sabato 26 dicembre 2009

Autobus

(post aggiornato)

Oggi, di ritorno dalla visita natalizia ai miei parenti, ho passato l'usuale incubo dell'autobus a Firenze.

Abito a un po' meno di 5 km dalla stazione, troppi da fare sotto la pioggia con le valigie, ma se ho solo uno zaino a piedi ci arrivo in meno di un'ora. La zona è ben servita, un paio di linee dirette ed abbastanza frequenti che mi portano da sotto casa alla pensilina della stazione di Santa Maria Novella. Ma non riesco mai a metterci meno di 40 minuti, spesso ben più di un'ora(1).

Oggi per fortuna il traffico era molto tranquillo, e ci siamo messi alla fermata dove era prevista una corsa ogni 15 minuti. Dopo 20 minuti di attesa (e 5 di ritardo) è arrivata finalmente il primo bus, immediatamente riempito. Timbro il biglietto ed aspetto, dovrebbe ripartire subito. Dopo altri 15 minuti di attesa arriva l'autobus successivo, e la gente vi si riversa. Io aspetto sul primo, quantomeno starò più comodo. Restiamo in tre, non abbiamo sentito che l'autista ha comunicato che quella vettura è guasta. Dopo altri 5 minuti chiedo all'autista, che mi ripete che adesso la porta in deposito, devo aspettare la successiva.

Perdo la pazienza, e gli dico tutto quello che penso dell'ATAF, degli autobus a Firenze, del fatto che a quell'ora, a piedi, sarei già quasi a casa... E nella foga dimentico lì lo zaino, prendo la valigia e vado ad attendere l'autobus dopo.

Quando siamo ormai (finalmente) in viaggio, in quella specie di curva di Peano(2) che sono i tragitti dei bus fiorentini, la mia signora mi chiede "E lo zaino?". Non osiamo pensare che cosa ne farà il povero conducente vittima delle mie esternazioni, lei ipotizza che lo abbia scaricato nel primo fosso, e non saprei neppure dargli torto. Chiedo aiuto al conducente, e con un paio di telefonate, in cui persone gentilissime si dan da fare per risolvere il problema, parlo con la persona giusta che mi dice di star tranquillo, lo avrebbe rintracciato lui, e di telefonare dopo mezz'ora. Cioè appena arrivato a casa (un'ora e mezza dopo essere sceso dal treno).

Bene, il mio zaino si trova in stazione. Con il motorino elettrico son lì in 12 minuti, e nel gabbiotto dell'ATAF trovo, oltre allo zaino, alcuni autisti che hanno assistito alla mia sfuriata. Devo dire che mi vergogno come un cane, ho trovato solo persone gentilissime, incluse queste che solamente mi raccomandano di non perdere la pazienza verso chi lavora per far funzionare al meno peggio la baracca.

Morale della storia
  • Non arrabbiarsi con chi non c'entra. Autisti e dipendenti ATAF si sono dimostrati persone di una gentilezza, disponibilità e competenza invidiabili, risolvendo in poco tempo un casino creato da un utente rompipalle.
  • Sono solo io a incappare in tragitti assurdi, autobus affollati, deviazioni, corse soppresse (anche due di fila), e tempi di percorrenza comparabili con quelli di un pedone (se va bene)? Direi di no, parlando con i miei compagni di sventura.
  • Ma è possibile che una città come Firenze abbia trasporti pubblici di questo livello? È possibile che gli amministratori non riescano a tirar fuori un piano del traffico e dei trasporti decente?
  • Il tutto è peggiorato drasticamente dalla chiusura del centro storico ai bus. Per carità, idea ottima. Ma richiede un ripensamento serio del piano suddetto. Quel che si è fatto è stato di mettere delle toppe, che evidentemente non reggono. Tanto gli utenti b rontolano, si incazzano con gli autisti, ma le sedie e gli stipendi degli amministratori nessuno li tocca.
31 Dicembre: Aggiornamento

Leggo oggi che il sindaco Renzi ha deciso di incolpare gli autisti dei ritardi mostruosi.

Gli autisti ribattono facendo notare che i ritardi sono dovuti al traffico caotico, alla mancanza di corsie preferenziali, e ad "una pedonalizzazione del Duomo fatta in fretta e furia che ha finito per costringere tutto il trasporto su un'unica direttrice diventata un imbuto".

