è più l'attore principale), di circa 11 anni. Bingo, il ciclo solare. Eh no, troppo presto, innanzitutto sicuramente non sono il primo ad averci pensato, e poi se si grafica insieme il ciclo solare e l'ampiezza dell'onda di marea solare si vede subito che non torna. Il periodo è simile ma non uguale, e il ciclo è talvolta in fase (es. 1900), talvolta opposto (es. 1950) all'ampiezza delle maree. Difatti alcuni autori ipotizzano che ci sia una risonanza 14/15 tra i due periodi.

Ampiezza della componente di marea a periodo lungo (rosso) confrontato con l'indice di attività solare.

In conclusione

Non pretendo in queste poche righe, e con mezza giornata di lavoro, di aver confutato un articolo che non ho neppure letto (non essendo publicato). Non son neppure sicuro di aver capito bene che questo sia quanto sostiene Scafetta, mi baso su di un articolo divulgativo ed un blog di terze persone.

Ma le correlazioni che si vedono nel grafico all'inizio hanno senso solo se si assume che il Sole si accorga di muoversi, cosa che va contro i principi base della fisica. Se si va a cercare un meccanismo fisico, per quanto improbabile, si trova che le correlazioni spariscono, o diventano talmente deboli da non aver significato, mentre segnali dello stesso tipo, molto più forti, non riescono a vedersi nei dati.

L'ipotesi che la gravità dei pianeti, causando maree sul Sole, influenzino in qualche modo il ciclo solare è quindi un'idea suggestiva, ma che per quel che si può vedere non sembra confermata da una analisi un po' più accurata. Stabilire quindi un legame tra i periodi planetari ed il clima terrestre mi sembra quindi quantomeno azzardato.


Note
(1) Come venga fatta questa scomposizione non lo so, aspetto la pubblicazione dell'articolo. Sospetto che sia stato utilizzato un metodo "a massima entropia", che è giustificato se so già a priori che il mio segnale è composto da relativamente poche periodicità. Il che è il caso del Sole, ma non del clima.

(2) Avrei parecchio da ridire sulle "corrispondenze" trovate, non è corretto tracciare linee inclinate per le "quasi corrispondenze". Ma magari un'altra volta. E ancora, aspetto di capire come le giustifica nell'articolo.

(3) Non credo sia un caso. La dimensione di un pianeta dipende da quanto materiale del disco che orbitava intorno al Sole sia riuscito a catturare. Che a sua volta dipende dalla forza di marea del Sole. Mi sembra probabile che questo meccanismo abbia contribuito a rendere le forze di marea dei pianeti sul Sole approssimativamente uguali. Ma è una speculazione buttata lì, più o meno come quelle di Scafetta, e aspetto di venir smentito dal primo planetologo che passa. 

lunedì 15 febbraio 2010

Perché credo al riscaldamento globale

Ricevo da un amico la segnalazione di un articolo dal blog Wattsupwiththat, uno dei tanti che nega il riscaldamento globale.

L'articolo afferma senza mezzi termini che il climatologo Phil Jones, uno dei massimi sostenitori della tesi del riscaldamento globale antropico, ha fatto marcia indietro su tutta la linea. Non è in grado di fornire i dati originali di temperatura perché ha fatto un gran casino (e quindi come possiamo sperare che non l'abbia fatto nell'elaborarli), ammette che nel periodo caldo medioevale facesse più caldo di ora anche senza gas serra a provocarlo, e che dal 1995 non ci sia stato più riscaldamento.

Andando a guardare la fonte, si trova il Daily Mail, un interessante rotocalco i cui titoli di testa odierni parlano di un vincitore alla lotterie che ha festeggiato con una bella ragazza in bikini (con foto), dei soliti pettegolezzi su attori ed attrici, scambi di foto "X-rated" tra VIP, e delle misure di reggiseno di Tizia o Caia[1]. Qualcosa tipo "Visto" o "Chi", non il giornale in cui cercherei conferma di un dato scientifico. (Mi riferiscono che si tratta di un quotidiano rispettabile, il secondo in Gran Bretagna. Sarà, ma se gli articoli che si leggono sono quelli che ho citato, non oso pensare come siano gli altri quotidiani inglesi).

