Ma una parte dell'ambientalismo (2) considera la scienza il "nemico" da combattere. Gli scienziati sono asserviti al potere, i libri scientifici un manuale di stupro (maschilista), e la vera conoscenza può avvenire solo in modo "olistico", immergendosi nella Natura senza cercare di capirla, ma solo intuendola. Quindi tra gli ambientalisti si ritrovano alla grande l'astrologia, le medicine "alternative" (basate appunto su conoscenze "intuitive", so che questo fa bene e quest'altro fa male senza bisogno di sperimentare se sia vero) e in generale un'avversione per tutto ciò che sia "tecnico" (3).
Silvano fa un sacco di esempi su cui non mi dilungo perché sono perfettamente d'accordo. Ricevo periodicamente un "notiziario scientifico" del movimento anti-OGM, e trovarci dentro una notizia che sia una di tipo scientifico è dura, racconta semplicemente come la gente protesti contro questa tecnologia. Pochi sanno che non c'e' finora stato un solo caso di danno alla salute riconducibile agli OGM, e che molte delle notizie che circolano sull'argomento (es. le famose fragola-pesce) sono bufale belle e buone.
Ma tanto per restare sugli OGM, non tutti quelli che li avversano sono antiscientisti. Esistono dei buoni motivi (politici, economici, e anche ambientali) per essere cauti sul loro uso, o almeno sull'uso che viene fatto nelle condizioni odierne.
Comunque per me su due argomenti il libro esce dal seminato(4), e vorrei parlare di quello. Probabilmente per reazione al particolare tipo di ambientalismo di cui sopra, quello che vorrebbe un ritorno ad un'ipotetica idilliaca civiltà preindustriale, alcuni scienziati si sono messi a criticare qualsiasi cosa provenga da quel mondo. Incluso il ricorso alle energie rinnovabili e il rischio di cambiamenti climatici.
Silvano attinge a piene mani da un libro di Franco Battaglia, "L'illusione dell'energia dal Sole", che è pieno di dati stiracchiati, ragionamenti tendenziosi, per dimostrare che solo con un pesante ricorso al nucleare si può soddisfare le esigenze di energia della nostra civiltà. Be', che piaccia o meno stiamo avvicinandoci ad un rapido declino della disponibilità di energia fossile (come riconosce anche Battaglia), ma il nucleare attuale non è un gran sostituto. Oggi copre il 10% della produzione di energia elettrica e l'uranio estraibile ci basterà per altri 40 anni. Tutto fa brodo, ma se si costruisse, con un colpo di bacchetta magica, abbastanza centrali da produrre tutta l'energia elettrica basterebbe per QUATTRO anni. Occorre pensare a nuovi tipi di reattori, autofertilizzanti, al torio, ecc. ma per ora quelli che si costruiscono consumano prezioso e raro U235. Qualche conto più serio si può trovare in questo interessante libro, che almeno ha i numeri giusti (anche per il nucleare). Purtroppo non c'è scampo, a meno di rivoluzionarie scoperte scientifiche occorre ricorrere al tanto deprecato (da Battaglia) risparmio energetico.
Ma se sulle fonti di energia il dibattito è aperto, sui cambiamenti climatici si va veramente fuori da ogni ragionevolezza. Ancora probabilmente il colpevole è Battaglia, che pur essendo un chimico e non un climatologo è tra i garanti scientifici del NIPCC (il panel nongovernativo sui cambiamenti climatici, una sorta di IPCC al contrario). Qui la scienza, quella che secondo la mia citazione occorre interrogare per sapere dove andare, la sua risposta l'ha data: i cambiamenti climatici ci sono, e sono con tutta probabilità dovuti a noi.
Non possiamo sostenere che la scienza ci fornisce una visione della realtà indipendentemente dai nostri pregiudizi, e poi rifiutarla alla grande quando ci dice qualcosa che non ci piace (anche se piace a quelli di cui sopra che detestano ideologicamente la civiltà industriale e che ci stanno sui cosddetti).
Il NIPCC, e di riflesso il libro di Silvano, per negare i cambiamenti climatici raccoglie a piene mani quel tipo di argomenti che vengono usati in genere contro la scienza, e li rivolgono contro la stragrande maggioranza di scienziati che li studiano. Chi conosce il "dibattito scientifico" ad es. sul creazionismo non fa fatica a riconoscerli:
Se non sono questi, i nemici della scienza, veramente non saprei chi altro indicare.
Note
1) Per godere la natura, o per viverci armoniosamente, la scienza non è che uno strumento. Niente sostituisce una bella passeggiata, un'arrampicata, la sensazione del vedere un germoglio spuntare dal terreno o davanti a un tramonto. In questo gli "olistici" han ragione al 100%. Ma va anche detto che uno scienziato riesce a godersi meglio queste sperienze, nota cose che spesso sfuggono. Me ne accorgo camminando in montagna con mio figlio, un semplice studente di geologia ma che è molto più "immerso" nella montagna di me.
2) sottolineo che solo una parte degli ambientalisti è così, io mi ritengo ambientalista
3) vedi le assurdità sul cosiddetto elettrosmog
4) Ri-sottolineo. e ri-conferno tutta la mia stima per Silvano. Il fatto che non si vada d'accordo su questo argomento non significa che non legga sempre con attenzione le sue considerazioni. E soprattutto non lo includo assolutamente tra i "nemici della scienza" del titolo e delle conclusioni.