Il rappresentante sindacale dice: «Ci dovrebbero mostrare il piano di impresa. Ma se raccontano queste balle evidentemente non ce l'hanno. Chiederemo all'amministrazione come davvero si vuole privilegiare il trasporto pubblico».

Note:
(1) Interessante domanda: come fare con il biglietto? Il biglietto elettronico una volta scaduto dovresti ritimbrarlo. Come spieghi al controllore che lo hai timbrato, ma sei sul bus da più di 90 minuti?

(2) La curva di Peano è una curva così tortuosa da coprire, in infiniti ghirigori, l'intero piano. È un esempio di frattale, qualcosa di mezzo tra una linea e una superficie piana. I tragitti degli autobus di Firenze, che continuano a tornare indetro per coprire tutto un quartiere con una sola linea, ne sono una discreta approssimazione.

domenica 22 novembre 2009

Caccia alle streghe

Qualche giorno fa un hacker ha forzato il server di posta dell'University of East Anglia Climate Research Unit, un centro di ricerca che studia l'andamento storico del clima sulla Terra, copiando e poi disseminando per il mondo qualche centinaio di megabyte tra posta e documenti di uno degli studiosi, il dott. Phil Jones.

Una buona descrizione della cosa viene riportata su Realclimate, mentre i vari blog che negano i cambiamenti climatici si sono scatenati a citare mail fuori dal contesto, sostenendo che non esiste consenso sul clima, che i dati sono stati falsificati od omessi arbitrariamente, che gli scienziati dell'IPCC sono una banda di astiosi violenti. Non casualmente, alla vigilia degli incontri di Copenhagen sul clima.

Cosa sia il contesto in un archivio di mail di oltre 10 anni non è banale. Poniamo qualcuno forzasse il mio, tanto per fare esempi di cui so qualcosa. Tempo fa mi han chiesto di fare da referee (quello che fa le pulci agli articoli prima che vengano pubblicati) ad un articolo di un mio collega che mi sta fondamentalmente antipatico. La cosa non mi piaceva, e ho scritto qualche mail ad amici chiedendo consiglio. Non ho sottomano le mail, ma vi assicuro che erano colorite. Poi ho letto l'articolo, ho trovato alcuni punti criticabili, le critiche sono state accettate dall'autore, l'articolo rivisto leggermente e poi approvato a pieni voti. E ho condiviso l'apprezzamento con i colleghi a cui avevo chiesto consiglio. Le mie antipatie non sono entrate che, forse, in un'attenzione maggiore al mio lavoro di revisore. Ma se uno prende una di quelle mail colorite può tranquillamente accusarmi di essere prevenuto, di bocciare gli articoli prima ancora di leggerli. Se li legge l'autore dell'articolo, credo non sarebbe piacevole(1), non per niente l'identità dei referee è segreta.

E chi non ha mai detto in vita sua di un collega, o di un parente antipatico, che lo batterebbe nel muro se lo vede? Questa frase, ovviamente pesante se messa in un blog pubblico (2), in una conversazione privata ha tutto un altro peso. Ma basta a definire l'intera comunità dei ricercatori sul clima una banda di rissosi astiosi.

Il fatto che durante lo studio di un fenomeno, e nella preparazione di articoli scientifici, ci sia discussione tra gli scienziati coinvolti viene presa come prova di un "mancato consenso". Il consenso si costruisce con la discussione, con critiche, osservazioni, non nasce autoevidente. Che ci sia traccia di questo in un carteggio di 10 anni è assolutamente scontato.

Nel corso della discussione si parla di dati che le persone coinvolte sanno essere sbagliati, per qualche motivo. Capitato anche a me, in una ricerca fatta 16 anni fa, cercando onde gravitazionali misurando la distanza di una sonda spaziale. Trovammo uno strano segnale, assolutamente incompatibile con un segnale astronomico, ma che rovinava i dati. Nelle mail di allora parlavo di come "eliminare quei dati". Alla fine scoprimmo cos'era, un diodo rotto nel radiotelescopio di Camberra. Usando quelle mail ci potrebbero accusare di voler cancellare i dati che ci davano torto.

Da quel che ho visto, quelle mail descrivono solo normale corrispondenza di un normale ricercatore, con dubbi, scelte, ripensamenti. Corrispondenza intesa per qualcuno che sapeva bene di che si parla e non per un lettore esterno, anche esperto dell'argomento. Soprattutto non mostrano qualcuno che sta mentendo, o che è convinto che quel che sta scrivendo sono bufale. Non mostrano qualcuno che riceve ordini politici dall'esterno. Che ha potere di censurare o che comunque censura.