Leggendo l'articolo comunque qualcosa si capisce. In un'intervista alla BBC Jones viene accusato di non aver tenuto i dati originali (cartacei, decine di migliaia di fogli di carta, accumulatisi in 20 anni) in modo ineccepibile, dopo averli trascritti nel computer, e anche per questo è riluttante a darli in giro. Quindi se uno volesse andare a ricontrollare dovrebbe farsi una bella fatica. Però quei fogli ci sono tutti, è solo che Jones ammette che avrebbe potuto organizzarli meglio [2].

Ho cercato l'intervista, e ho trovato questa, sulla conservazione dei dati, e questa, in cui si parla degli altri due argomenti. È interessante, dà un quadro di una persona con una buona dose di umiltà, onestà intellettuale e coscienza dei propri limiti. Doti rare, anche tra gli scienziati.

Sul riscaldamento dal 1995, per esserci c'è. Ma su un periodo di 15 anni, e con il rallentamento del riscaldamento negli ultimi 8, l'aumento non è così significativo. Fosse avvenuto isolatamente avrebbe potuto essere una fluttuazione come ce ne sono molte. Ma si somma a quello dell'ultimo secolo, che è significativo al 100%. Se si considera il periodo dal 1975 al 2009, l'aumento di temperatura è molto significativo.

Infine il periodo caldo medioevale. Jones pensa che si tratti di un fenomeno locale, qualcosa che ha interessato solo l'emisfero nord. Ma ammette di non esserne sicuro, esistono pareri diversi e può benissimo darsi si ritrovi anche nell'emisfero sud. In ogni caso è difficile che la dimensione del fenomeno sia stata tale da rendere quel periodo più caldo di oggi. E se si trovasse alla fine che lo era stato? Be', in quel caso (ipotetico) oggi non saremmo nel periodo più caldo degli ultimi 2000 anni, come insegna il marchese De La Palisse. Ma gli indizi per un riscaldamento anomalo di origine antropica resterebbero tutti lì.

Sono queste cose che mi convincono che la teoria del AGW sia corretta. Se occorre attaccarsi ad affermazioni completamente stravolte di uno scienziato, riportate da un quotidiano scandalistico, per dimostrare che lui è inaffidabile e quindi tutta la teoria una bufala, significa che non si ha niente di meglio.

Non va meglio comunque con i siti italiani. Ho avuto una pessima interazione con il blog climatemonitor, che vuol essere un sito di argomentazioni scientifiche. Un primo "scontro" l'ho avuto occupandomi della questione della correlazione del clima con l' "AA-index". Siccome i loro conti proprio non mi tornavo, glie l'ho detto, e non sono onestamente riuscito a venirne a capo. Semplicemente dicono che è così, con spiegazioni che riguardano tutt'altro. Come se tu contestassi il resto che ti ha dato il negoziante, e quello in risposta ti decantasse la bontà della merce.

Ma veramente mi sono cascate le braccia per un articolo di un tipo che sostiene che il CO2 non produce effetto serra con una serie di conti che sostanzialmente si è inventato sui due piedi. Però i conti corretti sono fatti seguendo altre formule, che incidentalmente sono le stesse che usano gli astronomi quando devono calcolare l'emissione di una nebulosa, per cui qualcosina ne so. Esiste una pagina web che usa le formule giuste e ti permette di calcolare l'effetto serra variando la composizione dell'atmosfera, e si vede che raddoppiando il CO2 si produce un forcing di oltre 3 Watt per mq. Si è cercato di farglielo notare, assieme ad un numero di strafalcioni nel suo ragionamento ma non c'è stato verso, uno che non sa esattamente cosa sia un fotone ha scoperto il modo giusto di fare quei conti, è ovvio sia così, e non confondiamogli troppo le idee con cose tipo l'equazione del trasporto o i coefficienti di Einstein[3].

E poi sarebbe l'IPCC a imbrogliare?