Silvano fa un sacco di esempi su cui non mi dilungo perché sono perfettamente d'accordo. Ricevo periodicamente un "notiziario scientifico" del movimento anti-OGM, e trovarci dentro una notizia che sia una di tipo scientifico è dura, racconta semplicemente come la gente protesti contro questa tecnologia. Pochi sanno che non c'e' finora stato un solo caso di danno alla salute riconducibile agli OGM, e che molte delle notizie che circolano sull'argomento (es. le famose fragola-pesce) sono bufale belle e buone.
Ma tanto per restare sugli OGM, non tutti quelli che li avversano sono antiscientisti. Esistono dei buoni motivi (politici, economici, e anche ambientali) per essere cauti sul loro uso, o almeno sull'uso che viene fatto nelle condizioni odierne.
Comunque per me su due argomenti il libro esce dal seminato(4), e vorrei parlare di quello. Probabilmente per reazione al particolare tipo di ambientalismo di cui sopra, quello che vorrebbe un ritorno ad un'ipotetica idilliaca civiltà preindustriale, alcuni scienziati si sono messi a criticare qualsiasi cosa provenga da quel mondo. Incluso il ricorso alle energie rinnovabili e il rischio di cambiamenti climatici.
Silvano attinge a piene mani da un libro di Franco Battaglia, "L'illusione dell'energia dal Sole", che è pieno di dati stiracchiati, ragionamenti tendenziosi, per dimostrare che solo con un pesante ricorso al nucleare si può soddisfare le esigenze di energia della nostra civiltà. Be', che piaccia o meno stiamo avvicinandoci ad un rapido declino della disponibilità di energia fossile (come riconosce anche Battaglia), ma il nucleare attuale non è un gran sostituto. Oggi copre il 10% della produzione di energia elettrica e l'uranio estraibile ci basterà per altri 40 anni. Tutto fa brodo, ma se si costruisse, con un colpo di bacchetta magica, abbastanza centrali da produrre tutta l'energia elettrica basterebbe per QUATTRO anni. Occorre pensare a nuovi tipi di reattori, autofertilizzanti, al torio, ecc. ma per ora quelli che si costruiscono consumano prezioso e raro U235. Qualche conto più serio si può trovare in questo interessante libro, che almeno ha i numeri giusti (anche per il nucleare). Purtroppo non c'è scampo, a meno di rivoluzionarie scoperte scientifiche occorre ricorrere al tanto deprecato (da Battaglia) risparmio energetico.
Ma se sulle fonti di energia il dibattito è aperto, sui cambiamenti climatici si va veramente fuori da ogni ragionevolezza. Ancora probabilmente il colpevole è Battaglia, che pur essendo un chimico e non un climatologo è tra i garanti scientifici del NIPCC (il panel nongovernativo sui cambiamenti climatici, una sorta di IPCC al contrario). Qui la scienza, quella che secondo la mia citazione occorre interrogare per sapere dove andare, la sua risposta l'ha data: i cambiamenti climatici ci sono, e sono con tutta probabilità dovuti a noi.
Non possiamo sostenere che la scienza ci fornisce una visione della realtà indipendentemente dai nostri pregiudizi, e poi rifiutarla alla grande quando ci dice qualcosa che non ci piace (anche se piace a quelli di cui sopra che detestano ideologicamente la civiltà industriale e che ci stanno sui cosddetti).
Michael Mann, climatologo americano, è noto per i suoi studi sulle temperature del passato che hanno portato al grafico noto come "la mazza da hockey": un contributo importante per la scienza del clima, pienamente confermato in studi successivi.
Il NIPCC, e di riflesso il libro di Silvano, per negare i cambiamenti climatici raccoglie a piene mani quel tipo di argomenti che vengono usati in genere contro la scienza, e li rivolgono contro la stragrande maggioranza di scienziati che li studiano. Chi conosce il "dibattito scientifico" ad es. sul creazionismo non fa fatica a riconoscerli:
- la scienza non dà certezze, nessuno ha la verità in tasca, quindi non possiamo dire nulla
- gli scienziati sono mossi da interessi privati, se va bene la carriera e i fondi di ricerca, se va male interessi economici personali
- argomenti da ignoranti fuori contesto: Eric il Rosso che colonizzava la Groenlandia, i pianeti che si scaldano, non produciamo che una minima parte del CO2, eccetera. Purtroppo la maggior parte degli argomenti citati da Silvano nel libro sono di questo tipo
- petizioni con migliaia di firme raccolte diffondendo documenti tendenziosi a un numero imprecisato di persone incompetenti (non è un insulto, siamo tutti incompetenti di quasi tutto)
- studi di scienziati in assoluta minoranza, che sostengono tesi molto ardite con pochissimi dati a supportarle
- addirittura studi fattualmente smentiti, ignorando le smentite (es. le critiche all'Hockey Stick)
Se non sono questi, i nemici della scienza, veramente non saprei chi altro indicare.
Note
1) Per godere la natura, o per viverci armoniosamente, la scienza non è che uno strumento. Niente sostituisce una bella passeggiata, un'arrampicata, la sensazione del vedere un germoglio spuntare dal terreno o davanti a un tramonto. In questo gli "olistici" han ragione al 100%. Ma va anche detto che uno scienziato riesce a godersi meglio queste sperienze, nota cose che spesso sfuggono. Me ne accorgo camminando in montagna con mio figlio, un semplice studente di geologia ma che è molto più "immerso" nella montagna di me.
2) sottolineo che solo una parte degli ambientalisti è così, io mi ritengo ambientalista
3) vedi le assurdità sul cosiddetto elettrosmog
4) Ri-sottolineo. e ri-conferno tutta la mia stima per Silvano. Il fatto che non si vada d'accordo su questo argomento non significa che non legga sempre con attenzione le sue considerazioni. E soprattutto non lo includo assolutamente tra i "nemici della scienza" del titolo e delle conclusioni.