Tanti altri esempi sono nei commenti e nel testo dell'articolo di realclimate. Giudicate voi. Ma prima di giudicare, provate a dare una scorsa ai vostri vecchi messaggi di posta. Siete proprio sicuri che sareste contenti se finissero letti da mezzo mondo? Che non vi farebbero fare una immeritata figuraccia?

Note:
1) Difatti le ho appena cancellate.
2) Ogni riferimento ad alcuni particolari blog non è ne casuale nè intenzionale ma inevitabile

domenica 15 novembre 2009

Neanche gli dei

In un romanzo di Asimov alcuni scienziati trovano un metodo (il "Pompaggio") per produrre una quantità illimitata di energia mettendo in comunicazione il nostro universo con un universo parallelo. In realtà gli abitanti dell'altro universo hanno organizzato il tutto in modo da avere energia illimitata pure loro, a spese della distruzione della nostra Terra per gli effetti collaterali del Pompaggio.

Un nostro scienziato scopre la cosa, ma il politico di turno gli risponde che
"E' un errore supporre che il pubblico voglia proteggere l'ambiente o salvarsi la vita, e che sarà grato ad ogni idealista che combatta per tali propositi. Quello che il pubblico vuole è solo la propria comodità personale. Noi l'abbiamo imparato bene dalla crisi ambientale del ventesimo secolo.
Quindi, ragazzo, non chiedermi di fermare il Pompaggio. L'economia e il comfort del pianeta vi dipendono troppo".

Il lieto fine è la scoperta di un sistema per continuare il Pompaggio senza gli effetti collaterali. Purtroppo non sempre è possibile, o quantomeno non è possibile subito. Molto meglio far finta che gli effetti collaterali non ci riguardino; ci si penserà in seguito, la scienza inventerà qualcosa, non è vero nulla... Chi continua a fumare pur sapendo che farlo gli distrugge la salute conosce benissimo tutti i metodi per nascondersi una verità scomoda.

Il tutto mi è tornato in mente leggendo sul giornale di oggi che USA e Cina si sono accordati per non accordarsi sulla riduzione delle emissioni nel prossimo meeting a Copenhagen. La Cina deve mantenere un ritmo di crescita economica dell'8-10% annuo, gli USA devono tenersi buona la Cina, e hanno pure i loro problemini di crisi. No, non si può proprio smettere di fumare oggi, domani è sicuramente un giorno migliore per farlo. E non c'è neppure bisogno di alieni perfidi, facciamo tutto da noi.

Nel frattempo un brillante scienziato ha scoperto che forse abbiamo sovrastimato del 10% gli effetti antropici sul clima (quanto sia colpa nostra). Un po' della discussione si può trovare qui, personalmente non riesco a seguire il tutto in quanto va pesantemente in campi di cui so poco, e le teorie rivoluzionarie non sono ancora state pubblicate su riviste del settore (e quindi sottoposte alle critiche del dibattito scientifico), ma quel che non riesco a capire è l'enfasi sulla questione. Forse non stiamo fumando un pacchetto al giorno, ma solo 18 sigarette. Quindi chi ci dice che stiamo fumando un pacchetto al giorno è inaffidabile, esagera, e possiamo star tranquilli. O non far nulla, le incertezze giustificano l'inazione.

Infine gli scienziati davvero pazzi di cui parlo qui temo siano più agguerriti di quel che pensavo. C'è davvero chi pensa che basti una spruzzata di anidride solforosa e tutto è risolto. E c'è chi è disposto a dargli retta.

Insomma, come dice il titolo del romanzo di Asimov, che cita una frase di Friedrich Schiller, "Contro la stupidità, neanche gli dei possono lottare."

P.S. Una doverosa segnalazione. Ovviamente non sono il primo a citare Asimov (o Schiller) su questa questione. In particolare lo ha fatto l'amica Debora, già 3 anni fa.

venerdì 13 novembre 2009

Comitato Nazionale del Risparmio e scie chimiche

Come se non bastassero le ormai 11 (avevo contato male) interrogazioni sull'argomento, l'on. Oskar Peterlini, ex membro della commissione Territorio, Ambiente e Beni Ambientali, ha trovato il tempo per scriverne una dodicesima interrogazione sul problema delle scie chimiche. Evidentemente senza guardare le risposte date in passato (riassumibili in "le scie chimiche sono una bufala pubblicizzata in siti che di scientifico non hanno nulla"), e senza neppure prendersi la briga di capire cosa significhi la sigla CNR. Provo a rispondergli io.