Note

[1] Confesso che sono stato tentato di illustrare questo post usando quelle immagini, invece che con il faccione di Jones.

[2] Anche io confesso di avere un discreto casino nei miei archivi cartacei. Il database di 20 anni di osservazioni dei maser H2O ogni tanto mi dà degli incubi, quando qualcuno viene a chiedermi cosa era successo il 14 dicembre 1997 alla sorgente XYZ. Ma di solito se ne viene a capo....

[3] Se proprio siete curiosi, l'equazione del trasporto è la formula che ci dice cosa succede alla radiazione (a raggi solari in entrata, o ai raggi infrarossi in uscita) quando attraversano un mezzo (l'atmosfera) che assorbe ed emette radiazione. Quel che serve per capire e calcolare l'effetto serra. I coefficienti di Einstein misurano la probabilità che un fotone venga assorbito o emesso da una molecola. Be' ve la siete cercata...

domenica 31 gennaio 2010

Granzotto e l'ICPP

La prova inconfutabile del riscaldamento globale

Ho seguito i commenti di Paolo Granzotto, su Il Giornale, riguardo al riscaldamento globale. Dopo un inutile tentativo di un climatologo di fargli capire la differenza tra clima e tempo meteorologico (il clima è qualcosa che si misura in decenni, la meteorologia dice cosa succede questa settimana), ci ha provato Ugo Bardi, dal suo blog.

La tesi di Granzotto è molto semplice. Quattro o cinque scienziati dell'ICPP (sic, non è in mio refuso, forse per Granzotto assona meglio con CCCP) han preso i dati di temperatura raccolti da migliaia di altri seri scienziati, e siccome non tornavano con le loro previsioni li hanno taroccati con un "trucco", come si è ormai dimostrato con le mail rubate al CRU. Quindi la Terra si sta raffreddando, non riscaldando, e chiunque dica il contrario (solo 3 o 4 persone amiche di Ugo Bardi, si intende) è o disinformato, o un falsario in malafede.

L'estensione della calotta polare nel Settembre 2007 (sin.) e 2005( destra), confrontata con il valore medio degli ultimi decenni (linea viola). Nel 2007 per la prima volta il "passaggio a nord-ovest" era navigabile.

A Granzotto non viene in mente di controllare cosa sia successo davvero con il "climagate", che il "trick" sia una "clever, and legitimate, technique" (come dice Nature), oltretutto dichiarata a chiare lettere nell'articolo dove è stata usata. Che non abbia niente a che vedere con i dati di temperatura dell'ultimo decennio, ma che si riferisca ad anelli di accrescimento degli alberi. Che l'ultimo decennio, appunto, sia il più caldo che la Storia ricordi. E che l'articolo che usa il "trick" sia del 1998 (scritto nel 1997), quindi evidentemente non possa riferirsi all'ultimo decennio.

Non viene neppure il sospetto che se qualcuno facesse una cosa del genere le migliaia di onesti ricercatori si solleverebbero, mica sono scemi. Ma come ogni buon complottista sa, una decina di persone nascoste nell'ombra possono governare segretamente il mondo. Condizionando pure la NASA, che pubblica i dati di temperature misurate da satellite visibili qui sotto.

Il clima è naturalmente una cosa complessa. Ci sono punti poco chiari, e persone serie che sollevano dubbi legittimi. Ma dire che la Terra si sta raffreddando dal 1998, che non c'è un riscaldamento in atto è veramente lo stesso che negare che sulla Luna ci possano essere montagne, rifiutandosi di guardare nel telescopio.

Citando Luca Mercalli, "sul clima nessuno ha la verità in tasca. Ma facciamo piazza pulita delle bugie".

Nota aggiunta: segnalo un interessante commento sul blog di Marco F riguardo il rallentamento del riscaldamento. Interessante perché mostra come funzioni la scienza, come una convinta sostenitrice del Global Warming possa trovare un meccanismo naturale che lo potrebbe contrastare. Alla faccia degli scienziati ideologicizzati.

Ritiro dei ghiacci nel Glacier Bay National Park and Reserve's White Thunder Ridge