Premesso che in molte parti d'Italia (Umbria, Abruzzo, Campania, Toscana, Veneto, Sicilia, Sardegna e Marche), da alcuni anni sono state rilevate scie chimiche (chemtrails), rilasciate da aerei non meglio identificati;

Perché gli aerei (sono quasi tutti aerei di linea riconoscibili, basta un buon binocolo), quando fa freddo rilasciano scie di condensa, e alle quota e cui volano fa praticamente sempre freddo. Le scie sono viste dappertutto, spessissimo, da decenni, senza nessuna indicazione siano "chimiche".

diversamente dagli aerei civili, i quali su rotte predeterminate rilasciano scie di condensazione a dispersione quasi immediata, le scie chimiche riscontrate sono di natura gelatinosa e vengono nebulizzate da aerei che volano a bassa quota

Le scie di condensa possono persistere in cielo per ore, allargandosi, se le condizioni sono opportune. Studi fatti misurando le condizioni dell'aria all'esterno di voli di linea, mostrano che circa il 5-10% delle volte ci sono le condizioni per la formazione di scie persistenti.
La bassa quota dichiarata nei siti sulle scie chimiche è misurata ad occhio, se si fan misure serie (o si analizzano le foto presentate) si ricavano quote alte. E cosa significherebbe che una scia è "gelatinosa"?

e [le scie] sono irrorate nell'aria attraverso sistemi di supporto ben visibili ad occhio nudo

Si chiamano volgarmente "motori". Nella quasi totalità delle foto di scie, queste compaiono ad una certa distanza dietro ai motori, come ci si aspetta se si tratta di condensa, e come non ci si aspetta se si tratta di sostanze spruzzate. Le pochissime foto in cui le scie non si originano dai motori mostrano scie aerodinamiche (provocate dalla turbolenza dell'ala in aria molto umida) o "fuel dumping".
In rete sono presenti foto di alcuni elementi di aerei a terra (che quindi non rilasciano scie) sostenendo senza nessuna giustificazione che si tratti di "irroratori di scie chimiche".

il Comitato nazionale del risparmio (Cnr), nel 2005, ha rilevato, nelle analisi effettuate su campioni di pioggia coincidente con il rilascio di scie chimiche, una concentrazione al di sopra della norma di sostanze chimiche come quarzo, ossido di titanio, alluminio, idrossido di bario, ritenute pericolose per la salute in quanto cancerogene

Credo si riferisca a queste qui sotto. Si tratta di analisi fatte in un campione di neve, che contiene tracce di polvere (ma guarda, della neve all'aperto contiene polvere). L'analisi della polvere mostra che è composta di sabbia ed altri minerali comunissimi nel terreno, cioè che si tratta di polvere di terra alzata dal vento.
Ma da una persona che non sa cosa sia il Consiglio Nazionale delle Ricerche, credo sia inutile pretendere capisca che un'analisi chimica ha trovato che la neve all'aperto contiene tracce di polvere.

Altre analisi, fatte su campioni di terreno o acqua raccolta a terra, mostrano sabbia (quarzo) ed argilla (alluminio), e pure presenza di bario in concentrazioni tipiche del terreno (il bario è tra i 20 elementi più comuni nella crosta terrestre). Sorprendente che in una palata di terra si trovi sabbia ed argilla, non è vero?

si chiede di sapere:

quali ricerche scientifiche siano state effettuate, quali indagini siano state svolte e quali elementi siano stati raccolti sull'insieme dei voli, militari e non, effettuati nello spazio aereo nazionale da qualunque soggetto, che abbiano avuto come effetto il rilascio di scie chimiche;

Una marea. Le scie di condensa sono studiatissime, c'è persino un progetto nel Programma Quadro della Comunità Europea sull'argomento. Si sa quanto sono frequenti, in che condizioni si formano, e si studia come ridurle e quanto influenzino il riscaldamento globale (circa l'1% di quanto faccia la CO2). Nessuno studio ha trovato anomalie, scie che non dovrebbero esserci, scie che non siano scie di condensa.

se il Governo non ritenga opportuno monitorare e registrare i tempi, i luoghi e le modalità entro cui nello spazio aereo nazionale si formano scie chimiche in modo di realizzare una banca dati utile a definirne la natura e le eventuali conseguenze sulla salute, il clima e l'ambiente;

Monitoriamo le scie di condensa? Certo, basta monitorare i 5000 aerei il giorno che sorvolano l'Italia. Esiste un ente apposito, l'ENAV, basta chiedere a loro. Monitoriamo quando sono persistenti? Sono in media 3-400 aerei il giorno. Ma oggi gli "studiosi indipendenti" sostengono che qualsiasi scia sia chimica, e quindi sono quasi tutti gli aerei in quota.

se l'Aeronautica militare o altri soggetti pubblici siano coinvolti e con quali compiti nel progetto di cooperazione Italia/Stati Uniti su scienza e tecnologia dei cambiamenti climatici.

Immagino si tratti dell'accordo n. 4-02154 di collaborazione scientifico sullo studio delle modificazioni climatiche, di cui ho parlato già qui. Innanzitutto in quegli accordi l'aeronautica militare (o i militari) non c'entra nulla, si tratta di un accordo tra enti di ricerca civili.
Forse l'onorevole ha sentito nominare la storia del riscaldamento globale, dell'effetto serra, di quelle cose lì insomma. Ecco, l'accordo riguarda il capire che succede ad animali e piante di conseguenza. L'IBIMET è un istituto del Comitato del Risparmio (ah, già, è il Consiglio delle Ricerche) che studia queste cose, ad es. provando a mettere un po' di pioppi in un recinto fatto di teli di plastica e pompando dentro dell'anidride carbonica per vedere come reagiscano, nei quadrati "FACE" del campo qui sotto. Sono queste le modifiche all'ecosistema di quel documento. Basta darsi la briga di leggere il loro sito, in cui si trova tra l'altro un'accorata presa di posizione contro i casini socio-ambientali che stiamo facendo con la nostra cosiddetta civiltà.

A quando un'interrogazione parlamentare sui provvedimenti che il Governo intende adottare in vista del 21 dicembre 2012? E a quando dei politici che colleghino il cervello prima di presentare una interrogazione?

mercoledì 28 ottobre 2009

Disobbedienza civile

Conosco don Alessandro dal 1990, quando lui era un giovane parroco al Galluzzo e io coordinavo la campagna di obiezione fiscale alle spese militari. Poi organizzò la delegazione fiorentina dei "costruttori di pace" che entrò nella Sarajevo assediata, e quindi finì in quella specie di Bronx che è il quartiere delle Piagge a Firenze.

L'esperienza dell'obiezione alle spese militari ha lasciato un segno in entrambi. Io sono finito a coordinare i soci di Banca Etica, lui, più radicalmente, a inventarsi un modo nuovo di fare microcredito e ora, con il progetto di MAG Firenze, proprio un modo nuovo di fare finanza. E non voglio certo paragonarmi, per lui inventare cose nuove, rapporti nuovi con gli ultimi è la sua vita (qualche settimane fa, con un rimprovero non troppo velato, mi osservava che a lui interessano gli ultimi, non i penultimi), per me è un'attività che faccio a lato della mia vita "normale", quando riesco ad avere un po' di tempo.

Quando ho letto della sua scelta coraggiosa di celebrare quel matrimonio che non s'aveva da farsi, sono stato proprio contento. Immagino cosa voglia dire vedersi negata una normale vita sentimentale, vedersi additati come "peccatori" per le stesse cose, le stesse gioie che vive qualsiasi coppia. E ce ne fossero di coppie che resistono fino a quell'età, che continuano a volersi bene, ad amarsi, rispettarsi dopo trent'anni di vita comune. Peccatori perché Sandra è nata uomo, anche se oggi, per lo Stato e per tutti quelli che la conoscono è una donna, sposata civilmente con l'uomo che ama. Per la Chiesa no, è sempre un uomo, e quindi (anche su questo ci sarebbe da ragionare) non ha diritto ad amare un uomo.

Alessandro ha fatto quel che ha sempre fatto. Ha ragionato, discusso, cercato di capire, e poi fatto quello che, insieme chi ha attorno, riteneva giusto, anche se non corrisponde al cosiddetto diritto. Prendendosi le conseguenze di questo, con coraggio e coerenza, nella speranza che questo faccia riflettere, e cambiare quelle norme ingiuste. Alessandro è stato sospeso, allontanato dalla comunità di gente che ha messo in piedi, in un posto dove la sola idea di una comunità era un'utopia. Io non so come posso aiutarlo, questo blog per intanto è un inizio....

domenica 6 settembre 2009

Il cielo su firenze e gli asini volanti

Oggi a Firenze c'era un cielo azzurro limpido da far paura. E nel cielo neppure una scia. A dire il vero anche ieri era azzurro mica male, ma qualche breve scia persistente ogni tanto si vedeva.

Ma gli aerei dove erano finiti? Be', tutti lì, bastava cercarli. Ne ho contati una decina, in poco più di 20 minuti, prima di stufarmi. Quello qui accanto era un puntino ad occhio nudo (quindi difficilissimo da mettere a fuoco), circa 42 km ad est di Firenze. Le ali sono invisibili per la distanza, e come si vede è bianco, senza contrassegni né finestrini.

Mentre lo fotografavo l'occhio mi è caduto su un altro oggetto che si muoveva velocemente nel cielo. Non poteva essere un aereo, gli aerei non sono fatti a "U", rovesciata e non si muovono in quel modo. Con lo zoom al massimo ho risolto l'arcano, era un asino volante. O più probabilente un cane volante.

martedì 1 settembre 2009

Metodo scentifico

Post aggiornato dopo un paio di "uscite" di Tankerenemy

Per evitare di ripetere sempre le stesse cose, rimando ai siti che spiegano un po' la storia-tormentone delle scie chimiche. Quindi per favore, portatemi prove, od obiezioni nuove, non cose a cui ho già risposto.
  • Innanzitutto la nonciclopedia, che nonostante i migliori sforzi dei nonciclopedisti non riesce ad essere altrettanto demenziale della teoria originale, e quindi è un'ottimo e serio sito di debunking.
  • La pagina di MD80, sito di piloti ed esperti di aeronautica dovrebbe essere sufficientemente autorevole. Ma si sa che sono tutti pagati per rilasciare queste scie.
  • La FAQ del CICAP. Elenco di risposte alle domande tipiche sulle scie
  • Intervento del meteorologo Per Luigi Randi, ad una congresso di meteorologia. Ma già, i meteorologi son tutti parte del complotto (pure loro).

Dopo un paio d'anni che mi occupo della bufala delle scie chimiche, provo a fare un po' il punto.

Innanzitutto il panorama di chi crede a questo complotto è estremamente variegato. Si va da chi pensa ci sia qualcosa di strano nelle scie, magari legandolo alle preoccupanti affermazioni di affermati scienziati (uno tra tutti Lomborg, l'ambientalista scettico) sui metodi per contrastare l'effetto serra, a chi afferma si tratti di un metodo escogitato dai governi, in combutta con gli astronomi, per evitare di far scorgere alla gente il pianeta Nibiru in avvicinamento. E a chi sparge pezzi di plastica per i campi per dissolverle. Fattore non trascurabile, c'è chi ci fa i soldi, vendendo riviste, libri, DVD.

Quindi è difficile fare di tutta l'erba un fascio. È un culto con sottoculti, guerre interne di religione, accuse di eresia, ecc. E siccome so benissimo che non posso escludere che qualche scia sia chimica, se qualcuno vuol seriamente cercare delle anomalie, senza bersi il cervello, faccia pure.

Il punto di partenza, ovviamente, è stabilire se le scie bianche che si vedono in cielo abbiano qualcosa di anomalo. Se la risposta è NO, in teoria si dovrebbe chiudere la questione. Ma non è così semplice, il discorso si sposta subito sul "puoi dimostrare che non ci mettono dentro niente di tossico?" (puoi dimostrare che non mettono niente di tossico nel 90% delle scie che non si vedono? O nell'acqua dell'acquedotto?)"Ma comunque gli aerei inquinano" (bella forza, e le auto no?). Quello che sembra emergere è che ad almeno alcune di queste persone le scie fanno comunque paura perché si vedono. Vorrebbero non vederle, punto.

Ma torniamo al dunque. Cosa fa pensare che queste scie siano anomale?
1) Non si dovrebbero proprio formare, o se si formano dovrebbero essere corte, evanescenti, non rimanere in cielo per ore
2) Sono tante, troppe, si intersecano nel cielo. Non è possibile ci siano tanti aerei, o tante rotte, nel fazzoletto di cielo sopra la nostra testa
3) Una volta non si vedevano
4) Gli aerei sono troppo bassi (con varie prove del cumulo, del telemetro, del filmato o del fatto che l'aereo si sente o si vede)
5) Gli aerei sono strani: bianche, senza insegne, senza finestrini... Sicuramente militari.

Non sto a ribattere a queste affermazioni, cosa già fatta altrove. Ma è interessante vedere come contro-ribattono i sostenitori del complotto. Per concisione userò i termini sciachimisti e sciacondensisti per indicare rispettivamente chi ritiene che le scie siano composte da sostanze chimiche imprecisate o dalla condensa di vapor d'acqua.

1) Gli sciachimisti sostengono che le condizioni per la formazione di scie di condensa non persistenti siano temperature sotto i 40 gradi sottozero, e umidità sopra il 70%. Le scie di condensa persistenti per loro non esistono. Le condizioni per la formazione di scie sono però ben note, e non sono quelle. I conti, inizialmente fatti da Appleman nel 1953, dicono che le scie si formano anche a umidità relativa nulla. Non sono conti semplici, ma ormai esistono programmi di computer che ti dicono, date le condizioni atmosferiche, se si possono formare e se saranno persistenti.

Gli sciachimisti prima ignorano. Affermano che i conti (quelli sbagliati) sono semplici, e le scie non si formano quasi mai Poi affermano che i conti di Appleman non valgono per i nuovi motori turbofan. Le considerazioni, pur fatte da un fisico, sono qualitative, ad occhio. I conti di Appleman non vengono rifatti, ma se ne citano le premesse come se fossero motivi sufficienti ad invalidarne le conclusioni (lo so, è contorto). Gli sciacondensisti dicono che gli aggiustamenti sono stati fatti, e, conti alla mano, con i turbofan le scie si formano di più. Ma no, non è possibile, come succede che un motore più efficiente produca scarichi più freddi? Qualcuno spiega ad un fisico che vale ancora il principio di conservazione dell'energia, se sfrutti il calore per spingere l'aereo alla fine te ne resta di meno?

Non esiste nessuna confutazione degli studi che mostrano come per il 15% del tempo l'aereo viaggia in condizioni atmosferiche in cui la scia non può dissolversi. Per loro le scie persistenti non possono esistere, punto.

Comunque oramai non serve neppure invocare caratteristiche strane. Tutte le scie, corte o lunghe, sono chimiche, e se non c'è la scia vuol dire che han sviluppato metodi di irrorazione che non le fan vedere.

2) Se guardiamo i documenti degli stessi sciachimisti, troviamo i dati di traffico aereo. In Italia viaggiano circa 4720 aerei il giorno (nel 2007). Il traffico sul mondo e sull'europa è ben documentato da questi video. Con pochi semplici conti si vede che in media sopra le nostre teste viaggia qualche centinaio di aereo al giorno, uno ogni pochi minuti. Dovremmo vedere un aereo in cielo praticamente sempre. Ma distinguere un puntino azzurrato contro il cielo azzurro è difficilissimo, spesso anche con le scie ad indicarceli l'aereo è così poco visibile che qualche sciachimista ha ipotizzato l'uso di aerei invisibili per spargerle. Qualcuno si accorge che i voli ci sono anche di notte (ma chi l'avrebbe mai sospettato).

Un aereo si vede abbastanza alto sull'orizzonte fino ad almeno 50 km di distanza, e in quest'area si trovano praticamente sempre diversi incroci. Per convincerne basta guardare il panorama da un aereo, non è difficile, sorvolando il Tirreno, vedere chiaramente sia la costa sarda che quella del continente. Fa quindi semplicemente sorridere l'affermazione che non esistano aerovie sopra Oristano, accanto ad una mappa che ne mostra due (UM731 e UM732) a 20 km. Poco dopo una foto in cui si vedono numerose scie dirette proprio lungo quelle aerovie. Qualche scia vecchia, probabilmente trasportata dal vento, è anche sopra la città, ma quelle fresche sono, guarda caso, esattamente sopra le due aerovie indicate.

3) In effetti una volta era più difficile vederne. Ma c'erano, eccome, persistenti e no. Dopo i primi tentativi di negare la cosa (si chiede di fornire foto, foto satellitari, filmati, e ne arriva una valanga) si passa a sostenere si tratti di falsi. Passi per le singole foto, dichiarate di volta in volta fotomontaggi, disegni, o semplicemente foto retrodatate. Ma gli sciacondensisti avrebbero sostituito nottetempo interi capitoli su tutte le copie esistenti di vecchi libri. Una riscrittura orwelliana della storia, insomma. Quando la cosa è diventata semplicemente grottesca, arriva la nuova versione. Le scie chimiche venivano sparse già dagli anni '50, forse anche prima.

4) Il tormentone della quota. Non è difficile misurare la quota di un aereo, e diverse persone si sono messe a farlo sistematicamente. Il risultato, puro e semplice, è che tutti gli aerei con scia sono a quote comprese tra 8 e 13 km.
Per smentire questo, si arriva a produrre dei deliberato falsi, sovrapponendo a vecchi filmati di aerei in quota con scia delle scritte fotoshoppate del display di un telemetro. Ci si ostina ad usare filmati in cui si vede una scia dietro a cumuli o ad altre nuvole, sostenendo siano davanti. O si mostra foto di aerei "a quota ridicola, max. 2000 metri", quando dai dati EXIF dell'immagine si ricava una distanza di 14 km.

Se poi si fa notare che un aereo a 12 km si vede benissimo la cosa viene semplicemente ridicolizzata. Non è possibile, chi lo afferma è in malafede.

5) Aerei civili o militari? È stato il primo punto a saltare. Basta un buon teleobiettivo e si identificano facilmente gli aerei con scie. Che guarda caso sono quasi sempre civili, di normalissime compagnie di bandiera, con poca fatica si recupera pure il numero del volo. Be', significa solo che tutte le compagnie aeree sono coinvolte, no?

In conclusione. Diversi punti sono stati smontati, e la cosa è stata in parte accettata dagli sciachimisti (che comunque continuano a ripeterli e a farli inserire nelle interrogazioni parlamentari o nelle delibere comunali). Poco male, vuol solo dire che il complotto è più grosso. In breve:
sciachimista: le prove che sono chimiche è che una volta non c'erano
sciacondensita: una volta c'erano, guarda qui
sciachimista: allora anche quelle erano scie chimiche

Gli altri punti vengono o ignorati, o se affrontati la cosa viene fatta in modo molto qualitativo. Le scie non si possono formare perché lo dice la fisica, è impossibile, gli scarichi sono troppo caldi. Ci sono troppo poche aerovie. Gli aerei sono troppo piccoli per essere visti.

È la mancanza di cultura scientifica che fa le sue vittime, e quel che sconcerta è che lo fa pure tra laureati in fisica con 110/110. Gli sciacondesisti si nasconderebbero dietro ai loro conti, ma gli sciachimisti, con il buon senso, non hanno bisogno di farne, tanto la gente comune i conti non li sa fare, e quindi non sa neppure confrontare le dimensioni apparenti di un jumbo jet a 12 km e di un semaforo a 100 metri. Figurarsi decidere se una scia possa essere o meno persistente.

Vorrei sapere se queste persone ragionino così anche con i loro conti in banca.
"Guardi, lei ha il conto in rosso"
"Impossibile, ho 1600 euro di stipendio al mese è ovvio che non posso spendere tutto"
"Questo è l'estratto conto, faccia lei le somme"
"Lei si vuol nascondere dietro ai suoi calcoli, è chiaro che mi vuole imbrogliare. E poi fino al 2002 non ero in rosso. Evidentemente da allora avete cominciato a fregarmi i soldi"
"Vuol per caso contestare qualche spesa? Cosa esattamente non torna secondo lei?"
"In questo documento dell'ISTAT si dice chiaramente che uno con 1600 euro che vive da solo arriva facilmente a fine mese"
"Sì ma guardiamo il suo conto"
"Basta, lei afferma che quelli dell'ISTAT dicono il falso, è chiaramente in malafede! Mi appello al buon senso del signor Rossi qui presente! Vero, signor Rossi, che non è possibile che io sia in rosso?"
(signor Rossi) "Be' se lo dice lei che ha studiato da geometra..."
"Il signor Rossi è una bravissima persona, ma ha la terza elementare. Non è capace di fare i conti necessari"
"Proprio per quello, il suo buon senso avrà la meglio sui vostri astrusi calcoli volti solo a confondere le idee della gente perbene! Vi smaschererò tutti sul mio blog, con nomi, cognomi, indirizzi e indirizzi dei familiari!"
"Le faccio presente che facendo così incorrerebbe nel reato di diffamazione. Se ci mette anche dati sensibili, pure in quello di violazione della privacy"
"Ogni azione legale intentata contro me o il mio blog sarà considerata come un evidente tentativo di censura della verità"